Le Muse ermetiche

Mauro Ruggiero



Pubblichiamo l’«Introduzione» di Le Muse ermetiche. Esoterismo e occultismo nella letteratura italiana tra fin de siécle e avanguardia (prefazione di Claudio Bonvecchio), il libro di Mauro Ruggiero appena uscito con Jouvence.

Il presente lavoro si inserisce in quel filone di studi accademici sull’Esoterismo Occidentale il cui scopo è chiarire i rapporti esistenti tra questo campo del sapere e la cultura dell’epoca moderna e contemporanea. Sebbene le prime ricerche sull’argomento siano numerose e datino già più di due secoli, solo a partire dagli anni ’90 del Novecento lo studio dell’Esoterismo Occidentale ha trovato una sua precisa fisionomia e una sistematizzazione in ambito accademico, dando vita a un fervente e interessante dibattito scientifico internazionale. All’interno di questo ambito di ricerca, un segmento di studi concerne nello specifico l’influenza che l’esoterismo ha esercitato sulla letteratura occidentale, e in modo particolare, su quella europea e nordamericana degli ultimi due secoli. Il lavoro qui presentato vuol dare un contributo agli studi rivolti a chiarire il peso che il pensiero esoterico ha avuto in autori e opere della letteratura italiana in un arco temporale che va dagli ultimi decenni del XIX secolo fino ai primi del XX. Se è vero, come studiosi e ricercatori hanno già ampiamente dimostrato, che il pensiero esoterico ha giocato un ruolo importante nella creazione e nella formazione della cultura occidentale, tracce della sua presenza vanno ricercate, dunque, anche nel patrimonio artistico e letterario di questa, e il riconoscerle può di certo contribuire a rendere possibile un’analisi più dettagliata delle complesse dinamiche esistenti tra la cultura e la società che l’ha generata. A tal proposito negli ultimi decenni hanno visto la luce numerose ricerche dedicate a investigare il rapporto tra l’esoterismo (soprattutto l’aspetto che questo ha assunto dalla seconda metà dell’Ottocento a oggi, e che è stato definito “occultismo”) e autori della letteratura, opere, movimenti e correnti artistico-letterarie in generale. Insieme al fantastico, infatti, anche esoterismo e occultismo hanno trovato terreno fertile nella letteratura europea e italiana tra Ottocento e Novecento, una letteratura che aveva risentito particolarmente di quella crisi della razionalità dovuta, in parte, al fallimento del mito positivista basato su un’ottimistica fiducia nel progresso, sulla comprensione del mondo tramite l’uso esclusivo della ragione e sull’idea che la scienza avesse possibilità praticamente illimitate.
Il lavoro qui presentato vuol mettere in rilievo, mediante esempi concreti e argomentazioni documentabili, nuovi aspetti di quel tentativo da parte di molti scrittori italiani e di intere correnti culturali del periodo preso in esame, di intraprendere vie di espressione ancora inesplorate, alla ricerca di una conoscenza capace di superare gli schemi espressivi codificati del tempo, che trovò nella cultura esoterica, nelle scienze occulte e in quella dimensione dell’onirico e dell’inconscio un terreno particolarmente fertile. Questa tendenza si identificò con una “bramosia dell’ignoto” orientata a superare i confini del mondo materiale e le certezze consolidate e fu particolarmente gravida di novità e ispirazione per una nuova generazione di scrittori e intellettuali italiani.
Nello scritto che presentiamo vengono presi in esame, tra gli altri, autori come Luigi Capuana, Luigi Pirandello, Antonio Fogazzaro e Matilde Serao nei quali è possibile trovare prove concrete dell’influenza che l’esoterismo ha esercitato sulle loro opere, e al tempo stesso vengono ricercate le cause che hanno dato origine a quel fenomeno definito: “Rinascenza dell’anima” nato in opposizione alla cultura positivista che può essere riconosciuto come un punto essenziale per lo studio dell’influenza del sapere esoterico sulla cultura letteraria del tempo. Al fine di approfondire ulteriormente l’analisi della penetrazione del sapere esoterico nella cultura italiana, si è indagato l’interesse per l’esoterismo da parte dell’editoria del tempo e, soprattutto, le tracce di questo interesse nelle riviste letterarie fiorentine del primo Novecento, costatandone la presenza ancora una volta non trascurabile. Tra le varie riviste ci si è soffermati in particolare su Leonardo, La Voce, Lacerba e L’Italia futurista. Molto spazio è stato poi dato alla presenza del pensiero esoterico nella poesia italiana del periodo in esame, soffermandosi specialmente sulla poetica crepuscolare, su Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio, sottolineandone i rilevanti legami con la cultura esoterica con la quale questi poeti ebbero non trascurabili contatti. Vengono anche analizzati tre scrittori in particolare uniti tra loro da legami sia intellettuali sia “esoterici”. Si tratta dei poeti del “Gruppo di Ur”: Girolamo Comi, Arturo Onofri e Nicola Moscardelli, tre personalità che furono protagoniste attive dei circoli esoterici nell’Italia del primo Novecento. Oltre a questi tre vengono presi in esame anche altri intellettuali legati al mondo dell’esoterismo nelle cui poesie vi è traccia altrettanto chiara di questa influenza, e cioè Raoul Dal Molin Ferenzona, Gian Pietro Lucini ed Enrico Cardile.
L’importante lavoro di Simona Cigliana scritto negli anni ’90: Futurismo esoterico. Contributi per una storia dell’irrazionalismo italiano tra Otto e Novecento ha suscitato negli ultimi due decenni un maggiore interesse sul tema dei rapporti tra l’esoterismo e la letteratura italiana in ambito accademico. Rimane, tuttavia, ancora molto lavoro da fare per chiarire l’entità effettiva dell’influenza dell’esoterismo e dell’occultismo sulla letteratura di questo Paese. Lo scopo principale del lavoro che qui presentiamo è proporre ulteriori fronti di ricerca sull’argomento, alcuni dei quali necessari di maggiori approfondimenti, altri, invece, toccati qui per la prima volta.
In appendice al lavoro viene indagato anche il rapporto partcolare tra massoneria e letteratura italiana tra Ottocento e Novecento, e si esamina l’influenza degli ideali massonici e della cultura delle logge nelle opere e nella vita di autori che sono stati membri attivi della massoneria in Italia o all’estero, o comunque vicini a questa associazione in quanto promotori e divulgatori degli ideali da essa sostenuti. Tra i molti autori ci si è soffermati su Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Giuseppe Chiarini, Salvatore Quasimodo e Ulisse Bacci, la cui iniziazione è documentata, ma anche su autori per i quali, sebbene non esistano prove certe della loro appartenenza alla massoneria, è possibile tuttavia rintracciare nelle loro opere elementi di chiara ascendenza massonica, come nel caso di Gabriele D’Annunzio, Carlo Collodi ed Edmondo De Amicis. Tra questi anche il poeta romano Carlo Alberto Salustri, in arte Trilussa, che nelle sue poesie cita più volte, e in modo inequivocabile, la Libera Muratoria alla quale aveva fatto domanda di adesione poco prima della sua scomparsa.

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pubblicato da j.costantino nella rubrica in teoria il 1 luglio 2019