Lo stuzzicadenti

Tiziano Scarpa



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senti, non è che siccome sei a casa e hai tanto tempo
puoi scrivere una poesia al giorno
(non vedi?
quando ti avvicini
le lettere dell’alfabeto si contorcono
le parole si raggricciano
le frasi ti escono tutte scombiccherate)

stasera hai un desiderio di poesia
senza averne il fervore
e allora
scrivi di questo stuzzicadenti di bambù
venduto in confezioni da 280 pezzi
a due euro e trenta centesimi l’una
prodotto fuori dall’unione europea
importato dall’azienda sisma di mantova
con sede legale in via vilfredo pareto 9
scrivi di vilfredo pareto e degli economisti
scrivi del sistema economico che ha scoccato
questa infallibile freccetta di bambù
facendola viaggiare per migliaia di chilometri
fino a insinuarsi fra le tue gengive
e pungerti la lingua

(tanto non sei tu a scrivere
sono le parole che scrivono te)

sette miliardi di esseri umani
settecento miliardi di stuzzicadenti
eppure questo ti ha centrato in pieno
ti ha iniettato il suo inchiostro al curaro
(per questa sera non pretendere di più
ti sei messo a scrivere
senza neanche essere ispirato
accontentati di questa immagine
ti sei immaginato un modo singolare di morire
ucciso da uno stuzzicadenti
scoccato da migliaia di chilometri di distanza)

(da una poesia non puoi pretendere di più
ti sei immaginato la tua morte
le parole hanno fatto il loro dovere
adesso non insistere vai a letto lasciale in pace)

come la mappa mondiale
degli itinerari degli aeroplani
miliardi di stuzzicadenti sono in volo
in tutte le direzioni
ciascuno con il suo bersaglio
da uccidere

se il sistema è colossale
ogni morte è minuscola
(per questa sera la poesia
che ti ostini ancora a scrivere
si congeda da te con queste parole:
se il sistema è colossale
ogni morte è minuscola)

(ma studi più accurati dimostrano
– scrisse uno storico del futuro –
che in quegli anni fra le ganasce del genere umano
morirono miliardi di bambù)

e così
non potendo vivere per sempre
ci eravamo consolati
rendendo planetario il sistema
del commercio di stuzzicadenti
per ridimensionare la morte
e renderla minuscola
rispetto al sistema planetario
ma ora che anche la morte è planetaria
ora che anche la morte è sistemica
che ne è
del sistema e della morte?

(il sistema aeronautico
collassato
la mappa morta
degli itinerari degli aeroplani
sostituita
dalla mappa delle freccette di bambù al curaro)

rimpicciolire il sistema
renderlo di nuovo domestico
per restituire le sue dimensioni alla morte?
oppure accettare la verità
della fossa comune?
è questo che vuole da noi la pandemia?
fissare il vuoto scavato nel terreno
da riempire di morti
per malattia per carestia per fame
di stenti di migrazioni di guerre
da riempire di morti qualunque?

ritornare all’antica sapienza
accettare che la morte sia qualunque?

un uomo si è scavato una fossa
grande come una casa
per costruirci un bunker
altri se ne sono scavata
una grande uguale
per gettarci le bare a mucchi
stanno seduti sull’orlo
chiacchierano ridono si alzano ballano
si fermano la guardano seri ne parlano fra loro
non la perdono mai d’occhio
aspettando di finirci dentro

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pubblicato da t.scarpa nella rubrica terrestri il 15 aprile 2020