Testamento biologico

Fabio Bussotti



Riflessione sul testamento biologico.
Se dovessi cadere in coma irreversibile, con annessa morte cerebrale, vorrei che qualcuno staccasse la spina e …arrivederci e grazie. Quel qualcuno, naturalmente, potrebbe essere una persona a me vicina e per la quale io farei lo stesso. Mi riferisco a mia moglie, ai miei figli, a mia sorella e ad alcuni dei miei amici più cari.
Se mi dovessi ammalare di un male incurabile, vorrei che la sofferenza mi fosse risparmiata. Non voglio soffrire, mi dà noia, e mi oppongo ad ogni accanimento terapeutico. Come sopra, vorrei che una persona cara staccasse la spina e Amen. Ribadisco che io farei lo stesso.
Purtroppo, non ho potuto farlo con mia madre e l’ho vista soffrire in maniera inutile e crudele per tre anni. E’ stata un’agonia terribile e non c’è prete o Formigoni che possa convincermi che è una buona cosa lasciare che una persona soffra le pene dell’inferno.
La vita sarà pure sacra, non discuto, ma a casa mia sono ancora più sacre la dignità, la pietà e l’amore.
Data la delicatezza e la tristezza del tema, ho esitato a lungo prima di scrivere queste righe. Ma questo è quello che penso. Inoltre, penso che sia una vergogna che il padre di Eluana non possa staccare la spina. E adesso basta, perché mi sono angosciato. Grazie. Un caro abbraccio.
Fabio Bussotti.

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Invitiamo i nostri lettori e chiunque altro vorrà liberamente farlo a far sentire la propria voce scrivendo il proprio testamento biologico, mandandolo a ilprimoamore@gmail.com e dandoci il permesso di renderlo pubblico.








pubblicato da ilprimoamore nella rubrica testamento biologico il 10 settembre 2008