Stiamo abbastanza bene

Francesco Spiedo







Un estratto da un romanzo appena uscito, tra Bianciardi e il "pacco da giù".



Imposto Chinatown sul navigatore, ho voglia di involtini primavera e ravioli al vapore. Il tragitto più veloce non sempre è il più pratico, ma la mia mania per i numeri viene solleticata. Una delle possibili alternative è fornita dalla coincidenza curiosa di due numeri, uno sino a Monte Santo e l’altro da Monte Santo sino al cimitero Monumentale. Coincidenza curiosa data dalla consequenzialità dei due tram. Il 9 e quindi il 10. Un segno e la mia scelta è inevitabile. Mi affaccio su viale Piave dove la luce del sole sbatte dietro i palazzi alti, illuminando solo metà strada. Montesanto, quello di Napoli, scritto così e non Monte Santo, tutto attaccato, è uno snodo metropolitano ingolfato di ferraglia, studenti e venditori ambulanti. Montesanto si scrive tutto attaccato con il santo in minuscolo perché a Napoli siamo modesti e la santità appartiene soltanto a san Gennaro e pochi altri. Montesanto è tutto attaccato, così come sono attaccati i palazzi vecchi e ammuffiti, con le salumerie e le pasticcerie e le pizzerie, con i bar per studenti, l’odore del caffè e della verdura, le urla di chi vende e la calma di chi compra, il rumore dei motorini e i vasoli nero pece che se piove scivoli, ma tanto a Napoli non piove mai.

Il 9 è arrivato. A Napoli l’unico tram che funziona per bene è quello che dalla stazione centrale di piazza Garibaldi ti porta fino al mare, dritto al porto, per imbarcarti verso le isole e andare a guardare il profilo del Vesuvio da lontano: il tram 1. È nata a Napoli la mia passione per il viaggio in piedi, perché tanto il posto a sedere non lo trovi comunque, e me la sono portata dietro anche qui, dove potrei sedermi ma preferisco appoggiarmi su una gamba e restare lì a farmi sballottare. Ho paura di sedermi e nello stesso istante veder entrare una signora anziana e poi doverle chiedere imbarazzato Signora, si vuole sedere? e lei magari mi risponderà che No, grazie, non sono mica vecchia e allora lì a spiegare che No, non è quello che intendevo, sicura che non vuole? Giovanotto lei stia al suo posto – e gli occhi della gente che mi guardano perché comunque resterò seduto e la signora in piedi. Per non farmi prendere dal panico preferisco guardare distrattamente i nomi delle fermate. Le ho imparate a memoria come nomi di figli ingrati. Altre due e poi la scritta rossa al led lampeggerà via Monte Santo e dovrò scendere ripensando che da San Martino si abbraccia tutta la città.

Ti ci avrei dovuto portare, a te che ti piaceva guardare le cose dall’alto ma non ci eri mai stata. Napoli per te era una città che conoscevi come si conoscono quei parenti alla lontana con i quali condividere la tavola durante le feste comandate e i banchi di chiesa durante i funerali.





Francesco Spiedo, Stiamo abbastanza bene, Fandango, euro 18,50








pubblicato da r.gerace nella rubrica libri il 4 novembre 2020