Discorso di Trump dalla mongolfiera

Antonio Moresco



Ripubblichiamo il testo di Antonio Moresco apparso sul quotidiano "Il Domani" lunedì 16 novembre 2020.

Oggi, alle 18 ore di Washington (24 ore italiane), il Presidente o ex Presidente Trump, da una mongolfiera sospesa sopra la Casa Bianca, ha tenuto questo sbalorditivo discorso alla Nazione e al mondo.

Sono un pazzo, lo so. Sono una canaglia, lo so. Sono un bambino prepotente e cattivo, lo so. Sono un pagliaccio, lo so. Sono un ciarlatano, lo so. Sono un puttaniere, lo so. Sono un bancarottiere impunito, lo so. Sono un evasore fiscale, lo so. Sono quello che tutti voi vorreste essere, o che 71 milioni di americani vorrebbero essere.
Lo sappiamo tutti come stanno le cose. L’impero americano è in declino, è fottuto. Il mondo è fottuto. E dovrei essere io a salvarlo? Quando gli imperi e i mondi cominciano ad andare in pezzi non resta che il delirio. È il momento giusto per un nuovo Caligola. Io voglio eleggere senatori il mio pannolone, il tubetto della mia pomata per le emorroidi. Io voglio continuare a danzare, con la mia trippa ricoperta di setole che ballonzola sopra la cintura dei calzoni, con le mie vecchie palle spelacchiate, con il mio ridicolo ciuffo riportato e dipinto irrigidito dalla fiamma ossidrica. Io voglio continuare a danzare su questo Paese perduto e su questo mondo perduto. Voglio sfasciare il mio grande Paese e voglio sfasciare il mondo. Perché io sto crepando, emetto già puzza di cadavere, quando mi tolgo questa divisa da Presidente e mi spoglio prima di andare a letto o di sedermi sul cesso dalla ciambella d’oro ho paura di guardarmi allo specchio, giro gli occhi dall’altra parte per non vedere lo sfacelo del mio corpo che sta marcendo. E allora, se io sto crepando, dovete crepare tutti quanti con me.
Io sono il vero volto del Potere: avido, folle, capriccioso, vanesio, infantile, suicida. Per questo sono contro di me tutti i filantropi politici dalle faccine compunte, quelli che ciucciano a bocca piena le tette del potere ma che vogliono apparire migliori, quelli che vogliono mostrarsi come amici degli uomini, che vorrebbero farvi credere che siete dei bravi bambini amati dai vostri governanti, mentre siete dei figli di puttana anche voi, come me. Per questo ho così tanti nemici nel mondo, perché io incarno l’immagine più scoperta e più ripugnante del Potere, e anche dell’America, di cui si sono bevuti tutti la leggenda costruita dai nostri servizi segreti, dai nostri eserciti, dai nostri cantanti, dalla nostra macchina culturale e mediatica. Per questo vado d’accordo con gli psicopatici, gli svitati, gli spiritati, i seminatori di odio, i menefreghisti, gli inquinatori, con tutto il canagliume politico che ho contribuito a far schiumare dai bassifondi del mondo, con tutti gli arrivisti e i moralisti falsi imbottiti di cocaina e dal ghigno perennemente incazzato che gridano con la bocca storta, robotici, in attesa di fare il loro giro in giostra prima del finimondo. Per questo vado d’accordo con le persone prive di scrupoli, con quelli che emergono con la prepotenza e la frode, con i tiranni, i criminali economici, i nani fuori di testa, i domatori di coccodrilli, le facce di merda imbrillantinate, gli avvelenatori. Forse, tutti insieme, ce la faremo alla fine a sfasciare questo mondo in preda al caos e alla follia e a porre fine anche alla nostra stessa follia.
Per questo mi sono esiliato e innalzato su questa mongolfiera. Da qui vi annuncio la fondazione di una nuova repubblica americana e mondiale, la Repubblica della Follia e della Morte, il cui territorio è per il momento la mia gondola proiettata nel cielo da questo pallone in cui vengono pompati dal bruciatore aria calda e propano, perché tutti possiate vedermi dalla terra e sapere che ci sono ancora, che non vi mollo, perché possiate di nuovo eleggermi a vostro capo, perché possiate crepare tutti quanti con me. E se i cosiddetti buoni l’avranno vinta e cercheranno di rendere migliore questo inferno di mondo e le vostre misere vite, e anche gli altri tiranni verranno cacciati, allora anche loro saliranno su altre gondole trascinate dalle mongolfiere e, da qui in alto, dal cielo, cazzo, ce la giocheremo alla grande!
Sono fuggito dalla Casa Bianca prima che mi venissero a prendere, per non dover correre attraverso le sue sale e i suoi corridoi inseguito da un rimbombo di passi da soldati americani in armi, gli stessi di cui fino a poco fa ero il comandante in capo e che adesso non mi obbediscono più. Mi sono iniettato come una supposta nel cielo. Perché, se sulla fogna della terra non c’è più posto per me, non mi resta che la fogna del cielo.
E se e quando, di fronte al mio rifiuto di arrendermi e di darmi per vinto, spareranno a questa mongolfiera con i mitra, i bazooka, i cannoni, i razzi, e il pallone si squarcerà e io precipiterò, neanche allora dovete pensare di esservi liberati di me, perché prima di spiaccicarmi a terra come un gavettone mi aggrapperò alla Casa Bianca come al serbatoio di un preservativo americano gigante. E da lì ancora vi parlerò, vi ingannerò, vi sobillerò, vi guiderò verso la rovina che tutti desideriamo, verso la morte che tutti desideriamo.
Vedo là in fondo dei microbi in divisa, schierati. Stanno già preparando e puntando le armi. Traditori! Bastardi! Ecco, adesso… le bocche di fuoco, le raffiche, i lampi, le traiettorie… Colpito! Sto precipitando… Wow!








pubblicato da j.costantino nella rubrica democrazia il 27 novembre 2020