Come Pinocchio nella balena. Scuola e letteratura in carcere

di Sonia Trovato [Prospero editore, 2019]



Non si conosce davvero il proprio mondo se s’ignora cosa accade nelle scuole e nelle carceri. Sonia Trovato ha messo insieme entrambe queste esperienze regalandoci lo spaccato di un’Italia dolente e piena di speranza.

Marco Balzano



Siamo nella pancia della balena.
Ha sbarre di ferro e porte blindate.
Ci ha risucchiato e ingoiato,
ma siamo sopravvissuti.
Ci siamo arrivati dopo un lungo cammino.
Il gatto, la volpe, Lucignolo, i gendarmi
li abbiamo incontrati, più e più volte.
Qui dentro ci è rimasto solo il grillo parlante
che ci assilla e ci tormenta.
Ogni tanto ritroviamo qualche mastro Geppetto
che ci nutre, ci protegge, ci cura.
Siamo ancora di legno,
ma forse un giorno potremo (ri)prenderci la vita.

Poesia scritta dai detenuti per un concorso letterario dal tema “errore e riscatto"

Dal capitolo FESSI, STRIPPATI, BUGIARDI E CORNUTI: I LETTORI INGENUI

Don Chisciotte? Un coglione.
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La “noiosissima teoria” prosegue con la classificazione narratologica del lettore. Come per il narratore, anche in questo caso è uno solo dei tre tipi a catalizzare l’attenzione degli studenti: il lettore ingenuo, ma, come prima, reinterpretato secondo la subcultura carceraria. In un contesto in cui qualunque forma di ingenuità rischia di tradursi in una prevaricazione altrui e in cui la diffidenza è una regola di sopravvivenza incisa su pietra, lettore ingenuo diventa immediatamente sinonimo di ‘coglione’.
«Parliamo di qualcuno che non è in grado di distinguere la finzione dei libri e la realtà». Un coglione, prof. «Don Chisciotte è l’esempio massimo di “lettore ingenuo”. È così imbevuto di letteratura cavalleresca, di magie, avventure a cavallo, amori ostacolati da pensare di essere egli stesso un cavaliere errante». Un coglione, prof. Qualcuno però azzarda un’interpretazione diversa: «Questo si faceva, dai. Per forza». Provo a obiettare che Cervantes non ne fa menzione e che è, appunto, da lettori ingenui proiettare sui personaggi qualunque dato fuoriesca dalla ‘verità’ del testo. Ma il verdetto è unanime e chiude ogni discussione: solo uno strafatto scambierebbe i mulini a vento per dei giganti con le braccia rotanti.

Madame Bovary, ingenua dove?
Sull’ingenua lettrice francese immortalata da Flaubert i giudizi sono meno trancianti. Forse perché rimuginare su scenari amorosi impossibili ha una portata meno psicotropa dei mulini a vento che diventano giganti. E forse perché Emma Bovary viene loro presentata come un’avvenente fanciulla; in carcere, specialmente nei casi di lunghe condanne, le avvenenti fanciulle sono un pallido ricordo o, al massimo, delle apparizioni fugaci intraviste nella sezione femminile, che stimolano fantasticherie simili a quelle che hanno mandato in pappa il cervello della protagonista flaubertiana.

Le espressioni iniziano però a contrirsi quando racconto la sequela di adulteri inflitti al placido Charles Bovary. Incredibile che lui non se ne sia accorto! E sarebbe lei l’ingenua? Inevitabilmente, il medico cornuto scivola nella schiera in cui è stato annoverato anche il folle Don Chisciotte. Un coglione senza appello.

Il libro è disponibile su tutti i circuiti di distribuzione e all’indirizzo https://www.prosperoeditore.com/lib...

[Sonia Trovato è professoressa a contratto per i dipartimenti di Lingue e Letterature Straniere e di Culture e Civiltà dell’Università di Verona e insegnante di Lettere in un liceo bresciano. Nel 2018 ha pubblicato, con Carocci, «A chi nel mar per tanta via m’ha scorto», uno studio critico dedicato alla fortuna dell’Orlando furioso nella cultura italiana contemporanea].








pubblicato da l.cristiano nella rubrica terrestri il 12 giugno 2020