La letteratura è elitaria

La collana eLIT diretta da Massimo Rizzante



Sentite come veniva presentata, due anni fa, la nuova collana eLIT, pubblicata da Mimesis e diretta dallo studioso e saggista Massimo Rizzante:

Abbiamo chiamato questa collana letteraria eLIT per diverse ragioni. La prima è che si pubblicheranno opere letterarie europee. La seconda è che si darà particolare spazio ai romanzi vincitori dell’European Union Prize for Literature che ogni anno viene assegnato dalla Commissione Europea. In terzo luogo perché pensiamo che la creazione letteraria sia elitaria. La nostra impresa vuole essere così un triplice tributo: all’Europa, al suo premio letterario più rappresentativo, alle nuove élite letterarie europee.
[...]
Riconoscere e rivolgersi alle nuove élite letterarie europee non significa perciò né arroccarsi sui valori espressi da poche persone, ma neppure cadere nella trappola della cultura di massa che, in assenza di gerarchie, dà ragione a tutti. La grande letteratura non è democratica: è l’accesso a essa che deve esserlo.

Sono parole controcorrente rispetto alla generale tendenza alla piacioneria e al terrore di essere definiti “elitari”. Tanto per non fare esempi, ieri il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, ha dichiarato che, con il nuovo statuto appena varato, questo partito diventerà più “divertente”.

In un paio d’anni, eLIT ha già pubblicato una ventina di titoli che setacciano gemme e autori europei poco sconosciuti, soprattutto dall’Est, di oggi e del Novecento. Fra questi ultimi è uscito di recente Romanzo di Londra del grande scrittore serbo Miloš Crnjanski. [T. S.]

Ecco la scheda dell’editore:

Dopo anni di peregrinazioni in Europa, conseguenti alla fuga dalla Russia dopo la Rivoluzione d’ottobre e la guerra civile, il Principe Nikolaj Rodionovič Repnin e sua moglie Nadja, segnati dagli eventi della Seconda guerra mondiale, conducono a Londra una vita ai margini, tra quotidiane umiliazioni, in cui il progressivo depauperamento materiale si accompagna alla prostrazione spirituale. Sono emigrati, profughi, displaced persons. Ma mentre Nadja vuole vivere, Repnin non riesce a farlo al di fuori dei propri ricordi. In un’atmosfera di eterno dopoguerra, da cui emerge, a tratti, la Swinging London dei primi anni Sessanta del secolo scorso, in un continuo gioco di specchi tra la figura del Principe e quella dello stesso autore e i rimandi alla Storia che irrompe e si riverbera nella storia di un uomo, Crnjanski restituisce al lettore un fantasmagorico affresco in cui l’esilio diventa destino.

«Il miglior romanzo della letteratura mondiale sul tema dell’esilio».
Božidar Stanišić

Miloš Crnjanski (1893-1977) è uno dei grandi scrittori del XX secolo. Poeta modernista, drammaturgo, romanziere, pubblicista, traduttore e diplomatico, ha contribuito fortemente al rinnovamento della letteratura serba. La tragica esperienza vissuta sul fronte galiziano e poi su quello italiano durante la Prima guerra mondiale è confluita nel suo primo romanzo, Il diario di Čarnojević, pubblicato nel 1920 (in traduzione italiana nel 2014). Ha trascorso gran parte della vita all’estero, elemento biografico che si riflette nella sua letteratura. Fra il 1929 e il 1962, ha pubblicato quello che è ritenuto il suo capolavoro, il romanzo in due volumi Migrazioni (in traduzione italiana nel 1992 e nel 1998). La carriera diplomatica lo ha portato a Berlino, a Roma e a Lisbona. Nel 1940, quando il Regno di Jugoslavia si avviava al declino, si è trasferito a Londra. Dopo il conflitto mondiale, emarginato dalla Jugoslavia di Tito, ha continuato a risiedere a Londra, nonostante la difficile situazione economica. Vi è rimasto fino al 1965, anno del suo ritorno a Belgrado, dove si è spento nel 1977. Romanzo di Londra, pubblicato nel 1971, è il suo ultimo romanzo.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica libri il 6 novembre 2019