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Due poesie
Alessandro Giglia

Io sesso
 
Sono morti i chiodi
E i numeri.
I padri piangono
Hanno capito.
Ai funerali ho conosciuto una donna
Bella come molte
Scura e sola
Ha infiammato il mio sesso
E acceso la mia vergogna
Ma non mi sono fermato.
Mi macchio delle stesse colpe dei padri?
Parlatemi cadaveri fratelli
Io vi vedo
Ammucchiati sulla terra
Come chiodi in una scatola.


***


?
 
il re ha un cazzo per scettro
un santo per consigliere di stato
una religione per cuscino
un esercito per compagni di gioco
 
la miseria? Dove?
la fame? Chi ne parla.
il diritto è mancanza di rispetto
e il rispetto non vuole nessuna ragione.
 
porno-alcolici, caffè al tabacco
hashish in pillole
il dolore lava il suo trucco
la masturbazione sarà un dovere.
 
avere fretta e non correre affatto
rallentare il passo forse?
fermarsi, tornare indietro.
paura del buio. uomini o cosa?
 
cosa, se non uomini?
cos'altro, se non paura?
dove, se non verso il buio?

Pubblicato da s.baratto il 08-07-08
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