La lucina (il film) a Tokyo (Istituto Italiano di Cultura) in sala!

Giovedì 5 novembre 2020, ore 18:30



- L’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI TOKYO inaugura la ripresa degli eventi pubblici dal vivo con la proiezione de LA LUCINA (2018), il film di Fabio Badolato e Jonny Costantino (BaCo Productions), tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Moresco e da lui stesso interpretato insieme al piccolo Giovanni Battista Ricciardi.

- La proiezione sarà anticipata da un video-saluto di Costantino e Badolato e dalla lettura di un testo degli autori per il pubblico giapponese.

- Giovedì 5/11/2020, 18:30, IIC di TOKYO
イタリア文化会館、アニェッリホール B2F

- Per info su evento e prenotazioni clicca qui.

"La lucina" di Badolato e Costantino

«Dalle parole alle immagini e su questa metamorfosi veglia la carismatica e severa presenza dello scrittore mantovano. La lucina, riduzione per il cinema di Fabio Badolato e Jonny Costantino, ha avuto la fortuna di nascere sotto la stessa stella che ha dato vita al romanzo dal quale prende le mosse e in questo processo di trasformazione ha conservato intatte le sue qualità, e per questa ragione quelle immagini sanno restituire, con lineare parallelismo rispetto alle parole del racconto, il mistero dei luoghi, lontani da ogni contaminazione della civiltà, vero eremo accidentato della coscienza, luogo remoto al mondo nel quale solo i fantasmi possono prendere forma. La presenza dello scrittore, nelle inusitate vesti d’attore, accresce il fascino dell’intera operazione e trasforma quella che potrebbe costituire solo un’altra operazione esclusivamente intellettuale o commerciale in una differente forma del cinema, quel cinema dell’oltre (per citare un termine caro agli autori) che prova a dare consistenza all’esistenza, che restituisce senso all’attesa infinita che come quella di Godot tutti godiamo e tutti rende (im)mortali. La lucina si fa prova della conoscenza, diventa cinema di infantile primordialità e, come il racconto dal quale prende le mosse, dà spazio ai luoghi dell’anima che conservano la sacralità sospesa dell’esistenza. Là dove si consuma la ricerca di un assoluto universale, esistono i luoghi in cui le domande sopravanzano le risposte. Costantino e Badolato hanno saputo saturare le immagini attribuendogli il segno indelebile del vuoto dell’esistenza nel sistema primitivo che domina la vita del protagonista; hanno accompagnato il suo cammino con sguardo benevolo, tra i sassi e gli sterpi di una natura sempre antagonista e hanno costellato il loro racconto dei segni silenziosi di quella cattiva sorte che in agguato trama silenziosa» (dalla recensione di Tonino De Pace su “Sentieri selvaggi”, 2/11/2018, leggibile nella sua integralità qui).

«Vi è una lucina che sta brillando in Europa. Tremolante. Lontana. Capace però di produrre inaspettato calore. [...] Dietro l’essenzialità della traccia narrativa, dietro quelle ellissi produttrici di senso, dietro la messa in scena apparentemente spoglia ed al contempo intensamente materica, dietro la tensione prodotta da profondi silenzi, quasi impalpabili rumori d’ambiente (siano essi il crepitio di una fiamma, il cigolio di una porta o altri suoni provenienti dalla foresta) e delicati brani musicali, vi è tutto lo studio sull’inquadratura, sulla colonna sonora e sull’armonia del montaggio che caratterizza in positivo la ricerca cinematografica di Badolato e Costantino» (dalla recensione di Stefano Coccia su “Taxidrivers”, 15/4/2019, leggibile nella sua integralità qui).

«In fase di sceneggiatura, i due complici Jonny Costantino e Antonio Moresco hanno lavorato sul romanzo di partenza asciugandolo e facendone trasparire in tutta la loro evidenza i nodi narrativi e tematici essenziali. Lavoro a quattro mani che aveva avuto la sua prova generale nella collaborazione dello scrittore alla trasposizione cinematografica, sempre ad opera di Costantino e del sodale Fabio Badolato, del precedente mediometraggio Il firmamento. La sensibilità al dettaglio dei due registi, nell’inquadratura, nel posizionamento e nel movimento di macchina, nel montaggio sia narrativo sia per attrazione, hanno poi fatto il resto nella costruzione di un congegno narrativo/rappresentativo in cui nulla è di troppo o fuori posto, e che trova la chiave di volta del suo delicato equilibrio nell’interazione dei due interpreti, così reciprocamente avulsi a prima vista quanto in realtà necessari l’uno all’altro» (da Di una salvezza possibile, il saggio di Adriano Piccardi contenuto nel dossier dedicato a La lucina su "Cineforum 584", maggio 2019).

«Come in una nube di Magellano, distante da tutto, dalla vita come dalla morte. Eppure è fatto di sensi, questo film. È un composto di foglie, di peli di cane, di pugni chiusi e sofferenti, di bellissime e sagge ciglia di bimbo. È una cornucopia di dialettica, questo piccolo, immenso esercizio d’arte. La lucina di Moresco, che a tratti si fa imponente, e avvolge e racchiude la grande luce del Gatsby di Fitzgerald. La cinematica di corpo e faccia, che in alcuni incredibili istanti rovescia i termini di un pietroso tragico e precipita in un odoroso, morbido solco di opposti significati, richiamando alla memoria lo specchio dissacrante della Commedia di Dio di Monteiro. A dispetto di ogni equivoca apparenza, questo è uno splendido film d’azione: di sommovimento di corpi, di pensieri, di galassie» (Emiliano Brancaccio su La lucina).

«Ogni fotogramma, un’opera d’arte. È stato come trovarsi dinanzi al Cartone di Leonardo, al San Matteo del Caravaggio, ad una creatura del Serpotta, allo sguardo di un ritratto di Rembrandt, ad un Ferro di Burri, ad una Delocazione di Parmiggiani… Qualcosa di analogo è accaduto mutatis mutandis durante la lettura del libro, sul versante semantico. A tu per tu con il limite del dicibile, con il limite del rappresentabile, con la tua “Cosa” che emerge silenziosa e violenta. Nessun preavviso, nessuna scappatoia, nessun alibi: ti ritrovi nuda e cruda nella vertigine e nello sgomento. Ma non da sola. Le stelle nei loro occhi sono con te. Ti rendi conto a un certo punto, stordita e tremante, che dalle tue ferite sgorga un flusso inarrestabile. È la tua luce, guida cieca nel tempo della notte» (da "Ove per poco il cor non si spaura", l’articolo di Cristina Accardi su La lucina apparso su "Il Cubo" che puoi leggere, nella sua integralità, qui).

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L’immagine della locandina è opera di Nicola Samorì.

www.bacoproductions.org

www.lalucina.xyz








pubblicato da j.costantino nella rubrica cinema il 27 ottobre 2020