La penultima magia

Tiziano Scarpa



Ecco una nota di presentazione di La penultima magia che ho scritto per Lo Struzzo a Scuola, un’iniziativa della casa editrice Einaudi che propone i suoi libri a insegnanti e studenti di scuole medie e superiori:

«Questo libro l’ho scritto come avvolto in una fiamma. Mi ha infervorato la sua storia, che è fatta di avvenimenti avventurosi e sentimenti fondamentali. Eccone qualcuno.

Rifugiarsi in un mondo di fantasia per sopportare il dolore. Ritornare alla realtà scoprendo le meraviglie delle cose ordinarie.

Sentirsi inadeguati ad affrontare le grandi sfide della vita, ma farsi coraggio lo stesso.

Scoprire di essere parte di qualcosa che è piú grande di noi, connessi, mescolati e imparentati con gli altri esseri viventi.

Avere l’angoscia che ci tolgano le persone care e ci lascino soli. Contrastare certe istituzioni che si intromettono nei nostri affetti piú intimi, anche se lo fanno con le intenzioni migliori, per difendere i piú deboli.

Prendersi la responsabilità di una bambina, anche da vecchi, e insegnarle quello che conta: ma soprattutto, essere disposti a imparare da lei, prendendo sul serio l’infanzia, ascoltandola anche da grandi.

E poi il viaggio, l’avventura, i pericoli, i paesaggi grandiosi, le sorprese che ti aspettano alla meta e che ti confermano che valeva la pena di affrontare i rischi. Io credo che sia una storia che tocca le fibre piú profonde di tutte le generazioni. Chi l’ha letta mi ha detto che è come vedere un film o un sogno a occhi aperti, è una storia che non ti molla, ti fa venire sempre piú voglia di sapere come va a finire.

Ma se volete il mio parere, mi pare che “La penultima magia” racconti anche questo: quando crediamo di avere rinunciato alle illusioni perché la vita ci costringe a essere disincantati, scopriamo che le cose sono molto piú colorate ed entusiasmanti di quanto pensavamo»

Ecco il testo del risvolto di copertina:

Di notte a Solinga i lampioni camminano, i negozi russano e le caffettiere preparano la colazione. Non è una favola: è il posto in cui è andata a vivere Renata Paganelli, per sopportare il mondo dopo che le è successa una cosa molto grave.

Ma un giorno gli abitanti di Solinga ritornano in massa, guidati dal sindaco: pretendono di riavere indietro la loro città cosí com’era, e intanto riportano a casa la piccola Agata. Per tenerla con sé, nonna Renata dovrà rinunciare ai suoi incantesimi e affrontare la realtà. Riprendere la vita normale non è facile, ma può essere entusiasmante imparare tutto da capo.

Nonna Renata vuole conquistare l’amore della sua nipotina, anche se a condurre le cose, come spesso succede, non è lei ma la bambina. Ed è proprio Agata che la spinge a uscire di casa, a superare nuovi confini andando sempre piú lontano, nei luoghi piú pericolosi, sia fuori che dentro di lei. Cosí questo romanzo famigliare diventa un viaggio avventuroso in paesaggi sinistri e ammalianti.

Oltre che una storia appassionante, La penultima magia è una meditazione sulla sofferenza, una mitologia ecologica, una scuola di vita in cui le generazioni si educano a vicenda.

Ed ecco la prima pagina del romanzo:

Se quella notte foste passati anche voi per via Canotti, non lontano dalla piazza principale della città di Solinga, avreste visto due luci andare avanti e indietro, a qualche metro d’altezza da terra. Una era gialla, l’altra azzurra. Chi erano? Che cosa facevano, tutte sole nella città addormentata?

Erano le luci di due lampioni. Sí, proprio due lampioni: camminavano ai lati della strada, con le loro lunghe gambe di metallo, ciascuno sul suo marciapiede.

A Solinga i lampioni non si limitavano a illuminare le strade. Avevano anche il compito di perlustrarle.

Quei due camminavano tenendo le mani dietro le schiene smilze, un po’ curve, con le dita intrecciate, la testa china, lo sguardo a terra. Erano molto in ansia, perché le otto del mattino erano passate da un pezzo, ma intorno a loro il buio era profondo. La notte era ancora lí. Il sole non si faceva vivo.

Le immagini sono vari disegni preparatori e prove per la copertina, opera di Massimo Giacon.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica annunci il 25 giugno 2020