«È la resa al vitello d'oro, è la sua adorazione che ci ha portato al punto in cui siamo. Tutta la vita umana e le sue strutture, fisiche e mentali, personali e sociali, hanno di fronte a sé in questa epoca -come loro primo e ultimo idolo- un vitello di fango che luccica come un vitello d'oro.
Nel passato la rottura nei confronti del dominio totalitario esistente (religioso o secolare), che additava orizzonti e fini ultraterreni oppure altri paradisi sociali più a portata di mano per perpetuare se stesso e depistare le forze fisiche e mentali dei sudditi, si è espressa spesso come difesa materialistica della contingenza della vita, della sua creaturalità e materialità, del qui ed ora, della gioia della carne e dei sensi, degli aspetti e degli appetiti "bassi", del vitello d'oro, persino, in qualche caso.
Ma oggi, che il dominio pervasivo sul mondo si è innervato proprio su tutto questo, è diventato un tutt'uno con tutto questo e con la sua gestione orizzontale pilotata e svuotata, rivendicare solo questo aspetto significa non capire che cosa è successo, come si tengono in scacco oggi i corpi e le menti durante la loro breve vita, non essere più in grado di esprimere ribellione e oltrepassamento, significa una resa ideologica incondizionata a questo dominio esistente e alla mutilazione che esso produce nel tessuto della vita e nelle sue possibilità e proiezioni.
Perché abbiamo intitolato questo numero del nostro giornale
Il vitello d'oro? Rischiosamente, entrando in un terreno minato. E poi proprio oggi, che il vitello d'oro domina incontrastato. E per di più senza avere alcuna nostalgia per altri idoli precedenti o paralleli che si sono arrogati il diritto di presentarsi come la controparte del vitello d'oro mentre ne sono una sua espressione. E mentre tutti o quasi si stanno dando da fare creando ideologie e piccole teorie per giustificarlo e nobilitarlo rendendo insuperabile il suo orizzonte…»
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È in libreria il numero 3 della rivista
Il primo amore.
Questo è l'indice:
Il vitello d'oro Antonio Moresco
Appunti sull'idolatria di questa epoca Carla Benedetti
Il vitello d'oro Tiziano Scarpa
Le scarpe delle donne e il consumismo inconsumabile Serge Latouche
La decrescita Irene Campari
Denti di ferro Orbite Anna Ruchat
Sgangherata Sissi Antonio Moresco
Lettere al Papa e ad Elizabeth Taylor Roberto Michilli
Oggetti preziosi Tiziano Scarpa
Il design e il riposo ermeneutico Andrea Tarabbia
Le macerie Maria Moresco
Lev Shestov. La lotta contro le evidenze Franco D'Intino
Leopardi o l'automobile: dello stupore Sergio Baratto
Herbert. Inno agli uomini che muoiono in piedi Mariella Mehr
Lettera alla madre Antonio Moresco
Zingari di merda Laura Eduati
Guerra tra poveri A voce Carla Benedetti
Conversazione con Giuseppe Bartolini La fascia di Kuiper Tiziano Scarpa,
Biennale e Documenta - Anna Ruchat,
Topografia dell'indicibile - Paola Quadrelli,
Il mondo mutato - Elio Grasso,
Ripensando alla poesia - Roberta Salardi,
Post-Edipo - Sabrina Ragucci,
Non avrei più paura - Francesco Venturi,
Trovatori - Silvio Bernelli,
La macchina degli abbracci - Anna Ruchat,
Michele Ranchetti *
Il primo amore
Giornale di sconfinamento
Anno I – Febbraio 2008 – n. 3
ISSN 1970-9382 Comitato di direzione: Sergio Baratto, Carla Benedetti, Benedetta Centovalli, Gabriella Fuschini, Giovanni Giovannetti, Antonio Moresco, Sergio Nelli, Anna Ruchat, Tiziano Scarpa, Andrea Tarabbia, Dario Voltolini
Redazione: Angela Günter e Gianni Scolari
Redazione, amministrazione e pubblicità: edizioni Effigie, via Vallazze 115, 20131 Milano
Telefono 02 70633220 fax. 02 70633226
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www.effigie.com/web/ee/homeUn numero: euro 15. Arretrati euro 15 più le spese di spedizione.
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Il primo amore è pubbicato in coedizione con la Fondazione Franco Beltrametti
Per altre informazioni e per visualizzare i numeri precedenti, il sito delle edizioni Effigie ha una
pagina apposita dedicata al nostro giornale di sconfinamento.