Storia di una morte opportuna

Gianna Milano/Mario Riccio



"Se un medico procedesse ugualmente, contro la volontà del malato, sarebbe un vero reato: quello di violenza privata. Quindi, continuo a riflettere, la stessa logica deve valere anche nel caso di richiesta di interruzione di una terapia. A ben vedere, perciò, non c’è bisogno di nuove leggi a tutela – in un caso come questo – di chi stacca il ventilatore: se mai il contrario! È chi si rifiuta di staccarlo (seguendo i propri principi etici) che avrebbe bisogno di una legge che gli garantisse il diritto all’obiezione di coscienza; una legge che consentisse al medico obiettore di non essere incriminato perché non sospende le terapie se il malato lo richiede.
Il medico ha facoltà di curare, non il diritto né sempre il dovere."

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pubblicato da ilprimoamore nella rubrica testamento biologico il 6 ottobre 2008