“Origine della minaccia: lo Stato”

Tiziano Scarpa



Ci voleva un’istituzione internazionale per cogliere l’inaudita gravità del gesto di un ministro italiano, un politico indegno del suo ruolo, che disonora l’Italia e sporca la democrazia.

Lo chiamo “gesto”, perché si tratta di un’azione, anche se ha forma verbale: un atto linguistico, una cosa fatta con le parole. Il ministro Salvini ha fatto un’intimidazione a un cittadino italiano; a renderla se possibile più infame, l’ha fatta contro un giovane uomo che è già minacciato dai più feroci malfattori d’Italia. E che da adesso – lo dice il Consiglio d’Europa, non “gli intellettuali” – si ritrova per di più a subire un’intimidazione che proviene direttamente dallo Stato.

Ecco il testo. Vi prego di notare anche il modo in cui, sotto il titolo, viene dato l’allarme, nella sezione “Minacce recenti alla libertà dei media”:
“Source of Threat: State” – “Origine della minaccia: lo Stato”.
Non vengono i brividi a vedere descritto in maniera così piana di che cosa si tratta, senza giri di parole? Lo Stato, nella persona di un ministro e vicecapo del governo, ha minacciato un suo cittadino. L’origine della minaccia è lo Stato stesso. In Italia. Qui. Oggi.

La traduzione:

Il giornalista Roberto Saviano minacciato di revoca della protezione della polizia
Origine della minaccia: lo Stato
Categoria: Molestie e intimidazioni nei confronti dei giornalisti

Il 29 maggio 2019, il vice primo ministro e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha pubblicato un video su Facebook in cui ha minacciato il giornalista Roberto Saviano di ritirargli la protezione di polizia dalla mafia. Saviano è sotto costante protezione della polizia dal 2006, dopo la pubblicazione di Gomorra, che denunciava le pratiche della Camorra, la mafia napoletana.

Nel video, Matteo Salvini mandava un bacio alla telecamera dicendo: “Un bacione a Saviano. Sto lavorando alla revisione dei criteri per le scorte che ogni giorno in Italia impiegano più di duemila lavoratori delle forze dell’ordine”. Non è la prima volta che Salvini minaccia Saviano di togliergli la protezione della polizia. Nel 2017, Matteo Salvini aveva già dichiarato di “valutare se ci fosse qualche rischio” che giustificasse le misure di sicurezza per Saviano, “per vedere dove vanno a finire i soldi degli italiani”. [1]

La settimana scorsa, quando ho visto pronunciare le parole “un bacione a Saviano” subito seguite dall’annuncio che il ministero dell’Interno stava esaminando una per una le scorte assegnate ai cittadini in pericolo, mi sono sentito agghiacciare. Un’altra soglia è stata superata. Un’altra indecenza è stata compiuta. Un’altra infamia si è aggiunta alle tante rimaste impunite.

Quel giorno ho scritto messaggi e fatto telefonate per decidere il da farsi. Ho chiamato Carla Benedetti, per confrontarmi con lei: “Questa non possiamo lasciarla passare. Almeno scriviamo qualcosa”. Abbiamo deciso che lo avremmo fatto di sicuro, ma non subito: perché reagire immediatamente significava fare il suo gioco, il giochino fetido di Matteo Salvini, che detta l’argomento della giornata, costringendo tutti a ribattere sui temi che sceglie lui come schioccando le dita, e di fatto a dargli risonanza. Ci eravamo impegnati a riprendere la notizia più in là, lasciando volutamente passare qualche settimana, in modo da rinfrescare la memoria, per mostrare che non è vero che si tratta di sparate del momento, non è vero che lo sporco di oggi sciacqua via quello di ieri, non è vero che la smargiassata del giorno fa dimenticare le infamie precedenti. Oggi è arrivato questo allarme internazionale. Le nostre voci sono flebili, ma non importa. Le uniamo a quella, chiara e possente, del Consiglio d’Europa.





[1] Journalist Roberto Saviano Threatened with Withdrawal of his Police Protection

SOURCE OF THREAT: State

CATEGORY: Harassment and intimidation of journalists

On 29 May 2019, Italian Deputy Prime Minister and Minister of the Interior Matteo Salvini published a video on Facebook in which he threatened journalist Roberto Saviano with the withdrawal of his police protection from mafia. Saviano has been under constant police protection since 2006, after he published the book “Gommora”, denouncing the practices of the Camorra, the Neapolitan mafia.
In the video, Matteo Salvini sends a kiss to the camera, saying "A kiss to Saviano. I’m working on a revision of the criteria for the escorts that every day in Italy commit more than two thousand law enforcement workers." This is not the first time that Salvini has threatened Saviano to take away his police protection. In 2017, Matteo Salvini had already stated that he "assessed whether there was any risk" justifying the security measures for Saviano, "in order to see where the Italians’ money was going."





pubblicato da t.scarpa nella rubrica democrazia il 4 giugno 2019