Testamento biologico

Ezio Tarantino



Chiunque si sia trovato accanto al dolore di una fine irreversibile ha sospirato, più o meno ad alta voce: fa che finisca presto; e quando la fine arriva, non v’è chi, di fronte ad un dolore divenuto insopportabile per tutti, abbia dichiarato: ha finito di soffrire.
Pochi fanno seguire un atto, o una decisione, a questi sospiri, a questo compianto. E’ naturale. La fine, per chi resta, è insopportabile. Persino per Gesù Cristo, che resuscitò l’amico Lazzaro.
Ora, nel momento in cui dovessi trovarmi io di fronte alla fine irreversibile, di fronte alla assoluta mancanza di speranza in una guarigione (che significa: assenza dei sintomi dolorosi della malattia per un periodo indeterminabile e senza aiuto di alcun macchinario e piena coscienza del proprio stato), nel momento in cui io non sia più nemmeno in grado di comunicare a chi mi avrà in cura il mio volere (non posso ipotizzare ora quale sarà, magari, al dunque, se ne avrò ancora le capacità, cambierò idea) dichiaro adesso di essere contrario a ciò che viene comunemente definito "accanimento terapeutico", vale a dire al prolungamento meramente artificiale di una vita che, ne sono certo, non è stata concepita dal Creatore per trascinarsi meccanicamente verso un "oltre" confuso con un "ancóra".
Essendo l’"oltre" lo scopo del mio cammino terreno e non un baratro di cui avere terrore; essendo certo che il progetto di Dio della mia vita abbia una sua durata naturale (dove la naturalezza include qualsiasi assistenza farmacologica esistente in quel momento tesa alla guarigione – o alla realistica speranza della guarigione, o ad un sensibile miglioramento delle mie condizioni in uno stato, comunque, di cosciente vigilanza); essendo certo che la morte sarà sconfitta in un altro spazio e in un altro tempo e non avendo alcun timore di ciò che mi aspetta; essendo consapevole della sostanziale identità di vedute di chi oggi mi ama e mi sta vicino e che potrebbe, legittimamente, non essere in grado di prendere una decisione che tuttavia – ne sono certo – migliorerebbe proprio le condizioni della sua vita; chiedo che chi ne avrà la responsabilità faccia serenamente quanto gli sto chiedendo di fare, oggi, otto settembre duemilaotto, nel pieno delle mie capacità, sensibilità, ragione.

***

Per informazioni su questa iniziativa: qui

I testamenti biologici su Vibrisse: qui

Invitiamo i nostri lettori e chiunque altro vorrà liberamente farlo a far sentire la propria voce scrivendo il proprio testamento biologico, mandandolo a ilprimoamore@gmail.com e dandoci il permesso di renderlo pubblico.








pubblicato da ilprimoamore nella rubrica testamento biologico il 9 settembre 2008