Le regole di ingaggio non sono mai chiare

Samir Galal Mohamed



Le regole di ingaggio non sono mai chiare.
Un tradimento, un abuso, un pestaggio…
Un focolaio di essere umani – rilevati dai radar.
L’incendio di una tendopoli – rivela il nome comune
di un luogo. Se le regole di ingaggio non ci sono mai
chiare, queste, al contrario, risultano arcinote.
Un silenzio, un sequestro, uno sgombero…
L’infinito movimento di un corpo-lince che si smarca,
che è complementare a un movimento finito e “segugio”.
Quando stringo fra le braccia questo torace, tanto minuto
quanto vulnerabile, cerco di non guardarlo negli occhi.
Non voglio che veda il mio male, non voglio che vi riconosca
delle prove, che ne intuisca alcuna profondità.
Non perché il mio male sia speciale o abbia qualcosa in più
di un altro. Semplicemente, non voglio che ne veda ancora.
Dovrà fare i conti con vecchie e nuove regole di ingaggio.
Con l’abisso della non decisione per eccellenza.
Con la possibilità di divenire umano, di venire meno
all’umanità, di divenire qualcosa in meno dell’umano.
Occorrerà il rischio di divenire altro: altro per cui
sarà valsa la pena lasciarsi guardare, negli occhi,
da tutto quel male.

Samir Galal Mohamed (Sassocorvaro, 1989) è un poeta italiano di origini egiziane. La sua silloge Fino a che sangue non separi compare in Poesia contemporanea. XII Quaderno Italiano (Marcos y Marcos, 2015). Suoi testi appaiono regolarmente in riviste cartacee e online. Vive a Milano, dove insegna filosofia e storia nelle scuole superiori. Questo inedito confluirà nel suo primo libro di poesia, in corso di pubblicazione per Interlinea Edizioni, nella collana Lyra Giovani a cura di Franco Buffoni.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica poesia il 4 maggio 2019