Fuoco al tempo

Maria Cerino



Poppy gratta dietro la porta e tra un po’ inizierà ad abbaiare, sono le sette e Gioia dovrebbe svegliarsi a momenti. Che abbai pure, dice lui ma che non abbai adesso, pensa poi. Sono mattine che prova a convincerlo a svegliare Gioia leccandole la faccia, come prima. Apre la porta lo accompagna con le mani e gli indica il letto, Poppy si allunga, spia e dandogli le spalle lascia la stanza. Questa mattina ha insistito, lo ha afferrato e di nuovo lo ha portato ai piedi del letto, Poppy ha tentato di allontanarsi, lo spazio di un balzo ma Pietro ancora lo ha braccato, stretto tra le due gambe, fanno il mostro a sei zampe mentre avanzano. Stamattina no, Stamattina la bacerai, farai come se niente fosse. Il cane si ritrova sul letto, appena cerca di saltare Pietro gli fa muro, ed è un corpo a corpo ripetuto che stordisce la bestia, si dimentica di cosa stia cercando, si siede e inizia a lavarsi la pancia e poi, come se non fosse difficile quanto era parso a entrambi solo qualche minuto prima si avvicina alla faccia di Gioia e le lecca il naso, gli occhi, la bocca, e alla fine salta sul pavimento, guaisce atterrando, guarda Pietro, si guardano, la testa bassa di uno e il cuore ferito dell’altro.

Gioia ha aperto gli occhi, il marito le ha tolto dal corpo il mezzo lembo che lei aveva lasciato svogliatamente a segarle la coscia; le gambe di Gioia si stanno rinsecchendo, un esercito di formiche tenta l’assalto e ogni notte guadagna un decimo di millimetro e quel decimo di millimetro anche stamattina se ne sta lì svuotato. Gioia allunga il braccio e prende tra le mani la sveglia, è ora di alzarsi dice ma non è convinta di averle pronunciate le parole, magari le ha solo pensate ed è per questa ragione che Pietro se ne sta lì fermo, sembra voglia guardare le gambe di lei ma invece le supera con lo sguardo e resta ipnotizzato dalla tenda di lino che un po’ va avanti e un po’ torna indietro, si appoggia alla parete, si stringe e di nuovo il vento la gonfia allontanandola a vela.

Di cosa mi sei grato, gli ha chiesto una sera quando l’entusiasmo era un vento che spirava dalla porta e andava dritto verso la finestra, le sembrava di essere già in un altro posto ed era la sua voce dal futuro quella che gli si rivolgeva. Ti sono grato di non essere ingrassata, ora tu penserai che abbia un problema con le donne grasse, le donne grasse possono piacermi, tu, se fossi stata un’altra te, mi saresti piaciuta. Ma tu vieni dalla provincia, le tue caviglie si sarebbero irrobustite, la fronte imperlata da una costante pellicola di sudore, sotto i vestiti, neppure più così leggeri sarebbe stato facile indovinare le cuciture dell’intimo contenitivo. Ed è cosi che il tempo sfigura la bellezza, raccontando a tutti da dove viene. Gioia se ne sta seduta sul letto, sono mesi che limita al minimo i suoi spostamenti, ora che Pietro ha lasciato la stanza prova per la tenda un interesse diverso, fino a poco prima era la vicina molesta che ti trattiene con le buste pesanti in mano all’ingresso, ora che invece le si avvicina al volto gonfia e tonda e le sfiora lenta lenta la bocca sembra essere il primo giorno di settembre. Camminavano uno accanto all’altra e si erano fermati a guardare la vetrina di un rigattiere a Borgo Pio, Gioia era tanto contenta che gli aveva afferrato la mano e lo aveva accompagnato in una piroetta. Poi aveva preso a camminare a passo sempre più svelto, la camminata che detta lo stomaco quando l’entusiasmo vuol dar fuoco al tempo. Pietro per qualche secondo di quella camminata aveva provato terrore ma poi Gioia che ride, Gioia che accarezza Poppy, Gioia che chiede cosa mangiamo stasera?, e.

E per una settimana il corriere deposita pacchi, Gioia firma e ringrazia, va in camera e infilato il vestito appena comprato si osserva allo specchio. Poppy che si è trascinato dal divano ai suoi piedi per osservarla, sonnecchia con un occhio e la interroga con l’altro. Solo una volta si affaccia allo studio per chiedere a Pietro cosa ne pensi e a Pietro torna il terrore ma le sorride bonariamente. Poi per giorni a controllare il meteo, Gioia dice piove sempre ma poi ogni giorno aggiunge ma almeno martedì no. Martedì ci sarà il sole ma è giovedì ancora. E venerdì, martedì ci sarà il sole. Sabato, martedì dà sole. Domenica e lunedì, martedì ancora il sole. Martedì.

E tu di cosa mi sei grata?

Poppy abbaia da lontano. La porta ancora aperta.








pubblicato da m.cerino nella rubrica racconti il 13 settembre 2020