Se l’aria ci avvelena

Giovanni Giovannetti



Ha destato scalpore la notizia, diffusa dall’Agenzia europea dell’ambiente, che alcune città della Pianura padana, e in particolare quelle lombarde, sono tra le più inquinate d’Europa. Secondo lo studio, Cremona registra una concentrazione media di particolato che supera i 25,9 µg/m3 (microgrammi di inquinante gassoso per metro cubo di aria ambiente), Vicenza il 25,6 µg/m3, Brescia il 24 µg/m3, Pavia il 23 µg/m3, Venezia il 22,4 µg/m3, Piacenza e Bergamo rispettivamente il 20,8 µg/m3 e il 10,6 µg/m3. Due grandi città come Milano e Torino superano entrambe i 20 µg/m3. Tutto questo rappresenta una minaccia alla salute umana e agli ecosistemi.

L’argomento è solo apparentemente attuale. Lo stato di salute della pianura padana marca visita da tanto tempo ed ha indotto nelle persone effetti sia acuti sia cronici: dalle irritazioni respiratorie e gravi malattie cardiache e polmonari, alle infezioni acute nei bambini e bronchiti croniche negli adulti, per tacere di leucemie e tumori, con mortalità prematura e ridotta speranza di vita. Secondo alcuni recenti studi, non sarebbero poi da escludere correlazioni con la particolare veemenza del Covid 19 proprio in queste zone. Dell’aria della Lombardia, come di tutta la Pianura padana, hanno scritto Paolo Ferloni e Massimo Oddone – due affermati studiosi dell’Università di Pavia – in Se l’aria ci avvelena (Effigie, 2019), un libro che per tempo ha posto la questione e indicato soluzioni.








pubblicato da g.giovannetti nella rubrica terrestri il 23 giugno 2021