Testamento biologico

Roberta Salardi



Sono pressoché sola al mondo. Non penso che morirò "come una creatura". Penso piuttosto che morirò come un cane, come un qualsiasi altro animale, intendo. Dovessi restare in sospeso in una situazione intermedia, chiedo il colpo di grazia anche per me, come lo chiederei per un animale che soffre. Ma è una domanda che non si può neanche formulare; e a chi?

Date le circostanze, ritengo improbabile, tuttavia, che qualcuno si trovi nelle condizioni di prolungare un mio eventuale stato fra le vita e la morte. E’ più facile che il mio cadavere venga ritrovato dopo giorni o settimane, chiuso in casa, in avanzato stato di decomposizione. D’altra parte provo un certo orrore per le bare, le sepolture e altri riti funerari attualmente in uso.

Mi affascinano moltissimo invece le trasformazioni naturali.

Sarebbe l’ideale (ma non accadrà) trovarmi in campagna ed essere trasformata rapidamente in pasto per animali o linfa per gli alberi. Diventare un albero sarebbe il mio sogno.

Ritornare alla terra nel vero senso della parola, essere la terra, anzi esserlo fin da adesso, esserlo sempre stata.

Avrei preferito non nascere, non conoscere la terribile legge della sopravvivenza e della prevaricazione, che è la nostra legge. Non mi dispiacerà quindi tornare a non esistere, o a esistere in forma sparsa e inconsapevole. Mi renderebbe felice inoltre sapere che, dopo il trapasso, parti di me serviranno ad altri. Dono volentieri eventuali organi o parti recuperabili.

Per finire, vorrei che di me non rimanesse niente, tranne i miei libri.

Questo è il mio ultimo desiderio: qualora non lo fossero, vorrei che venissero pubblicati.

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Invitiamo i nostri lettori e chiunque altro vorrà liberamente farlo a far sentire la propria voce scrivendo il proprio testamento biologico, mandandolo a ilprimoamore@gmail.com e dandoci il permesso di renderlo pubblico.








pubblicato da ilprimoamore nella rubrica testamento biologico il 11 settembre 2008