La primavera e tutto il resto

William Carlos Williams



In uscita con Ibis, nella collana di poesia Le Meteore, diretta da Domenico Brancale e Anna Ruchat.

In anteprima una poesia del libro a cura di Tommaso Di Dio e in coda una nota sulla collana.

La primavera e tutto il resto (1923) è la precoce testimonianza di una fra le più inesauste e febbrili esperienze di poesia del Novecento. Scritto dal grande poeta modernista americano William Carlos Williams come risposta alla pubblicazione di The Waste Land di T.S. Eliot del 1922, La primavera e tutto il resto è un prosimetro che raccoglie i versi giovanili che egli riteneva migliori e mostra quanto l’esperienza dell’arte cubista e la violenza della grande guerra appena conclusa avessero destrutturato ogni scrittura e reso necessaria una radicale apertura verso un’incognita vita nova. Ne risulta un’opera fremente, mossa, spezzata, liberata da ogni piaggeria formale, in cui il poeta pone al centro il tentativo di una rinascita dell’intera cultura Occidentale grazie all’immaginazione, intesa però come l’unica forza capace di far sostare il lettore su ciò che da sempre gli è stato tolto, ovvero il momento attuale, l’adesso, dove ognuno di noi possa infine ritrovare se stesso. [Nota editoriale]

XXV

Ogni quattro minuti qualcuno muore
nello Stato di New York –

All’Inferno tu e la tua poesia –
tu marcirai e sarai gettato via
attraverso il prossimo sistema solare
con il resto dei gas –

Cosa diavolo ne sai?
ASSIOMI

Non farti uccidere

Campagna per un Attraversamento Attento
Attraversa Attraversamenti Prudentemente
I CAVALLI neri
&
S’IMPENNARONO bianchi

Qual è il senso di sudare sopra
questo tipo di cose, Carl; qui
è tutto assemblato –

Fuoriporta a New York City
via, verso la campagna aperta

Non stare barricato in una camera afosa
vai in uno dei Grandi Parchi
Per esempio Pelham Bay

è lungo il Canale di Long Island
con bagni, barche
tennis, baseball, golf, ecc.

Acri e acri di verde prato
meravigliosi alberi d’ombra, mormoranti piccoli fiumi

Prendi la Deviazione Baia di Pelham Park
sulla Linea della Lexington
Avenue (East Side) ci arrivi in pochi
minuti

Trasporti Intercomunali Rapidi and Co.

Le Meteore

La casa editrice Ibis accoglie la collana di poesia Le Meteore, diretta da Domenico Brancale e Anna Ruchat e ospitata fin qui dalle edizioni Effigie.

Come meteore le parole della poesia entrando all’interno dell’atmosfera umana s’incendiano per un tempo breve, destinato a dilatarsi lentamente. Stella cadente che accende la luce della coscienza, la poesia si spinge e ci spinge oltre i muri della paura che tutti innalziamo, nella ricerca dell’altro. Questa collana di meteore, si propone di far scendere nella nostra atmosfera esperienze poetiche lontane nel tempo o nello spazio, di ridar loro luce, pur nel breve tempo della caduta. Caratteristica della collana è lo sguardo rivolto al di fuori dei confini italiani. Si pubblicano raccolte (non antologie) di autori stranieri, viventi e non, che non siano ancora o non siano da tempo presenti sul mercato italiano. Le traduzioni vengono “regalate” alla collana dai traduttori che propongono di volta in volta i libri e se ne fanno carico.

I primi quattro titoli sono: Poesie scelte da Thomas Bernhard di Christine Lavant (traduzione di Anna Ruchat), Le nature indivisibili di Claude Royet-Journoud, (traduzione di Domenico Brancale), Finché arrivano lettere d’amore di Helga Novak (traduzione di Paola Quadrelli), All’asinello sordo di Donaldas Kajokas (traduzione di Davide Ferrari e Romualdas Rakauskas). I primi due libri della collana Meteore hanno visto la luce grazie al Premio Arno Geiger per la traduzione poetica 2015.

Di prossima uscita, oltre a Spring and All di William Carlos Williams (traduzione di Tommaso Di Dio): Herz als Trumpf di Stefan Hyner (traduzione di Anna Ruchat), Verschenkter Rat di Ilse Aichinger (traduzione di Giusi Drago), The reproduction of profiles di Rosmarie Waldrope (traduzione di Maristella Bonomo).








pubblicato da j.costantino nella rubrica libri il 19 luglio 2020