Mr. Cattelan e Miss Death

Umberto Sebastiano



MISS DEATH: Alla fine eccoci qui, ma se non fosse per me non ci vedremmo mai…

MR. CATTELAN: Dobbiamo festeggiare, ti va un gin tonic? Metto un po’ di musica?

MISS DEATH: Va bene, perché no? Sei sempre stato quello brillante, spiritoso, a me è toccato il ruolo di guastafeste.

MR. CATTELAN: Ma no, dai, non dire così, mi sei sempre stata simpatica e apprezzo il tuo stile: l’effetto sorpresa, il lato comico, la rinuncia all’happy ending. Sei una bravissima storyteller.

MISS DEATH: Sarà, ma intanto il grande artista sei tu.

MR. CATTELAN: Tu mi hai ispirato.

MISS DEATH: Diciamo che hai saccheggiato il mio repertorio e ti sei fatto gioco di me. Te l’ho lasciato fare, avrei potuto spazzarti via prima che la gente imparasse il tuo nome.

MR. CATTELAN: Ancora con questa storia, che palle! Hai sempre avuto mille occasioni per soddisfare la tua vanità.

MISS DEATH: Senti chi parla di vanità! Ovunque si inciampa nel tuo naso. E comunque ti ho perdonato. Tu sei un vampiro e io sono esangue, non siamo forse una bella coppia?

MR. CATTELAN: Sono già fidanzato e sono fedele.

MISS DEATH: Sei bravo a sottrarti, a sdoppiarti, ma prima o poi busserai alla mia porta.

MR. CATTELAN: Dov’è che stai adesso?

MISS DEATH: Ho preso casa a Milano, a Nolo.

MR. CATTELAN: Tieni, è un po’ forte.

MISS DEATH: Tu non bevi?

MR. CATTELAN: Una tisana fredda.

MISS DEATH: Vuoi brindare al nostro incontro con una tisana?

MR. CATTELAN: Che c’è che non va nelle tisane?

MISS DEATH: Niente, niente… Maurizio, sei felice?

MR. CATTELAN: La vita è un progetto sbagliato, la costruzione di qualcosa che non sta in piedi, che non durerà. Detto questo, sì, credo di essere felice, ho realizzato il mio sogno.

MISS DEATH: Davvero? La fama, il successo, la ricchezza… è questo che volevi?

MR. CATTELAN: Sì, assolutamente.

MISS DEATH: Puoi fingere con gli altri, ma non con te stesso o con me. Lo so perché nuoti tutti i giorni, perché passi così tanto tempo in acqua.

MR. CATTELAN: Perché?

MISS DEATH: Per nascondere le lacrime.

MR. CATTELAN: Touché.

MISS DEATH: Dovresti solo lasciarti andare, non devi aver paura, non c’è niente che muore e niente che vive, l’unico piacere è fondersi, trasformarsi.

MR. CATTELAN: Dovresti smetterla con l’Ayahuasca.

MISS DEATH: E tu con il sarcasmo… Tanto lo so che non puoi smettere di pensarmi, di desiderarmi. Posso aspettare, non c’è fretta, prima o poi faremo l’amore e precipiteremo insieme nella notte. Potrai mettere i tuoi giocattoli al posto delle stelle.

MR. CATTELAN: Com’è il cocktail?

MISS DEATH: Buono, ma mi sento strana, debole.

MR. CATTELAN: Vivi l’attimo, rilassati.

MISS DEATH: Non riesco a muovermi, ho freddo… Che cosa hai messo nel gin tonic?

MR. CATTELAN: Ci ho pianto dentro tutta la tristezza di cui sono capace: la povertà, la violenza, l’ingiustizia, le malattie, la solitudine, gli amori mancati, il senso di nullità, di sconfitta, le urla di fronte al buio, di fronte al nulla. Non ero sicuro che avrebbe funzionato, è stato un azzardo, una scommessa.

MISS DEATH: Mi hai avvelenato? Sto veramente morendo? Mi sembra di sognare…

MR. CATTELAN: Vado a nuotare.

MISS DEATH: Non lasciarmi sola, ti prego, non adesso.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 21 settembre 2020