Chiedo di essere indagato per omicidio volontario

Giulio Mozzi



Leggo nei giornali che il signor Beppino Englaro, l’anestesista Amato De Monte e i dodici componenti dell’associazione Per Eluana - costituita ad hoc per dare la morte alla giovane Eluana Englaro nel rispetto del protocollo stilato dopo la sentenza della Corte d’Appello di Milano - sono indagati per l’ipotesi di reato di omicidio volontario. L’iscrizione di queste persone nel registro degli indagati presso la procura di Udine è, ha spiegato il procuratore Antonio Biancardi, un "atto dovuto" dopo l’esposto presentato dall’associazione Comitato Verità e Vita.
Ritengo assai opportuno che queste quattordici persone vengano indagate. Si tratta non tanto, presumo, di stabilire che cosa costoro abbiano fatto; ma se ciò che costoro hanno fatto sia o non sia omicidio volontario.
Credo che sarebbe assai opportuno indagare per lo stesso reato - o almeno per l’apologia dello stesso reato - tutte quelle persone che da quando il "caso Englaro" ha avuto notorietà hanno espresso opinioni, hanno preso posizione, hanno creato un clima culturale più favorevole (o meno sfavorevole), hanno emesso sentenze: tutte quelle persone che, in sostanza, hanno in vario modo contribuito a far sì che a Eluana Englaro fosse data la morte nel modo che tutti sanno.
Tra queste persone ci sono anch’io. Chiedo quindi di essere indagato. Spedirò oggi stesso una lettera in tal senso alla procura di Udine.

Invito chiunque abbia contribuito a far sì che a Eluana Englaro fosse data la morte nel modo che tutti sanno - anche semplicemente esprimendo pubblicamente la propria opinione - a scrivere alla procura di Udine: via Lovaria 4, 33100 Udine (Ud), procura.udine[chiocciola]giustizia.it.

L’originale di questo articolo è qui.








pubblicato da a.tarabbia nella rubrica testamento biologico il 2 marzo 2009