L’istrice [Prospero Editore 2020]

di Enrico Macioci





Luca Cristiano non è solo un acuto saggista (leggere per credere Crema di vetro, sull’opera omnia di Antonio Moresco); è anche un narratore coi fiocchi. Un narratore strano e incollocabile, come dimostra il suo appena uscito L’istrice (Prospero editore). Poiché conosco Luca di persona, posso sbirciare la fittissima rete dei suoi riferimenti: Wallace (nella sua dimensione cognitiva), lo stesso Moresco, Leopardi e soprattutto Stephen King – il King de La nebbia e del raccapricciante racconto breve Io sono la porta.
La differenza la fa la carica filosofica – nel caso di King pressoché assente, nel caso di Luca Cristiano cifra perpetua (se un Wittgenstein narrasse, potrebbe ficcarsi in certi cunicoli mentali di Luca).
Un’opera terribile, L’istrice; un’opera enigmatica che fonde la catastrofe privata a quella collettiva, il collasso psichico a quello biologico; una metafora direi febbrile del Male, fra le opposte spinte che ci tocca vivere – la libertà, la sua impossibilità, la sua irrinunciabilità pur nell’impossibilità, e anzi a ragione di questa. Un libro arduo che vi sfida a capirlo, e di conseguenza a capirvi.
Enrico Macioci (scrittore)

"Un romanzo ritmato e lucidissimo, tutto incentrato sul tema perturbante degli occhi. Un panorama distopico, una ricerca affannosa tra i piani del reale che si elidono e si confondono. Una parabola angosciante e visionaria sui nostri tempi."
Valentina Sturli, critica letteraria e Maître de langue, UFR d’Études Italiennes, Sorbonne Université


Immagine di copertina di Matteo Berton








pubblicato da l.cristiano nella rubrica libri il 16 giugno 2020