Alejandra tutta fiore tutta piaga

Jonny Costantino



Do sfogo a un ritorno d’inestinguibile fiamma provocato da Qualche chiave di Alejandra Pizarnik - intervista finora inedita in italiano apparsa un paio di giorni fa sul "Primo amore" nella traduzione del poeta Domenico Brancale - ne do sfogo pubblicando una dichiarazione d’amore in forma di frammento contenuta nel mio libro Mal di fuoco.

È da circa un decennio che frequento assiduamente questa poetessa sublime, nata a Buenos Aires nel ’36 dov’è morta 36enne, e mi fregio di averla presentata a Domenico Brancale dando il la a un focoso ménage à trois, non l’unico che vede me e Domenico compenetrati penetratori.

(Il Brasile, per dirne un secondo, ci ha donato un’altra donna vertiginosa nella cui prosa carnosa Domenico e io ci troviamo spesso voluttuosamente affondati, incastrati, ma questo – come non si suol dire – è un altro convegno amoroso.)

Alejandra

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Oh, Alejandra, mia principessina insonne, te che avrei amato: la ribellione consiste nel guardare una rosa fino a polverizzarsi gli occhi.

Colibrì dei dirupi, bambina coperta di cenere, tu che l’hai saputo: scrivere è cercare nel tumulto dei bruciati l’osso del braccio corrispondente all’osso della gamba.

Alejandra ubriaca di mille morti, nei miei occhi avresti visto i tuoi tatuati: che il tuo corpo sia sempre un amato spazio di rivelazioni.

Alejandra, incendiaria silenziosa, non ci parlino del Sole, ci abbaglino: il sesso a fior di cuore, la via dell’estasi tra le cosce.

Tu, sacerdotessa del ritmo spezzato, è così oscuro il processo che ci detiene: le parole avrebbero potuto salvarmi ma sono troppo viva.

Oh, mio tesoro tutta fiore tutta piaga, che indori versi nel nero sole del silenzio: quale attesa può diventare speranza se siete tutti morti?

Tu, l’impallinata da un sogno implacabile, piombata nel crivello di carne della poesia: le feste autentiche hanno luogo nel corpo e nei sogni.

Alejandra








pubblicato da j.costantino nella rubrica poesia il 5 ottobre 2019