Un’intervista inedita a Tondelli

Giulio Milani






È stata ritrovata, nell’archivio di Transeuropa, un’intervista di Gianni De Martino a Pier Vittorio Tondelli realizzata a Milano nel gennaio 1987: da oggi la si può ascoltare per intero (circa 40 minuti) sulla nuova webzine Wildworld.




Nel gennaio del 1987, a Milano, il futuro autore del romanzo Hotel Oasis, Gianni De Martino, intervista il suo direttore di collana (la “Mouse to mouse”, edita da Bompiani nel 1988 con la direzione di Pier Vittorio Tondelli) nella casa di via delle Abbadesse a Milano. Il pezzo verrà pubblicato qualche mese dopo in Francia, sulla rivista “Gai Pied” (numero 279 dell’11 luglio 1987), per anticipare l’uscita di Altri libertini (1980) presso la casa editrice Seul. Qualche tempo prima, in Francia, si erano tenute delle massicce manifestazioni studentesche contro la legge Devaquet, che avevano anticipato il più lungo sciopero di ferrovieri del secolo (dicembre 1986/gennaio 1987) sotto il «governo di coabitazione» Mitterand/Chirac, colpevole di non aver rimosso il blocco dei salari (vigente dal 1982). Come ricorda De Martino nell’audio dell’intervista, la temperatura degli scontri era stata così elevata che Nanni Balestrini, sull’Espresso di quel mese, paragonava l’esperienza a quella italiana del 1977.

Un viatico perfetto per lanciare oltralpe le «intensità collettive» di Altri libertini, un romanzo in cui l’università, i desideri, il ribellismo, la necessità di scegliere e di non saperlo o di non poterlo fare, insomma l’ilaro-tragedia della coeva condizione giovanile, costituiscono nel complesso un nucleo palpitante, attuale. Ma l’autore di Pao Pao (1982) – il romanzo che ribalta il truce rito di passaggio del servizio militare in una specie di commedia omoerotica e camp –, aveva nel frattempo tenuto una conferenza fiorentina e una anconetana sul tema dell’abbandono (1984) e poi licenziato i suoi più intimistici Biglietti agli amici (1986): nel gennaio del 1987, Tondelli è già sulla lunghezza d’onda che anticipa la svolta e i temi di Camere separate (1989), dopo la sbornia mainstream di Rimini (1985). Dunque risponde alle domande di De Martino in modo sfuggente, sottratto, e anzi ammette, nell’intervista, di non sentirsi più troppo coinvolto nelle turbolenze giovanili dei suoi primi romanzi. È rimasto colpito dai toni pensosi della Bachmann de Il trentesimo anno e dalla biografia di Christopher Isherwood, che ha convissuto fino alla morte con Don Bachardy in un rapporto di coppia assolutamente tranquillo, normalizzato. La notorietà pare gli abbia solo complicato l’esistenza, e se è vero che Tondelli è costretto a rimpolpare i guadagni editoriali con la collaborazione giornalistica a riviste e quotidiani, con presentazioni e conferenze a gettone, tutto questo indotto di sopravvivenza gli cuce addosso un vestito «aziendalista» sempre più soffocante rispetto all’esigenza di vivere appartato, di leggere e di scrivere con la calma meditativa che gli occorre. Si definisce «un monaco». Afferma, nell’intervista, di volersi ritirare «fuori dai coglioni di tutti» (questo sarà anche il titolo col quale De Martino congederà il pezzo). Le considerazioni che scambia col suo interlocutore sul cosiddetto movimento omosessuale dell’epoca, sulla costituzione di organizzazioni militanti all’interno del Partito comunista e socialista come l’Arci Gay, sul concetto stesso di militanza e impegno, vanno in una direzione che oggi definiremmo «post-ideologica»: i suoi personaggi hanno una valenza letteraria dove l’orientamento sessuale è questione prima antropologica che politica o politico-sociale, dove vige un omoerotismo che non distingue tra omosessualità ed eterosessualità, ma tra temperature del desiderio e della rivalità tra persone.
Le affermazioni contenute nell’intervista ricordano, per concludere, alcuni aspetti delle riflessioni sul tema già anticipate da Pier Paolo Pasolini negli Scritti corsari e insieme tracciano un ritratto molto più complesso e articolato di quanto vorrebbe una ricezione addomesticata dello scrittore scomparso nel 1991, a soli trentasei anni.








pubblicato da r.gerace nella rubrica a voce il 16 dicembre 2019