Poesia contro la pandemia

Tiziano Scarpa



Il governo emana un decreto anche sulla poesia. Per non spargere saliva contagiosa, vietate le consonanti plosive come le pi, ma anche le ti, le zeta, le ci, le effe, le esse, le rime petrose, i fonemi aguzzi, gli spruzzi di umorismo, gli sprazzi di agudezas, gli spritz. Ecco un esempio di versificazione consentita:

il morbo obbliga a lievi mormorii
mugugnando mannaggia e mamma mia

non dardeggiare dalle labbra
diramando bava in aria
non maramaldeggiare nella rabbia

dire nomi molli
verbi benevoli
lemmi malleabili

guarire me lui loro
dando ognora del lei
da lungi

obbedendo al vangelo
amo il mio liminare in modo analogo a me
ma non a meno di una iarda
meglio a una lega o a un miglio

a noi ora rimane da guardare
la luna in riva al mare
nel video
le nuvole i velivoli
le bambole i bambini

e rimembrando il mondo
via dalla marmaglia
durare non demordere
barare non morire
non avvilire
vivere


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pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 7 marzo 2020