Non parliamone piu'
Antonio Moresco
In questi anni, in Italia, sotto gli occhi di tutti, è avvenuta una cosa abnorme: non si è parlato d'altro che di un uomo chiamato Berlusconi. Non solo in queste settimane cruciali, non solo per corrette ragioni di informazione e di battaglia civile, non solo nei media da lui pilotati, ma ovunque, continuamente. Televisioni, radio, libri e giornali hanno tenuto avvinti i propri lettori e i propri ascoltatori continuando a martellare su Berlusconi, giocando ogni cosa dentro la stessa dimensione, contribuendo a gonfiare sempre più questa bolla, rafforzando un oscuro vincolo di sudditanza e di subliminale complicità. Questo grottesco e patologico bipede umano si è mangiato non solo parte delle strutture economiche, mediatiche, politiche, pubblicitarie e di governo direttamente o indirettamente controllate, ma anche le vite, il tempo, i pensieri e l'immaginario degli altri bipedi umani di un intero paese. In questa esasperata e calcolata personalizzazione, in questa fascinazione sia positiva che negativa, in questa trappola sono caduti quasi tutti. Gli antichi dicevano: "Gli dei accecano coloro che vogliono perdere". E' venuto il momento di liberarci di questa intossicazione, di questa droga.
Mentre questa bolla si gonfiava sempre più, in Italia e nel mondo, dentro il sottile strato di atmosfera che ci permette di vivere e che ci divide dall'immensità buia e fredda del cosmo, succedeva questo: appiattimento di ogni cosa sulla sola dimensione economica, precarietà crescente della vita personale e di specie, smantellamento progressivo delle strutture di giudizio e della trasparenza, sudditanza e infantilizzazione crescente di vaste parti della popolazione, riduzione della democrazia al suo solo involucro formale, monopolismo crescente, restaurazione, smottamenti economici e geopolitici planetari, annunci di sempre nuove possibilità tecnologiche decisive, foto di zone ignote dello spazio dove, tra montagne di polveri cosmiche che si estendono per decine di anni luce sono in incubazione sempre nuove stelle, enormi e dittatoriali strutture tecnologiche ed economiche che hanno messo le mani sulla scatola nera della vita, costruzione ingegneristica e fuori da ogni controllo di nuove possibilità e forme di vita postumane, che ridurranno progressivamente tutto il resto della specie al rango di forme inferiori e dall'incerto destino, guerre di religione alimentate criminalmente da una parte e dall'altra per occultare scopi invisibili ai più, surriscaldamento, pericolo di innalzamento della temperatura di questo pianeta sovrappopolato e stremato e di scioglimento delle calotte polari con possibile sprofondamento di intere zone costiere, progressiva mancanza d'acqua ecc… ecc…
Mentre succedeva tutto ciò, ogni discorso era risucchiato dal buco nero di Berlusconi. E' ora di voltare pagina anche in questo. Questa anomalia è cresciuta anche nutrendosi come un organismo saprofita del nostro immaginario e delle nostre paure. Togliamogli l'acqua nella quale ha nuotato finora. Buttiamolo fuori anche dai nostri pensieri, dai nostri incubi e dai nostri sogni. Non parliamone più così tanto, non parliamone oltre il necessario, non parliamone per niente e vedrete che, un po' alla volta, questa bolla si sgonfierà. Facciamo emergere da tutto questo spazio sottratto il resto della nostra vita e del mondo che ci circonda, come quando una nuvola di polvere torna a posarsi sul terreno e si ricominciano a distinguere nitidamente i paesaggi, i volti, le cose. Facciamo una sorta di sciopero della parola "Berlusconi", aiutandoci l'un l'altro, se necessario. Togliamo a questa minacciosa presenza la camera d'aria che la tiene in vita, fagocitando ogni cosa che gli sta intorno, togliendogli vita, spessore. Tagliamogli il cordone ombelicale del discorso. Quanto è successo in questi anni ha mostrato ancora una volta l'atrofia, la fragilità civile e morale del nostro paese, l'attitudine al servilismo di interi gruppi politici e umani, la loro capacità di convivere col disonore. Ricominciamo a parlare di tutto il resto, a pensare a tutto il resto. Lasciamolo solo a parlare e a ingannare e a gridare e a minacciare di fronte a uno specchio. Smettiamo di fargli da specchio, di essere noi il suo specchio.
(Pubblicato su Repubblica del 22 aprile 2006 con il titolo "Se si sgonfia la 'bolla' Berlusconi".)
Pubblicato da a.moresco il 26-04-06
giornalismo e verità