«La letteratura? Una luce nel buio»

Antonio Moresco intervistato da Alessandro Zaccuri



Un estratto dell’intervista/ritratto di Antonio Moresco a cura di Alessandro Zaccuri apparsa sull’Avvenire ieri, mercoledì primo maggio 2019.

Antonio Moresco in una scena del film «La lucina», diretto da Fabio Badolato e Jonny Costantino PNG

Le due piante grasse sono rigogliose, addirittura impetuose nell’esuberanza primaverile. Ma in realtà sono una, non due. «Quarant’anni fa, quando me la regalarono, stava in un vaso minuscolo – racconta Antonio Moresco –. Da allora è morta e si è ripresa non so quante volte. Mi domando che cosa significhi adesso tutta questa fioritura e davvero non so come rispondermi ». Sta sul balcone dello studio milanese di Moresco, questa pianta enigmatica che sembra uscire da una delle fiabe tanto care a questo scrittore inclassificabile: insurrezionale e mistico, spirituale e politico. Lentissimo, a sentire lui, ma straordinariamente prolifico, a tratti perfino iperattivo. «Sono vittima di me stesso, delle mie passioni e dei miei entusiasmi», confessa mentre passa in rassegna gli impegni che lo attendono. Il 9 giugno, insieme con Repubblica Nomade (espressione della comunità di liberi camminatori attiva da un decennio), intraprenderà un percorso dedicato al “Cuore d’Italia”. «Partiremo da Firenze, toccheremo Assisi, il 28 giugno arriveremo a Recanati, sul Colle dell’Infinito – spiega –. Sono i luoghi di Dante, di Francesco, di Leopardi. Nel cuore geografico del Paese e al cuore di quanto l’Italia ha saputo esprimere di grande quando, anziché rinchiudere le menti, sapeva allargare gli orizzonti». A metà novembre, invece, sarà la volta del convegno “Terrestri”, in programma a Napoli tra il Museo archeologico nazionale e le Ville vesuviane. Moresco anticipa i nomi di alcuni relatori (Amitav Ghosh, Bruno Latour) e intanto respinge ogni ipotesi di semplificazione: «No, non è ambientalismo generico, è una riflessione più vasta, più radicale», commenta. Un altro versante ancora è rappresentato dal cinema.

Dopo aver interpretato La lucina, il film che Fabio Badolato e Jonny Costantino hanno tratto dal suo romanzo omonimo, Moresco sta lavorando con gli stessi registi a una versione decisamente antiaccademica del Don Chisciotte, il cui cast si annuncia sorprendente. «Sarà una produzione molto più complessa di quella della Lucina, che pure continua a riscuotere molto interesse», dice (il film è visibile in streaming sul sito www.lalucina.xyz). E poi ci sono i libri, certo. Sem – la Società Editrice Milanese fondata da Riccardo Cavallero, ex direttore generale Mondadori – ha da poco pubblicato i primi volumi della collana nella quale saranno raccolte le opere di Moresco. Si comincia con il ritorno di Lo sbrego (pagine 154, euro 13,00) e di Fiaba d’amore del vecchio pazzo e della meravigliosa ragazza morta (pagine 124, euro 13,00), più avanti arriveranno l’edizione aggiornata degli Scritti di viaggio, di combattimento e di sogno e la novità di Canto di D’Arco, 800 pagine di epopea metafisica che riprendono, espandendoli, i temi e i personaggi del romanzo L’addio.

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Antonio Moresco in una scena del film «La lucina», diretto da Fabio Badolato e Jonny Costantino








pubblicato da j.costantino nella rubrica a voce il 2 maggio 2019