Evangelisti & Moresco
Il libro comprende un racconto di Valerio
Evangelisti intitolato La controinsurrezione e un mio racconto
cinematografico intitolato L’insurrezione. Prima di ogni racconto c’è
una prefazione. La mia comincia così:
“Evangelisti e Moresco pubblicano un libro
insieme? Ma com’è possibile?” domanderanno alcuni. “Da dove salta fuori questa
strana accoppiata?”
E gli uni diranno: “Ma com’è possibile che
Evangelisti si metta con quello scrittore così controverso, con un’idea così
inattuale della letteratura, che non scrive quello che noi vogliamo e che il
Popolo vuole?”.
“E gli altri diranno: “Ma com’è possibile
che Moresco si metta con quello scrittore di genere, per lettori di bocca
buona, guardato dall’alto in basso da noi letterati, autore di monnezzoni
storici e spaghetti gothic?”
Questo libro è nato così.
Un giorno mi hanno invitato a parlare dei
miei libri a Bologna.
“Chi vuole che la presenti?” mi ha chiesto
per telefono il giovane titolare della libreria che aveva organizzato
l’incontro.
Gli ho fatto immediatamente il nome di
Valerio Evangelisti, che ancora non conoscevo di persona e che tra l’altro
abita a Bologna.
“Buona idea!” mi ha risposto. “Ci provo.”
Il giorno dopo mi ha ritelefonato dicendomi
che Evangelisti aveva accettato con entusiasmo.
Così ho incontrato per la prima volta
Valerio Evangelisti, uno scrittore che leggo da anni, che rispetto e che stimo.
Mi è piaciuto subito anche come persona. Mi
è sembrato un uomo con la schiena diritta, generoso, affidabile, un hombre,
non un uomo per tutte le stagioni o uno dei tanti arrivisti che ci sono in
giro.
Così, dopo pochi minuti, prima ancora di
cominciare la nostra presentazione, gli ho buttato lì: “Avrei da farti una
proposta indecente”.
“Ah… ma io accetto subito!” mi ha risposto
senza un attimo di esitazione, col suo accento bolognese.
Mi era venuto in mente lì per lì,
all’improvviso, di proporgli di pubblicare insieme un libro sul Risorgimento,
mettendo uno accanto all’altro un racconto cinematografico che avevo scritto da
poco e un suo racconto sullo stesso tema.
“Adesso sto finendo due romanzi contemporaneamente”
mi ha detto “una pazzia che non rifarò mai più. Ma appena ho finito lo scrivo e
te lo mando.”
Così, in due secondi, fuori e contro
le piccole gabbie in cui vengono rinchiusi gli scrittori “letterari” e quelli
“di genere”, le divisioni e i target su cui continuano a campare -o a morire-
in molti, da una parte e dall’altra. Come se non ci fossero differenze in tutti
e due i campi tra uno scrittore e l’altro, come se non ci fosse invece bisogno
di un movimento che li attraversi entrambi, libero, moltiplicatorio,
spiazzante, verticale, profondo. Come se, accanto alla “letteratura di genere”,
non venisse tenuto in vita in questi anni anche uno speculare “genere
letteratura”, altrettanto inerte e clonato della peggiore letteratura di
genere.
Pubblicato da a.moresco il 11-02-08
il richiamo della foresta