dal vivo

Tutta la musica del mondo #10

Una canzone per ogni momento della vita.

pubblicato da s.gaudino il 22 settembre 2017


Il dagherrotipo di Balzac

«Guardiamo ancora più da vicino questa immagine-apparizione di Balzac. Ma prima di tutto, per capire meglio l’enormità e l’eccezionalità di questa posa, consideriamo il fatto che Balzac è rimasto così per dieci, quindici minuti, tanto era il tempo che ci voleva per il fissaggio dell’immagine».

pubblicato da t.scarpa il 19 settembre 2017


Tutta la musica del mondo #9

Una canzone per ogni momento della vita.

pubblicato da s.gaudino il 14 settembre 2017


Tutta la musica del mondo #8

Una canzone per ogni momento della vita.

pubblicato da s.gaudino il 14 luglio 2017


Requiem per duemila copie di un mio libro andate al macero

«Oh tu mia fantasia persa nel vuoto».

pubblicato da t.scarpa il 10 luglio 2017


Tutta la musica del mondo #7

Una canzone per ogni momento della vita

pubblicato da s.gaudino il 5 luglio 2017


Tutta la musica del mondo #6

Una canzone per ogni momento della vita.

pubblicato da s.gaudino il 24 giugno 2017


Tutta la musica del mondo #5

Una canzone per ogni momento della vita

pubblicato da s.gaudino il 23 giugno 2017


Tutta la musica del mondo #4

Una Canzone per ogni momento della vita.

pubblicato da s.gaudino il 22 giugno 2017


Tutta la musica del mondo #3

Una canzone per ogni momento della vita.

pubblicato da s.gaudino il 21 giugno 2017


Tutta la musica del mondo #2

Una canzone per ogni momento della vita.

pubblicato da s.gaudino il 20 giugno 2017


Tutta la musica del mondo #1

Una canzone per ogni momento della vita.

Tutte le vite hanno una colonna sonora. Questa è la mia. Da oggi, e per chissà quanto tempo, pubblicherò una canzone (un’aria, un madrigale, un quartetto, un concerto, una sinfonia, un pezzo, un assolo) e un frammento di vita: musica e parole nuove si mescolano insieme per amplificarsi e riprodursi a vicenda in una nuova composizione fatta anche di materia visiva.

pubblicato da s.gaudino il 19 giugno 2017


Le liturgie giganti del Padiglione Italia

La curatrice Cecilia Alemani ha invitato alla Biennale di quest’anno tre artisti: Roberto Cuoghi, Adelita Husny-Bey, Giorgio Andreotta Calò.

pubblicato da t.scarpa il 24 maggio 2017


I fannulloni della Biennale

Sul Padiglione degli Artisti e dei Libri, curato da Christine Marcel alla Biennale d’Arte di Venezia.

pubblicato da t.scarpa il 14 maggio 2017


Perché accontentarsi di essere vivi, quando si può essere anche morti?

Dall’8 al 14 maggio 2017 a Venezia resta aperto UNIVERS, il “negozio metafisico” di Flavio Favelli.

pubblicato da t.scarpa il 8 maggio 2017


I fantasmi hanno il nome sul citofono

Una serata a Vienna, in memoria di Antonio Tabucchi. Andrea Bajani non può essere presente, allora manda un testo (bellissimo). Che è la forma con cui si manifestano le assenze, i fantasmi, cioè la letteratura. «Non ho mai conosciuto uno che avesse altrettanta dimestichezza con i fantasmi. Antonio Tabucchi era il portavoce che i fantasmi avevano scelto. Prestare la voce a un fantasma può spalancare meraviglia o sconcerto. Con la meraviglia Tabucchi ha sedotto migliaia di uomini e donne. Con lo sconcerto ha fatto paura al potere».

pubblicato da t.scarpa il 4 maggio 2017


Stanze aperte: reportage dal carcere

Arrivo a casa, scrivo tutte le cose che mi ha detto, ne cerco delle altre. Leggo, telefono a un mio amico magistrato, prendo appunti. Appunti che fanno riflettere, soprattutto su un fatto: perché a Scampia la malavita influenza la vita e i comportamenti di gran parte della sua popolazione? Dalla terza conversazione con padre Fabrizio Valletti.

pubblicato da s.gaudino il 3 maggio 2017


Educazione e criminalità: piedi cuore testa mani

Il rapporto tra educazione e criminalità è molto stretto: la scuola può o no contribuire a cambiare l’immaginario dei ragazzini di Scampia? La seconda conversazione con Fabrizio Valletti.

pubblicato da s.gaudino il 4 aprile 2017


Fabrizio Valletti: il racconto di una vita

Tra l’estate del 2014 e l’inverno del 2016 padre Fabrizio e io abbiamo avuto una serie di interessanti conversazioni su educazione, criminalità, lavoro e fede. Questa è la prima: dove si racconta della sua vita. Ricostruita nel tempo grazie a ricerche, testimonianze, e alla preziosa collaborazione dello stesso padre Valletti che ha corretto le inesattezze e suggerito spunti storici da inserire.

pubblicato da s.gaudino il 20 marzo 2017


Alcune cose che ricordo di F.F.

Il ritratto di un grande artista italiano, Flavio Favelli, ma anche un bellissimo racconto su che cosa significa cercare di conoscere qualcuno e le cose che fa.

pubblicato da t.scarpa il 20 febbraio 2017


«Il libro che mi ha cambiato la vita»

Durante la trasmissione «La grande librairie» del 12 gennaio scorso, un libraio di Autun sceglie La lucina come “libro che gli ha cambiato la vita”. E Daniel Pennac rilancia...

pubblicato da t.scarpa il 11 febbraio 2017


Il suicidio di Tenco
pubblicato da t.scarpa il 27 gennaio 2017


“Mattina” compie cent’anni

Cento anni fa, la mattina del 26 gennaio 1917, Giuseppe Ungaretti lo aveva spiegato bene come si fa e che cosa serve per illuminarsi d’immenso. Poi, invece…

pubblicato da t.scarpa il 26 gennaio 2017


“Quanto scotta la domanda”

“Ti chiedo, invece di perché, perché no”. Sull’attentato a Berlino.

pubblicato da t.scarpa il 21 dicembre 2016


Poeti in fondo al pozzo

Del senso di morte, oppressione e angoscia che procurano le notizie sulla giunta comunale di Roma.

pubblicato da t.scarpa il 19 dicembre 2016


Il sasso caduto nel profondo

Quando non sai chi è la madre che ti ha abbandonato alla nascita. Frammenti ricomposti, il nuovo libro di Emilia Rosati.

pubblicato da t.scarpa il 27 novembre 2016


Gli attentatori

I nuovi assalti giornalistici a Elena Ferrante. E una mia esperienza personale.

pubblicato da t.scarpa il 23 ottobre 2016


Il Nobel a Bob Dylan

Qualche commento a caldo.

pubblicato da t.scarpa il 13 ottobre 2016


Trenta giorni a scuola di yoga in India

Ti svegli all’alba con il suono della campana in cortile. Oltre la finestra si intravedono i tetti di Rishikesh e le montagne a strapiombo sul Gange ricoperte di foreste impenetrabili. Più vicini, alcuni scampoli dello sconfinato accampamento che è l’India.

pubblicato da s.gaudino il 10 ottobre 2016


Il trash secondo Tommaso Labranca

È morto Tommaso Labranca. Lo ricordo con una recensione che scrissi all’uscita di Andy Warhol era un coatto. Vivere e capire il trash (Castelvecchi, 1994).

pubblicato da t.scarpa il 29 agosto 2016


A cuore aperto

In questo breve momento di sosta, sento il bisogno di fare il punto sulla mia situazione e di condividere queste mie riflessioni con chi mi è stato vicino.

pubblicato da a.moresco il 13 luglio 2016


Storia di Chiara. La voce non ascoltata delle vittime di violenza di genere in Italia

«Chiara, 21 anni, due anni fa è stata ridotta in coma a forza di percosse dal suo ex partner e ora, dopo tre operazioni al cervello, si trova in stato di semi-coscienza. Io credo che parlarne sia fondamentale, e mostrare anche». Immagini che non hanno sinora trovato spazio sulle testate giornalistiche, perché considerate “troppo forti, troppo reali”.

pubblicato da t.scarpa il 9 giugno 2016


Io sono un cane che abbaia nella notte

I racconti di Daniele Del Giudice. Quello che si vede con gli occhi e con le parole. La deperibilità del realismo e la sua trascendenza.

pubblicato da t.scarpa il 24 aprile 2016


Da Edipo a Amleto. Le nuove famiglie

Una profezia sulle ribellioni adolescenziali di domani.

pubblicato da t.scarpa il 25 marzo 2016


Gli increati avvistati e filmati

La registrazione dell’incontro di Cosenza.

pubblicato da t.scarpa il 21 marzo 2016


Per le viaggiatrici solitarie “maschi” e “morte” sono sinonimi

Si parla di ragazze che vengono uccise viaggiando da sole.

pubblicato da t.scarpa il 12 marzo 2016


Parigi, tre mesi dopo

Solidarietà, condivisione o voyeurismo? Ritorno al Bataclan, tre mesi dopo gli attentati.

pubblicato da t.scarpa il 24 febbraio 2016


GRAZIE LORENZO!

Da tempo Jovanotti segue il nostro lavoro. Questa volta videorecensisce Il brevetto del geco.

pubblicato da t.scarpa il 22 febbraio 2016


Abbiamo dieci anni

Il primo amore compie un decennio.

pubblicato da ilprimoamore il 25 gennaio 2016


Deviazione

Su uno che è morto e sul sentimento che mi ha suscitato.

pubblicato da t.scarpa il 12 gennaio 2016


David Bowie, 1947-2016

“David Bowie che cantava Heroes in televisione quel mercoledì sera del 1977 era la dimostrazione vivente, incarnata fin nelle ossa, che al mondo esisteva un’altra realtà, un diverso orizzonte. Qualcosa che solo più tardi avrei saputo chiamare arte o cultura o avanguardia, ma di cui da subito, proprio in quel momento, in qualunque modo quella cosa si chiamasse, a seconda del mio talento e delle mie possibilità, avrei voluto fare parte.”

pubblicato da t.scarpa il 11 gennaio 2016


Addio, lettere ciclomotorie

Congedo dai vecchi tabelloni ferroviari.

pubblicato da t.scarpa il 6 gennaio 2016


Calvino non poteva saperlo

Il geco non ha ventose sulle dita, ma aderisce alle superfici con un sistema talmente sbalorditivo da far cambiare idea su com’è fatto il mondo.

pubblicato da t.scarpa il 4 gennaio 2016


La vita è sorprendente

Un esempio non teologico di “già e non ancora”.

pubblicato da t.scarpa il 24 dicembre 2015


Sesso sfrenato a Saronno

Chi ha detto che ci si scatena solo nelle grandi città? Il reportage di un’esperienza personale.

pubblicato da t.scarpa il 21 dicembre 2015


Il libro maschilista di Bruno Vespa presentato dall’ex rottamatore Matteo Renzi

Si ripete il rito dell’omaggio vassallatico al giornalista più potente d’Italia. Un reportage dalla presentazione di un libro che il capo del governo avrebbe fatto meglio a leggere. Una sequela di lacune e rimozioni delle donne che hanno fatto la storia d’Italia.

pubblicato da t.scarpa il 2 dicembre 2015


Di ritorno da Israele: qualche considerazione sulla recente ondata terroristica

“Sono da poco rientrata da Israele, dove ho trascorso quasi tutto il mese di ottobre, che è coinciso con l’ultima sanguinosa serie di attacchi terroristici, per lo più accoltellamenti di civili inermi ma anche assalti con arma da fuoco e investimenti con l’auto, lanciata a folle velocità contro la gente che aspetta l’autobus, o sui civili lungo i marciapiedi.”

pubblicato da t.scarpa il 13 novembre 2015


Quattro lettere dal cuore della giovinezza

“Mi sono arrampicato fin sulla cima delle montagne coperte di neve, e non è stato facile. Mezza Georgia è visibile da lassù, come se fosse su un piatto d’argento... Non hai bisogno di niente in quegli istanti, potresti metterti seduto a guardare per tutta la vita.” La prima biografia italiana del grande autore russo, ricca di inediti, scritta da Roberto Michilli e pubblicata da Galaad.

pubblicato da t.scarpa il 11 novembre 2015


Come muore un’azienda

Come immaginate gli ultimi giorni di un’azienda? Uffici in disarmo, telefoni muti, capannoni deserti? Niente di più sbagliato. Si lavora giorno e notte, si produce sottocosto. Come un naufrago che beve acqua di mare, per sopravvivere un giorno di più.

pubblicato da t.scarpa il 15 settembre 2015


I capannoni fantasma

Restano invenduti alle aste. Gli incentivi della legge Tremonti li avevano fatti sorgere ovunque. Ora, abbandonati e in rovina, sono l’avvisaglia di un mercato che si è sganciato da sé stesso, ma che proprio per questo potrebbe portare a una trasformazione, la liberazione di nuove energie e nuove risorse.

pubblicato da t.scarpa il 2 settembre 2015


Quel che non c’è e quel che non si vede

Pier Vincenzo Mengaldo e la letteratura senza importanza. Antonio Moresco e lo strano paese che fa la guerra ai suoi scrittori.

pubblicato da t.scarpa il 23 agosto 2015


Una grande città dell’emisfero boreale

Un’intervista a cura di Angelo Ricci.

pubblicato da a.moresco il 10 luglio 2015


La solitudine dell’imprenditore

Ieri Egidio Maschio si è ucciso nella sala riunioni della sua azienda di Cadoneghe, Padova, che produce macchinari agricoli (duemila dipendenti e un fatturato di 324 milioni). Le riflessioni di uno scrittore che al mondo degli imprenditori ha dedicato un romanzo delicato e inesorabile.

pubblicato da t.scarpa il 26 giugno 2015


Freelance story project

In seimila caratteri, raccontate “l’intimità della vita dei freelance, i momenti più privati, gli episodi grotteschi o felici, sul confine tra casa e lavoro, tra famiglia e committenti, tra recupero crediti e sms d’amore”.

pubblicato da t.scarpa il 20 aprile 2015


Ero un ritratto di Francis Bacon

Svegliarsi una mattina con un’infiammazione a un nervo facciale che provoca una paralisi temporanea, e che deforma il viso come un dipinto di Bacon. Un dialogo fra il grande artista irlandese e una scrittrice che improvvisamente scopre di essere diventata una sua opera postuma.

pubblicato da t.scarpa il 10 aprile 2015


’A Maronna v’accumpagna

Le 20 frasi pronunciate stamattina da Papa Francesco a Scampia. Io c’ero e le riporto qui.

pubblicato da s.gaudino il 21 marzo 2015


Che cos’è l’amore?

Di Massimo Giacon e Tiziano Scarpa.

pubblicato da t.scarpa il 14 febbraio 2015


Come si diventa nazisti oggi

Settant’anni dopo l’apertura dei cancelli di Auschwitz.

pubblicato da t.scarpa il 27 gennaio 2015


Un ufficio in mezzo al deserto

Ho ritrovato una delle due sequenze del film di Mario Monicelli Le rose del deserto in cui recito, e che ho raccontato in Come ho preso lo scolo.

pubblicato da t.scarpa il 16 gennaio 2015


Una buona idea
pubblicato da t.scarpa il 14 gennaio 2015


Non avere paura del 2015!
pubblicato da t.scarpa il 2 gennaio 2015


Dialogo con l’anno nuovo

“Non hai il diritto di stare al mondo. Tu e tutti gli altri. Non ve lo meritate di arrivare al 2016!”

pubblicato da t.scarpa il 30 dicembre 2014


Nello sguardo dell’altro

Questo è un dialogo che Giuseppe Martella ha scritto insieme a Enrico Macioci: uno scambio di pareri sul silenzio, e su come il silenzio riesce a nutrire i momenti, i periodi, che precedono e danno vita alla scrittura. Il lavoro è presentato dai due autori anche in due brevi video che anticipano a grandi linee il cuore del loro discorso.

pubblicato da s.gaudino il 12 dicembre 2014


Una originale forma di suicidio

Un irresistibile reportage da Lucca Comics.

pubblicato da t.scarpa il 6 novembre 2014


Piccoli maestri a Torino: una scuola di lettura per ragazzi

La scuola di lettura per ragazzi fondata dalla scrittrice Elena Stancanelli ora è attiva anche a Torino con undici "Piccoli Maestri". Per Libriamoci, la tre giorni di lettura nelle scuole promossa dal Centro per il libro, si parte con i primi sette incontri.

pubblicato da s.gaudino il 22 ottobre 2014


Barbaropa #3

20 agosto 2014. Versicoli a margine della seduta straordinaria delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato e delle dichiarazioni del deputato Emanuele Prataviera.

pubblicato da a.amerio il 21 agosto 2014


Esperienze sessuali particolarmente fantasiose

Ci sono cose che impregnano la vita di allegria fisica. Allora perché continuare a tenerle segrete?

pubblicato da t.scarpa il 2 agosto 2014


Barbaropa #2

Il 2 agosto 1914 nel diario di Franz Kafka.

pubblicato da a.amerio il 2 agosto 2014


Il mio parto: una macelleria messicana

Tu arrivi in ospedale. Ti monitorano, ti visitano. Dici “voglio l’epidurale”. Ti dicono ok. Ti portano in sala parto. E lì poi non te la fanno.

pubblicato da t.scarpa il 4 febbraio 2014


Kyenge nn conosce l italiano

Ma anche i razzisti da tastiera non scherzano.

pubblicato da s.baratto il 5 dicembre 2013


Doris Lessing: La pax europea sta per finire

Da ieri Doris Lessing non c’è più. Per ricordarla, ripropongo qui un’intervista che le feci a Roma nell’ottobre del 2004 in occasione dell’uscita di due libri molto diversi tra loro ma ancora molto attuali: Le nonne, edito da Feltrinelli e Mara e Dan pubblicato da Fanucci. L’intervista è comparsa, all’epoca, su La Repubblica Napoli e dopo qualche giorno su Nazione indiana.

pubblicato da s.gaudino il 18 novembre 2013


Bob Dylan agli Arcimboldi
pubblicato da t.lorini il 4 novembre 2013


Tentativo di esaurimento di un muro salentino

“Non tutte le scritte erano leggibili, e alcune erano sbiadite, e proprio ieri, mentre rifacevo il percorso, mi è parso di notarne una nuova: l’ho scritta io.”

pubblicato da t.scarpa il 4 novembre 2013


Intervista a Angelo Gaudino, mio padre.
 Nel giorno del suo ottantesimo compleanno.

Oggi mio padre compie 80 anni. E questo è il mio regalo di compleanno. Così può raccontare la sua vita di musicista, di allievo e maestro del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, di violinista concertista in giro per l’Italia e per il mondo e dei suoi 37 anni trascorsi nell’Orchestra Alessandro Scarlatti di Napoli. 
E un’epoca in cui si credeva ancora nella fatica e si scommetteva sulle persone sostenendole per farle riuscire. E rinascere.

pubblicato da s.gaudino il 2 novembre 2013


Che cosa c’è a Chiomonte

...e a Melezet, Bardonecchia, Salbertrand, Exilles. Che cosa si trova nei paesaggi dell’Alta Val di Susa, dove la gente manifesta, alza barricate e porta in processione la statua della Madonna contro il cantiere per la linea dei Treni ad Alta Velocità.

pubblicato da t.scarpa il 27 giugno 2011


Ciak d’addio

Arrivo a Tunisi a mezzogiorno. In aeroporto mi aspetta Abdul, l’autista. Partiamo verso sud. Passiamo Hammamet, Kairouan, Gafsa. Ci fermiamo a mangiare budelle di pecora alla brace, vicino alla pozzanghera di sangue dove è stato sgozzato l’animale.

pubblicato da t.scarpa il 30 novembre 2010


Ci sarò di meno, ci sarò di più

Oggi compio sessantatré anni e sono alla vigilia di una svolta. D’ora in poi ci sarò di meno. Per lunghi periodi dell’anno non sarò più rintracciabile nella mia casa di Milano e al mio numero di telefono, perché vivrò altrove.

pubblicato da a.moresco il 30 ottobre 2010


Sul davanzale

La salvia cresciuta a dismisura sul davanzale,
foglie granulose, papilliformi, le immagino stese sulla
mia lingua, all’improvviso in questa frase piomba
Berlusconi, si vive così, in questi anni.

pubblicato da t.scarpa il 23 settembre 2010


Sms da una ex

Se ricevi un sms da una ex:
“Come va? Io adesso faccio la sessuologa”,
cosa pensare? Che lo è diventata un
po’ anche grazie a te? O nonostante?

pubblicato da t.scarpa il 22 settembre 2010


Tre zampe contro il mare

Una cagnetta senza una zampa, sulla spiaggia,
saltella verso la padrona che fa il
bagno, entra in acqua, nuota, non ce
la fa, fa dietrofront, riprova, rinuncia, riprova...

pubblicato da t.scarpa il 21 settembre 2010


Di chi è la rappresentazione

Uno strato di nuvole sottile come una
tettoia, alto sul mare, lo rispecchia, lo
imita con striature allineate alle onde. Dunque
non sono il solo, qui, a descrivere.

pubblicato da t.scarpa il 20 settembre 2010


Giusto per non montarsi la testa

Crei un nuovo file di word, scrivi
facendo splendere un rettangolo di luce nella
stanza buia. Occhio: non sono le tue
parole, è il computer che emana un’aureola.

pubblicato da t.scarpa il 17 settembre 2010


Cambio della guardia

A una certa età ai maschi spuntano
peli sulle orecchie. L’animo si è dimostrato
troppo indulgente verso le fesserie, allora ci
prova il corpo a sbarrare la soglia.

pubblicato da t.scarpa il 16 settembre 2010


La gente dice cose che lasciano il segno

L’ho incontrata per la strada, con degli
scatoloni in mano. Mi ha detto che
questo mese è morta sua madre. Poi
ha aggiunto: “E così sto traslocando anch’io”.

pubblicato da t.scarpa il 15 settembre 2010


Che cos’è il sublime

Non è forse questo il sublime, la
dismisura fra pensiero e abisso, mentre una
nebulosa agglomera una stella, Obama arranca, l’Italia
marcisce, appassionarsi alle sorti di X Factor?

pubblicato da t.scarpa il 13 settembre 2010


Addio a Berlino?

Quest’estate, quando siamo passati a visitarli, la piazza in cui si trovano era spoglia e semiabbandonata, cinta da reti e ferrami da cantiere. Ora leggo sul giornale che verranno spostati per consentire la costruzione di una nuova stazione della metropolitana. Ritroveranno un angolino nel grande slargo che (ancora) porta il loro nome?

pubblicato da t.lorini il 11 settembre 2010


Sotto il firmamento

Sotto il firmamento, messaggiando sul telefonino nuovo,
imparo l’ennesima combinazione di tasti per scrivere
correttamente gli accenti: perché è così quaggiù,
ogni cosa ha la sua inflessione dialettale.

pubblicato da t.scarpa il 10 settembre 2010


Da un lato all’altro

Peli bianchi sulla punta del baffo destro,
segno che l’emisfero cerebrale sinistro, quello raziocinante,
è logoro, benché sottoutilizzato. Invecchio asimmetricamente. Procedo
da sinistra a destra, come la scrittura.

pubblicato da t.scarpa il 9 settembre 2010


Con cielo e mare a disposizione

Date a qualcuno un cielo e un
mare così vasti e profondi, ne farà
stabilimenti balneari, aqualandie e chioschi. Dateli a
me, ne farò questa granatina di parole.

pubblicato da t.scarpa il 8 settembre 2010


Di cosa è fatta la scrittura

Tutto il giorno a scrivere sullo schermo
sensibile al tocco. Quando si spegne si
vedono i segni delle dita. Eccolo il
mio lavoro, un impalpabile monsone di ditate.

pubblicato da t.scarpa il 7 settembre 2010


Scultura visiva

Nuovi occhiali, il mondo è talmente scolpito
da stordirmi. Se me li tolgo, le
nuvole là in alto ridiventano sfumate. Viste
da vicino, in aereo, erano proprio così.

pubblicato da t.scarpa il 6 settembre 2010


Concerto dal vivo

Dalla finestra arrivano i suoni del concerto
dal vivo: un gruppo di cover, allora
guardo gli originali su youtube. Il presente
è uno spettro che dirige la vita.

pubblicato da t.scarpa il 3 settembre 2010


La ragione-torto delle madri

Se esisto è grazie a lei, è
colpa sua. Perciò mia madre avrà sempre
ragione-torto contemporaneamente. E’ la mia insofferenza. Io
sono il suo creditore insolvente, l’esoso debitore.

pubblicato da t.scarpa il 2 settembre 2010


Ricominciare

Agosto, le cose succedono di meno. Per
decreto degli uomini, anche i fatti vanno
in ferie. Serve a sentire la mancanza
del mondo, e mette voglia di ricominciare.

pubblicato da t.scarpa il 1 settembre 2010


Il tamburo di lotta - Le storie 3

Poche decine di metri separano i cantieri di Danzica dalla Poczta Polska, la posta, un bel palazzo in mattoni rossi rivolto a ovest. In questo edificio, la mattina del 1° settembre 1939, le SS attaccano e uccidono metà dei cinquanta impiegati. Sono i primi morti della seconda guerra mondiale.

pubblicato da g.giovannetti il 28 agosto 2010


Il tamburo di lotta - Le storie 2

Zenon Kwoka, classe 1954, lavorava alle officine dei trasporti urbani. Il 14 agosto 1980 organizza lo sciopero dei trasporti a Danzica, Gdynia e Sopot. Quando le autorità concedono un notevole aumento degli stipendi, Kwoka a stento riesce a convincere i colleghi a continuare lo sciopero di solidarietà con i cantieri.

pubblicato da g.giovannetti il 22 agosto 2010


Il potere sul godimento

Pochi sanno che a Ca’ Farsetti, la sede del Municipio di Venezia, c’è una lapide che dice: «Qui nacque l’anno 1646 Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, prima donna laureata nel mondo, il 25 giugno 1678». La lapide si trova vicino a un approdo delle gondole.

pubblicato da t.scarpa il 14 agosto 2010


Pietro

Con meticolosa attenzione, Pietro infila volantini fra i tergicristalli delle auto in sosta. A tracolla ha la borsa troppo grande di chi è cresciuto nel terrore di dimenticare a casa qualcosa che potrà essergli utile nel mondo esterno; addosso uno spolverino beige che lo invecchia ma che la mamma gli avrà comprato dicendo: "è serio", "ti dà un tono", "sul posto di lavoro l’aspetto è la prima cosa".

pubblicato da t.lorini il 13 agosto 2010


Il tamburo di lotta - Le storie 1

Tra le vittime della tragedia aerea in Russia che pochi mesi fa ha decapitato la classe dirigente polacca, figura va anche il nome di Anna Walentynowicz. La pasionaria degli scioperi del Baltico aveva ormai aver fatto l’abitudine al ruolo di donna - simbolo. Dal suo licenziamento, nell’agosto 1980, prende il via la protesta operaia;

pubblicato da g.giovannetti il 13 agosto 2010


Periferic

Matilda è in prigione da due anni, pagando per un delitto commesso al servizio di Paul, fidanzato-magnaccia, nonché padre di suo figlio, Toma. Il permesso di mezza giornata che le viene accordato per il funerale della madre è l’occasione per fuggire e rimettere assieme ciò che resta della sua vita.

pubblicato da t.lorini il 11 agosto 2010


Aria nuova a Locarno

Concluso il quadriennio da direttore del debuttante svizzero Frédéric Maire, un’amministrazione senz’altro diligente ma certo non entusiasmante, il festival del Cineama di Locarno affida il suo rilancio al 39enne Olivier Père, già delegato generale della prestigiosa Quinzaine des Réalisateurs di Cannes.

pubblicato da t.lorini il 8 agosto 2010


Il tamburo di lotta - terza parte

Prospettive? Poche o nessuna. Fino a qualche anno fa sarebbe bastato andare a Danzica e cercare lavoro. Oggi è meglio non spendere i soldi del biglietto ferroviario. Nelle città baltiche (Danzica, Gdynia e Sopot confinano tra di loro e costituiscono di fatto una grande metropoli), anche le municipalità hanno dovuto tagliare le spese.

pubblicato da g.giovannetti il 7 agosto 2010


Il tamburo di lotta - seconda parte

Le aziende che fanno parte del Comitato interaziendale di sciopero (Mks) di Danzica sono ora 156, i membri del Comitato direttivo sono diventati 18. Il numero delle imprese aderenti a questo Comitato sale a 253 il 19 agosto; alla fine saranno più di 600.

pubblicato da g.giovannetti il 5 agosto 2010


Il tamburo di lotta - prima parte

Danzica, 14 agosto 1980, giovedì. È un giorno assolato, le ferie di luglio sono un ricordo, le scuole stanno per riaprire. Gli ultimi irriducibili turisti tedeschi oziano ancora sulle spiagge di Gdynia e Sopot, a nord di Danzica, favoriti dal mercato nero della valuta e da alberghi e ristoranti a buon mercato per chi arriva dall’occidente.

pubblicato da g.giovannetti il 3 agosto 2010


Scrivere in cammino

Qualche mese fa, la filosofa scrittrice Maria Tasinato mi aveva informato della sua intenzione di compiere ancora il Cammino di Santiago di Compostela. Incuriosito, le avevo domandato se aveva intenzione di scriverne. Dalla meta del suo viaggio, mi ha spedito questa bella lettera manoscritta; l’ho trovata così intensa da chiederle il permesso di pubblicarla così com’era, mantenendone la freschezza d’improvvisazione. La trascrivo qui e ve la propongo con grande piacere. Grazie di cuore a Maria per le sue parole e la sua generosità.

pubblicato da il 26 luglio 2010


Il singhiozzo riflessivo

Certe opere di Tino Sehgal sono fulminee. Durano pochi istanti. Il tempo di pronunciare una frase, accennare un balletto, canticchiare qualche parola.

pubblicato da t.scarpa il 22 luglio 2010


Fama

All’entrata dell’aeroporto di Catania mi accoglie un grosso cartellone pubblicitario con una foto: c’è un traghetto attraccato sullo sfondo, in attesa di far salire i passeggeri. Solo che qui i passeggeri sono una fila di ragazze discinte lungo il molo d’imbarco

pubblicato da m.rossari il 7 giugno 2010


La città delle idee

Non ho mai incontrato un’idea da sola, un’idea pura. E d’altronde, esistono le idee pure? Che cos’è un’idea, se non qualcosa di molto confuso? Come potrei rappresentare un’idea, se non come un’acqua torbida, in cui passa un pesce, galleggia la cartina di una caramella e ci piove dentro? L’idea non è una sfera, perfetta, liscia, non è un cubo, perfetto, liscio.

pubblicato da t.scarpa il 26 maggio 2010


Italiani

"Non pianzer mama" dice il nero veneto alla nera mamma, di fronte a fumatori sfaccendati e aggressivi; i giovani somali vanno col romanesco, in branco; i braccianti senegalesi e nigeriani ripresi in tv hanno le mani in tasca dure come pietre.

pubblicato da s.nelli il 25 maggio 2010


Siamo sempre più poveri

«Siamo sempre più poveri», mi ha detto al telefono Claudio Piersanti, dopo avere appreso della morte di Maria. Perché la sua scomparsa lascia i familiari, gli amici e tutti coloro che per ragioni diverse hanno a che fare con lo scrittore Romano Bilenchi non solo rattristati ma sempre più soli. Sì, siamo sempre più poveri, e più nudi, indifesi nel tempo effimero della cronaca che ci è dato di vivere.

pubblicato da b.centovalli il 25 maggio 2010


SalernoBucarest

Sul pullman Atlassib Italia che ci porta in Romania conto una sessantina di persone e, così a occhio, credo di essere l’unica straniera, qui dentro.
Nina si raddrizza sul sedile per farmi spazio, si lamenta della sciatica, poi comincia ad elencare i fastidi che un viaggio simile comporta, ed è allora che realizza di star parlando in italiano.

pubblicato da s.nelli il 4 maggio 2010


Le ceneri di Franqui

Se n’è andato Carlos Franqui, dapprima rivoluzionario cubano e infine acerrimo oppositore di Fidel Castro, dopo che la rivoluzione libertaria dei barbudos contro il generale Fulgencio Batista era caduta nell’orbita dell’Unione Sovietica.

pubblicato da g.giovannetti il 19 aprile 2010


Cambio.

Forse per effetto della bancarotta greca, dopo anni di stabilità l’euro ha perso parecchi centesimi nei confronti del franco svizzero.
Come in tutte le zone di frontiera, anche in Canton Ticino è abbastanza normale che i negozi accettino il pagamento in euro da parte dei clienti italiani, guadagnando qualcosa sul cambio ed erogando resti in spiccioli confederati.

pubblicato da t.lorini il 28 marzo 2010


Palpebra.

Ricrescendo, la polpa si è accumulata attorno al tratto d’incisione in cui è penetrato il bisturi della potatura.

pubblicato da t.lorini il 24 marzo 2010


The Kappler Inside You

Sono in un bar a mangiare un panino. Una gestione alla buona, padre e madre con i due figli. Molte discussioni di calcio, pochi giornali (al massimo, free-press).

pubblicato da m.rossari il 11 marzo 2010


"Lampi sull’Eni" in mano a Marcello Dell’Utri?

Dopo la morte violenta di Pier Paolo Pasolini la notte tra il 1° e il 2 novembre 1975, si scopre che parte di un capitolo di Petrolio (Lampi sull’Eni) è sparito. Il romanzo – preannunciato di 2000 pagine e destinato a rimanere incompiuto – parla dell’Eni (che Pasolini considera «un topos del potere») e della morte di Enrico Mattei.

pubblicato da c.benedetti il 2 marzo 2010


Una giornata italiana

Arriviamo a Milano dopo l’una. Abbiamo quasi due ore prima dell’appuntamento con Marco e Sarah e così andiamo al chiosco all’inizio di viale Monte Nero, a cui penso sempre come al "mio" giornalaio dai tempi in cui abitavo proprio qui nel 1997. Compriamo i quotidiani e anche qualche rivista che in Ticino non si trova.

pubblicato da t.lorini il 13 dicembre 2009


Intervista alle parole

Sono un po’ in apprensione. Ho un appuntamento importante, e temo di non essere all’altezza. Non è una diva del cinema, né un uomo politico. Devo fare un’intervista sulla fatica di scrivere. Ci ho pensato molto, e ho capito che non c’è nessun altro che mi può rispondere. Non è una persona, per la verità. Ho chiesto alle parole di farsi intervistare. Sì, farò un’intervista alle parole.

pubblicato da t.scarpa il 8 novembre 2009


Bidoni

A Valle Lomellina e dintorni lo stabilimento della S.i.f. Furfurolo era popolarmente chiamato "Vietnam". Quando si alzava il vento, le ceneri della lolla avvolgevano il paese in una nuvola di silice nera, non bella da vedere, e ancora meno bella da respirare.

pubblicato da g.giovannetti il 31 ottobre 2009


Fertilità.

I., 32 anni, laureata in giurisprudenza, lavora da un anno e mezzo (o due) presso uno studio commercialista nel paese dove vivo io. Nella primavera di quest’anno ha fatto quello che sta diventando uno degli errori più grossi della sua vita: si è sposata.

pubblicato da a.tarabbia il 23 ottobre 2009


Un ossicino

(Questo brano, tradotto dallo spagnolo da Linda Pagli, è tratto dal libro dell’argentina Patricia Miriam Borenszstejn,"Hay que saberse alguna poesia de memoria (1974-1980: testimonios de una mujer argentina)", vincitore quest’anno del premio per la "Literatura testimonial" del "Premio literario Casa de las Americas" di Cuba).

pubblicato da c.benedetti il 12 settembre 2009


Lagom #10

Stamattina gli amici di Jonas lo hanno arruolato in cucina, a preparare la pizza che è una sua specialità. «Sai quante volte mi sono detto: se tutto va a catafascio, apro una pizzeria qui?».

pubblicato da t.lorini il 2 settembre 2009


Lagom #9

Verso il centro, Uppsala si è riempita. Due settimane fa c’era ancora la neve e oggi la temperatura è praticamente primaverile. Moira ed io ci togliamo il piumino, ma gli scandinavi usciti in massa a godersi questo primo sole, si stravaccano sulla sponda del Frysån in magliette, pantaloncini e sandali. In maggioranza si tratta di studenti. «Come sono giovani», il commento di Moira strappa un sospiro a Jonas.

pubblicato da t.lorini il 6 agosto 2009


Lagom #8

Stamattina, col sole che entra dai finestroni e l’aria speciale delle giornate di festa, l’atrio della stazione pare ancora meno temibile dell’altro giorno, gli svedesi più benestanti però devono avere un’altra percezione perché scantonano veloci guardando di sottecchi i passanti più giovani e rumorosi. Hanno l’aria spaurita di chi è costretto in un luogo dove non vorrebbe stare. Pensarli sotto le volte della Centrale di Milano è uno sforzo superiore alla mia immaginazione.

pubblicato da t.lorini il 5 agosto 2009


Lagom #7

Stasera è tutto aperto, nel corso del viaggio di ritorno decidiamo di cenare in centro. «Hai suggerimenti?», chiediamo alla nostra guida. Jonas ci spiega che a Stoccolma è molto difficile avere un locale preferito perché la mania svedese del restyling non colpisce solo le facciate dei palazzi o gli svincoli stradali ma anche ristoranti e bar (che, se non altro, sono decisamente più frequentati). I locali cambiano a velocità supersonica ed è difficile ritrovare lo stesso posto a distanza di un anno o due.

pubblicato da t.lorini il 3 agosto 2009


Lagom #6

Sul trenino che ci sta portando fuori da Stoccolma discutiamo di quello che abbiamo appena visto. «Fa un po’ impressione, no? La metà di quelli che scendono sono ubriachi fradici, tutti quanti trasportano litri e litri di alcool, eppure nessuno pare turbato o infastidito».

pubblicato da t.lorini il 2 agosto 2009


Lagom #5

A Södermalm manchiamo il pendel per pochi minuti. Ora dobbiamo aspettare mezz’ora e così andiamo a passeggiare fuori dalla stazione.
«Prima però» dice Jonas: « ci fermiamo all’edicola, che sento il richiamo del vizio». Moira si frega le mani perché sa che Jonas è golosissimo di caramelle di ogni sorta, più sono chimiche, gommose, strapiene di coloranti e schifezze, più lui ne va matto.

pubblicato da t.lorini il 1 agosto 2009


Lagom #4

Il messaggio di Jonas proponeva un appuntamento per l’una davanti alla Casa della cultura. La scorsa settimana c’era neve per le strade, oggi invece sembra una giornata estiva. Metà dei passanti è in maniche di camicia e persino Moira ha tolto il maglione di lana, con gran divertimento di Jonas che non si stanca di prenderla in giro e la chiama "Cipolla", per tutti gli strati di vestiti che si mette addosso.

pubblicato da t.lorini il 31 luglio 2009


Lagom #3

Oggi andiamo a vedere il museo che ospita il relitto del Vasa, un colossale vascello da guerra che re Gustavo II Adolfo aveva fatto costruire nel 1625 per spaventare suo cugino, Sigismondo di Polonia, contro il quale guerreggiava per il controllo del Baltico.

pubblicato da t.lorini il 30 luglio 2009


Lagom #2

La mattina di sabato il sole è ancora più bello. Dopo colazione scendiamo alla reception dove una ragazza dagli occhi verdissimi ascolta le nostre perplessità con attenzione e ci assegna subito una stanza molto più grande, dominata da un assurdo letto con baldacchino drappeggiato di cortine rosse con ricami in oro. Nella parete di fronte c’è una porta che, come in qualche vecchio film americano, dà su un’altra stanza, apparentemente disabitata. Siamo un po’ perplessi, ma a me viene in mente un trucco da James Bond e così appoggio alla maniglia il filo del caricabatteria. «Così se entra qualcuno ce ne accorgiamo!» esclamo io.

pubblicato da t.lorini il 29 luglio 2009


Lagom #1

Crisi o non crisi, in questa antivigilia di Pasqua il terminal 2 di Malpensa è strapieno di viaggiatori. C’è folla anche al gate per Stoccolma, con i soliti telefonini che trillano, i bagagli a mano fuori misura, le griffes in evidenza e tutte le eterne caratteristiche degli italiani provinciali raccontati in decine di commedie dalla maschera compiaciuta di Alberto Sordi

pubblicato da t.lorini il 28 luglio 2009


Quando la madre non c’è

All’inizio di maggio mi ha contattato su Facebook una bella signora bionda. Mi ha detto di far parte di un’associazione che si chiama Astro Nascente, e mi ha invitato a Napoli a presentare il mio romanzo Stabat Mater. Per me era un periodo fitto, ma lei mi ha convinto raccontandomi una storia.

pubblicato da t.scarpa il 20 luglio 2009


Reticoli

L’immagine è: un condominio affollato, prigioni blindate come celle di clausura e un buco sottile sul muro di ogni stanza. Per ogni stanza un uomo. Per ogni buco una cannuccia disinfettata ad ogni respiro da cui bere e sputare la saliva dell’altro. Di centottanta perlopiù sconosciuti. Succhiarne la bava e gli umori, cercare anche, a volte, di spiargli dal buco la gola e i denti marci, magari anche la traccia sporca lasciata dal succhiatore precedente. E poi sedersi, al centro della stanza a sfregarsi le mani fino a farle schizzare sangue.

pubblicato da s.baratto il 29 giugno 2009


Il letto grande.

La mia amica G. mi racconta di aver letto su Repubblica le registrazioni che Patrizia D’Addario ha eseguito, con preveggente cautela, nella notte trascorsa a Palazzo Grazioli.

pubblicato da t.lorini il 21 giugno 2009


La voce di mio figlio

In auto con mio figlio verso San Sisto. Su questa campagna, durante il boom economico, allunò il nuovo stabilimento della "Perugina" con le fabbriche annesse. E oggi c’è anche il polo ospedaliero regionale, stanno costruendo gli ultimi reparti.

pubblicato da s.nelli il 14 giugno 2009


Chiasma.

Mi ricordo una scena di un film, o l’immagine di un quadro che non guardo da molto tempo, o il fotogramma di un videoclip che per qualche motivo mi è tornato in mente perché, dopo anni, mi è capitato di ascoltare di nuovo la canzone da cui è tratto. Allora li cerco, guardo in rete o su qualche libro per tentare di riappropriarmene.

pubblicato da a.tarabbia il 25 aprile 2009


Piedi.

A casa di amici, mentre si chiacchiera, sfoglio distrattamente una rivista di moda femminile e pubblicità. Cominciano a incuriosirmi le gambe delle modelle e quelle delle attrici, sono tutte ritratte con i piedi rivolti verso l’interno – i piedi delle modelle avvolti nei sandali, nelle scarpe col tacco, negli stivaletti che le donne indossano oggi sono tutti rivolti all’indentro, si guardano.

pubblicato da a.tarabbia il 5 aprile 2009


La mia faccia

Mi capita sempre più spesso di sentire aspre critiche alla mia faccia. Giornalisti che mi chiedono qualche fotografia da inserire nell’impaginazione di un articolo, ma anche fotografi e altri si lamentano così con me: "Ma che faccia seria! Che faccia triste! Dovresti sorridere un po’ di più. Ci vorrebbe una fotografia più allegra. E poi quella barba bianca: ti invecchia moltissimo!"

pubblicato da a.moresco il 5 marzo 2009


Interno.

Cuciniamo alla griglia pezzetti di mucca scottona. Sono poliedri irregolari, cubi storti. All’interno di ognuno c’è una polpa ancora cruda, rosso cupa. "Meno teneri del solito", dice lei, masticandoli. "Forse per via di…"

pubblicato da t.scarpa il 7 gennaio 2009


Aridaje su Facebook

Segnalo questo importante intervento di Piero Vereni. Prendendo spunto da Facebook, parla di Pierre Bourdieu e distinzione sociale, controllo della propria immagine, uso politico dei mezzi di comunicazione (citando i casi egiziani e birmani di mobilitazione del dissenso tramite fb), antropologia dei media e tante altre cose. [T.S.]

pubblicato da t.scarpa il 7 gennaio 2009


Ricordo.

L’anno nuovo è arrivato dal cielo. Verso mezzanotte hanno cominciato a cadere ali d’insetto, cialde bianche. L’anno vecchio è stato sbianchettato. Come un nuovo anello d’albero intorno alla curvatura della terra, o un livello superiore nella stratigrafia geologica.

pubblicato da t.scarpa il 1 gennaio 2009


Osservatorio.

Salgo sul Bastione di Saint Remy, guardo Cagliari dall’alto. La forma urbis si dispiega sotto i miei occhi. Vedo il porto, a destra, e a sinistra il monte Urpinu, lo stagno di Molentargius. È la prima volta che passo di qui, non sapevo che Cagliari avesse un osservatorio dentro di sé, da cui si capisce com’è fatta.

pubblicato da t.scarpa il 24 dicembre 2008


L’insopprimibile desiderio di essere taggati

Questa è la stagione di Facebook. C’è stata una stagione MySpace, una stagione MSN, una stagione Splinder (o Blogspot o qualcos’altro, l’importante è che si capisca che mi sto riferendo ai blog), una stagione Anobii (in tono un po’ minore, a dire il vero), una stagione Flickr, una stagione Youtube...

pubblicato da a.tarabbia il 13 dicembre 2008


Diventare.

Alla mostra Italics a Palazzo Grassi, mi soffermo per molto tempo davanti a Essere fiume, 4, di Giuseppe Penone. Sono due pietre grigie: due massi oblunghi, apparentemente identici, tranne le venature bianche disposte diversamente in ciascuno.

pubblicato da t.scarpa il 11 dicembre 2008


Vanità.

Ricevo un messaggino, ci sono molti refusi, forse il mio amico usa quei sistemi di digitazione che riconoscono le prime lettere di una parola e la completano automaticamente. Mi scrive che il convegno è andato benissimo, c’era anche S. che "ha letto i puoi testi" ed è stato interrotto dagli applausi. Puoi? Evidentemente intendeva tuoi.

pubblicato da t.scarpa il 10 dicembre 2008


Avanguardia.

Secondo Lewis Mumford, è stata la tecnica di guerra il fattore più decisivo del progresso umano. Con le necessità imposte dalle logiche militari, fin dai tempi di Leonardo la spinta decisiva agli investimenti nella scienza è stata data dalla volontà di prevaricazione dell’uomo sull’uomo.

pubblicato da a.tarabbia il 9 dicembre 2008


Scrittori.

In uno dei tondi della cappella Barbadori-Capponi, nella chiesa di Santa Felicita a Firenze, Bronzino ha raffigurato Matteo, giovane scrittore seminudo, le labbra sensualmente dischiuse. Mette in mostra il suo corpo erogatore di alfabeto: scrittura e nudità, il massimo dell’impasto erotico.

pubblicato da t.scarpa il 9 dicembre 2008


Teologia.

Nella Deposizione di Pontormo, a Santa Felicita, ogni ambientazione è abolita. Quasi tutti gli altri pittori calano il corpo di Cristo dalla croce. Così facendo mostrano lo sfondo teologico della scena: l’incursione terrestre di Dio sembra fallita, ma gli stessi protagonisti non sanno ancora che l’attrezzo di quella sconfitta, la croce, diventerà il segno della riuscita.

pubblicato da t.scarpa il 7 dicembre 2008


Apostrofo.

Concerto di Helmut Lachenmann. Gli archi emettono, anzi, immettono in sé stessi dei risucchi, come se il suono non uscisse dagli strumenti ma vi ripiovesse dentro. Ostinazione a usare strumenti che furono escogitati secoli fa per tutt’altri scopi, per tutt’altri suoni. Sistematico pervertimento esecutivo.

pubblicato da t.scarpa il 5 dicembre 2008


Abusi.

Gita a Lucca. Bisognerebbe citarla sempre come controesempio quando si teme che il procedere della Storia snaturi i valori culturali, e la perdita significhi per forza scadimento, degrado, barbarie. Lucca ha alcuni splendidi abusi edilizi, o usi distorti dell’architettura e dell’urbanistica.

pubblicato da t.scarpa il 4 dicembre 2008


Presente.

A Santa Maria Novella non ricordavo la fascia alla base che fa parte della Trinità di Masaccio: vi è affrescato un sarcofago, sul coperchio è adagiato uno scheletro, cosicché l’immagine che lo sovrasta – con i devoti, la Madonna e san Giovanni, Cristo in croce, Dio Padre e la colomba dello Spirito – risulta essere il sogno di un morto.

pubblicato da t.scarpa il 1 dicembre 2008


Teatro.

Sono al buio, su una gradinata di fronte alla scena. L’attrice sussurra, si contorce impercettibilmente. Il teatro è così gracile, basta niente a sciuparlo. Crivellato da colpi di tosse. La cartina di una caramella, minuscola, fragorosa. Scricchiolii della gradinata ogni volta che i deretani si assestano, spostando il peso da un gluteo all’altro.

pubblicato da t.scarpa il 30 novembre 2008


Lezione.

Saliamo sui ponteggi di metallo allestiti nelle due chiese di Parma per vedere le cupole affrescate da Correggio. La più grande lezione la ricevo dai vegetali dipinti nelle commessure delle pietre. Il sepolcro della Vergine assunta in cielo è una fascia che circonda la base della cupola.

pubblicato da t.scarpa il 27 novembre 2008


Scopa.

L’ultima stanza della mostra dedicata a Correggio mette insieme tre incontri fra divino e umano: Giove e Danae, Io, Ganimede. Due accoppiamenti e un rapimento. Il dio si trasforma in oro che piove, nuvola, aquila. La prima constatazione è che gli dèi non hanno coraggio di essere sé stessi, soprattutto quando seducono, stuprano, rapiscono.

pubblicato da t.scarpa il 25 novembre 2008


Nero.

Notti fa mi sono disteso sulla schiena. Una donna nuda si è messa a cavalcioni su di me. Le stavano intorno due o tre ostetriche. Ha partorito una bambina sulla mia pancia. Come primo gesto, la neonata ha afferrato i miei testicoli.

pubblicato da t.scarpa il 24 novembre 2008


Crudeltà.

Sul giornale di oggi, alla pagina degli spettacoli: «La Carfagna a Daria Bignardi: "Il cinema? Io ho le idee chiare. Meglio Boldi che Nanni Moretti"».

pubblicato da t.lorini il 22 novembre 2008


Bravo.

In metropolitana il vecchio fisarmonicista vestito da montanaro suona una musica tutta disciolta, la cadenza è sfuocata, non riesce a tenere il ritmo, in piedi, nel vagone che accelera e frena. Alla fine passa a prendere le offerte. Ha un modo sorprendente di ricevere il denaro: non dice “grazie” ma “bravo”.

pubblicato da t.scarpa il 19 novembre 2008


Inferno.

Al mercato dei libri antichi e usati di Istanbul ho comprato a poco prezzo una miniatura. Il venditore non ha insistito più di tanto nell’assicurarmi che è autentica. A me interessava l’immagine; che sia vecchia o dipinta ieri, non ha importanza. C’è un molare, con le radici estirpate.

pubblicato da t.scarpa il 11 novembre 2008


Serafini.

Dentro Hagia Sophia ho conosciuto una nuova specie di esseri: i serafini. Ce ne sono quattro, in giganteschi mosaici sui triangoli concavi alla base della cupola, in alto. Non ne so molto di teologia, ma mi pare di ricordare che esistono vari livelli di perfezione anche negli angeli.

pubblicato da t.scarpa il 10 novembre 2008


Religione.

Hagia Sophia è l’incubo avverato dei fondamentalisti occidentali. Una cattedrale cristiana islamizzata. E non una qualunque, ma l’orgoglio del cristianesimo. Sfarzosissima, dai loggiati maestosi, per mille anni fu la chiesa più grande al mondo.

pubblicato da t.scarpa il 31 ottobre 2008


Allappa.

In questi giorni di ottobre Istanbul trabocca di melagrane, sui banchi per le strade ne sono esposti quintali. I baristi tagliano via una calotta dalla scorza cartonata, schiacciano il frutto dentro un aggeggio di metallo, afferrano una leva e la tirano a sé premendo poi con forza verso il basso.

pubblicato da t.scarpa il 30 ottobre 2008


Come mosche nella cioccolata

Il processo ai presunti assassini di Meredith era già cominciato da diversi giorni, nell’antico palazzo di giustizia perugino. Ma era venuto il momento di "Euro Chocolate", la manifestazione dei produttori e dei venditori di cioccolato che si svolge ogni anno nel centro cittadino. Il processo, allora, è stato spostato ai bordi del centro storico, in una sede del tribunale ricavata nell’antica centrale elettrica. E lì è continuato.

pubblicato da s.nelli il 29 ottobre 2008


Mappa.

Cerco sulle mappe di Google il villaggio di Tolstoj-Jurt, in Cecenia, perché ho appena scoperto il motivo del suo nome: è il posto dove, a cavallo del secolo scorso, il conte avrebbe incontrato un certo Kunt-Chadži, un santo ceceno da cui avrebbe tratto la famosa teoria della «non resistenza al male con la violenza».

pubblicato da a.tarabbia il 15 ottobre 2008


Guerra.

Sono circondato dai parchi. L’altro giorno, sull’anta dell’armadio di plastica che ho in fondo al balcone, ho visto la prima coccinella della stagione. Poco sotto, sul pavimento piastrellato, c’era il cadavere di un’altra coccinella.

pubblicato da a.tarabbia il 15 ottobre 2008


Lingua.

Il nuovo romanzo di un amico scrittore ha per protagonista un gourmet che redige recensioni di ristoranti. Per raccontare le spedizioni gastronomiche del suo personaggio, Piersandro ha dovuto documentarsi sul campo e, da qualche anno, coglie ogni occasione per cenare in locali di gran lusso.

pubblicato da t.lorini il 12 ottobre 2008


Visita.

Due notti fa sono stato a Milano a trovare un vecchio amico nel suo appartamento.

pubblicato da t.lorini il 4 ottobre 2008


Stili.

La Camera dei Giganti a Palazzo Te è una battaglia estetica. I giganti hanno i lineamenti dilatati dall’ipertrofia delle capocce gonfie, i loro musi sono mascheroni resi ancora più sguaiati dalle smorfie di dolore, sotto il crollo degli architravi e la pioggia di pietre.

pubblicato da t.scarpa il 30 settembre 2008


Corresponsabile.

Aperitivo seduti sulle assi del piccolo approdo, sull’ansa del canale. Nei bicchieri una miscela arancione blandamente alcolica. Sono le sette, la luce è ancora chiara. I miei amici vengono da Roma, il loro cane è eccitato da tutta quest’acqua, non riesce a trattenersi: si tuffa...

pubblicato da t.scarpa il 29 settembre 2008


Incontro.

In pochi giorni ho avuto quattro incidenti. Primo: saltando una pozzanghera sotto la pioggia sono finito lungo disteso, sbattendo forte il bacino e un gomito.

pubblicato da t.scarpa il 24 settembre 2008


Cavi.

I cavi del computer, il cavo del rasoio elettrico. Il cavo dell’auricolare, il cavo delle cuffiette, il cavo del caricabatteria del cellulare. Il cavo dell’aspirapolvere, il cavo dello spremiagrumi, il cavo del ventilatore.

pubblicato da t.scarpa il 23 settembre 2008


Riconoscitore.

Squilla il telefono, un invito all’ultimo momento, arrivo di corsa, entro senza sapere che cos’è che sto per vedere. La scena si illumina, sul palco uomini e donne si contorcono in viluppi di tubi e bretelle, le ragazze sono propaggini dei loro tacchi.

pubblicato da t.scarpa il 22 settembre 2008


Dignitoso.

"Ho chiesto a molti scrittori di indicare la loro parola preferita del vocabolario italiano e di spiegarne il perché".

pubblicato da t.lorini il 19 settembre 2008


Sveglia.

Ieri notte sono andato a letto alle tre, ho puntato la sveglia del cellulare alle sette e mezza, alle otto doveva passare l’idraulico. Stamattina è scattata la suoneria, ma il mio sonno si è fatto furbo...

pubblicato da t.scarpa il 18 settembre 2008


Parrucca.

Le immagini digitali che mostrano i ciuffi nervosi del cervello sembrano una parrucca arruffata. Siamo portatori di una doppia capigliatura, una esterna e una interna.

pubblicato da t.scarpa il 17 settembre 2008


Anemone.

Sono state diffuse immagini inedite del cervello umano, ottenute grazie a nuove tecniche digitali.

pubblicato da t.scarpa il 17 settembre 2008


Amy.

So molto poco di Amy Winehouse. So che ha una voce bellissima, ascoltata una sera in macchina con un amico rincasando dal festival di Locarno. So che è molto giovane e ha fatto fare parecchi soldi a case discografiche, riviste, sponsor, trasmissioni tv e giornali.

pubblicato da t.lorini il 16 settembre 2008


Senza consonanti

Dal vestibolo del negozio "Franceschi" che oggi fa una svendita.
Alle mie spalle il locale è pieno di femmine con la puzza al naso.

pubblicato da s.nelli il 16 settembre 2008


Scena.

Il Teatro Olimpico di Vicenza ha più di quattro secoli ed è ancora intatto. La scena è la facciata di un palazzo, incrostata di statue di condottieri; il portale si apre su una strada, le due file di edifici in prospettiva sono costruzioni di legno colorato, non fondali dipinti.

pubblicato da t.scarpa il 16 settembre 2008


Epoca.

Trent’anni fa avrei scritto queste righe mettendo un cuscino sotto la macchina da scrivere, perché il tavolo faceva da cassa di risonanza al rumore dei tasti: a quest’ora di notte, con le finestre aperte, avrei svegliato i vicini.

pubblicato da t.scarpa il 15 settembre 2008


Seggiovia.

Sono seduto su una seggiovia. La barra di protezione del seggiolino è abbassata, l’unico timore è che mi cadano la penna e il quaderno mentre scrivo queste cose. Esiste dunque anche una vertigine degli utensili.

pubblicato da t.scarpa il 13 settembre 2008


Apocalisse.

Il nipotino di un mio amico non dorme più. È assillato dall’idea che l’esperimento avviato nell’acceleratore di particelle di Ginevra possa creare un buco nero che inghiottirà il nostro pianeta nel giro di quattro anni, con sadica lentezza.

pubblicato da t.scarpa il 12 settembre 2008


Vibratore.

Da un cassetto salta fuori un anello vibratore da pene. Io e lei l’abbiamo comprato due mesi fa in una farmacia di Londra.

pubblicato da t.scarpa il 12 settembre 2008


Piazzetta.

La piazzetta davanti a casa nostra sta cambiando. Ha aperto un negozio di abbigliamento per bambini, piccolo sintomo di ripresa demografica nel quartiere.

pubblicato da t.scarpa il 11 settembre 2008


Animali.

Miei rapporti con gli animali in questi giorni.

pubblicato da t.scarpa il 9 settembre 2008


Cina.

Nell’edicola-emporio di Otranto compriamo un ombrellone. Arrivati in spiaggia, mi accorgo della strana etichetta adesiva sulla fodera di cellophane.

pubblicato da t.scarpa il 4 settembre 2008


Calpesta.

Il mosaico della cattedrale di Otranto suggerisce un uso alternativo delle immagini. "Non contemplare, calpesta" è il motto di questa estetica teologica da praticare con il proprio peso ambulante.

pubblicato da t.scarpa il 3 settembre 2008


Anticonformista.

Basta uno sguardo a inquadrare per intero un lago piccolo. È come un monaco solitudinario, anticonformista rispetto a ciò che lo circonda, perfettamente realizzato in sé stesso.

pubblicato da t.scarpa il 2 settembre 2008


Baffi.

"Ti faccio una foto!" dice lei a Cambridge Circus. È mezzogiorno, il sole è a picco.

pubblicato da t.scarpa il 1 settembre 2008


Metamorfosi.

Entra nel negozio una biondina sui diciotto anni. Indossa jeans e scarpe da ginnastica. Si dirige verso la mensola delle scarpe più clamorose, da transessuali, ne sceglie un paio rosso fiammante, con il tacco da quattordici centimetri, la zeppa da cinque.

pubblicato da t.scarpa il 28 agosto 2008


Have fun! #5

Prima di ripartire e imbarcarci nella complicazione di coincidenze e scali che, trovata all’ultimo minuto, ci obbligherà a far tappa perfino a Las Vegas, Moira riceve due festicciole di addio.

pubblicato da t.lorini il 14 agosto 2008


Have fun! #4

Come in Italia, tuttavia, basta accendere la televisione per trovarsi immersi nella paranoia collettiva, un tunnel di angosce e terrori in cui il Sogno Americano si rovescia nell’Incubo.

pubblicato da t.lorini il 13 agosto 2008


Have fun! #3

The City Different. È proprio così, con l’aggettivo orgogliosamente posposto, che i suoi abitanti chiamano Santa Fe, la più antica città costruita sul suolo statunitense.

pubblicato da t.lorini il 13 agosto 2008


Have fun! #2

Quella di un bambino è l’immagine che ci si presenta più spesso quando vediamo gli statunitensi alle prese con le faccende della vita quotidiana.

pubblicato da t.lorini il 12 agosto 2008


Have fun! #1

Ai lati della superstrada che va dall’aeroporto di Albuquerque a Santa Fe le colline e le dune coperte di cespugli a macchie si stendono fino a dove l’occhio si perde.

pubblicato da t.lorini il 12 agosto 2008


Il sol dell’avvenire

Breve ricordo personale. Un pomeriggio nebbioso di una quindicina di anni fa, stavo polemizzando sulla storia degli anni di piombo con un compagno di collegio più grande di me, un laureando in scienze politiche, di nome Luigi.

pubblicato da t.lorini il 10 agosto 2008


Aggiornamento.

Cose notevoli viste a Londra.

pubblicato da t.scarpa il 26 luglio 2008


Pensiero.

Messaggio su cellulare da un amico in viaggio nel nord Europa: "Ti penso amico a 70 chilometri dal polo nello splendore dell’indifferenza dei ghiacciai e del silenzio, nella terra delle balene nel lontano assoluto."

pubblicato da t.scarpa il 18 luglio 2008


Furto.

Mi pareva proprio di averlo chiuso nel bagagliaio ma, come tutte le cose che si fanno nella trance automatica di quando si pensa ad altro, potrei anche averlo appoggiato per terra, accanto alla portiera o sul bordo del marciapiede ed essermene andato senza pensarci. Quando noto che il mio zaino non è in auto è comunque troppo tardi.

pubblicato da t.lorini il 2 luglio 2008


Mostrare.

Per la strada una ragazza offre a un vecchio carcerato la tetta gonfia da ciucciare, si guarda intorno imbarazzata. Qualcuno tiene per le caviglie un morto raccattato per la via.

pubblicato da t.scarpa il 26 giugno 2008


Ovazione.

Nel temporale che incombe sulla basilica, l’omelia sulle indicazioni per il voto delle presidenziali americane volge al termine.

pubblicato da t.lorini il 24 giugno 2008


Vizietto.

Santa Fe, New Mexico, domenica mattina. Fino alla metà dell’Ottocento questo era territorio messicano; ecco perché, tanto fra i nativi americani e i latinos, quanto fra i bianchi di discendenza europea, la popolazione professa il cattolicesimo in percentuali bulgare.

pubblicato da t.lorini il 24 giugno 2008


Riflesso.

Al Pio Monte di Misericordia di Napoli, nella quadreria del palazzo, scopro un autoritratto di Luca Giordano. Gli artisti che nella vita hanno ricoperto ettari di immagini su commissione, quando dipingono per sé ti danno l’illusione di toccare la loro verità più intima. Giordano si è ritratto con gli occhiali.

pubblicato da t.scarpa il 24 giugno 2008


Morto.

Oggi ho trovato un uccello morto nel cortile dietro casa, sotto la finestra del bagno. Per alcuni è un cattivo presagio. Per altri è un simbolo di disperazione, la caduta dell’angelo, il collasso delle illusioni: l’albatros di Baudelaire, i volatili morti nei libri di Thomas Bernhard... È osceno trasformare la morte di un essere vivente in un messaggio per me.

pubblicato da t.scarpa il 23 giugno 2008


Shopping.

Continuo a pensare alla passeggiata fascista che ho incrociato la settimana scorsa. Non era una manifestazione, nel senso che non aveva un contenuto preciso, non rivendicava nulla, se non la soddisfazione di certificare la propria esistenza.

pubblicato da t.scarpa il 18 giugno 2008


Duce.

Sabato mattina, il corso principale di una grande città italiana. La gente entra nei negozi di abbigliamento, infila gli ombrelli bagnati nelle buste oblunghe di plastica in distribuzione sulla soglia, per non sgocciolare.

pubblicato da t.scarpa il 18 giugno 2008


Corpi.

«Magari», dice G. con un cenno alla pancia dove sta crescendo la sua bambina nuova nuova «è lei ad attirarle. O forse mi sta solo rendendo più sensibile». È un fatto, mi spiega, che da qualche mese inciampa in situazioni complicate. «E tutte hanno a che fare con il corpo».

pubblicato da t.lorini il 5 giugno 2008


Gelosia.

Stiamo passando in rassegna le foto che abbiamo trovato in una scatola di qualche anno fa. Lei ne solleva una che le ho scattato durante uno dei nostri primi viaggi, forse proprio il primo in assoluto.

pubblicato da t.lorini il 15 maggio 2008


Padre.

È primavera, io attraverso piazze colme di luce fino a scoppiare, porto dentro di me una cripta sigillata, tremolante di tubi al neon, vedo lemuri spauriti, sangue pallido che pulsa nelle carnagioni spugnose, sottoterra.

pubblicato da t.scarpa il 2 maggio 2008


25 aprile.

Lo vedo strillato sui titoli di (quasi) tutti i giornali: il nuovo presidente della Camera afferma nel suo discorso programmatico che il 25 aprile va onorato.

pubblicato da t.lorini il 1 maggio 2008


Disciplina.

Crollano a terra di schianto. Fanno schioccare la lingua. Saltellano. Si parlano strofinandosi addosso il muso l’un l’altro. Gettano un urlo all’improvviso. Sono attraversati da tempeste di spasmi.

pubblicato da t.scarpa il 28 aprile 2008


Sottrazione.

Ci svegliamo presto, vogliamo sfruttare la mattina per una tappa a Ferrara, alla mostra di Mona Hatoum. Il treno si ferma a Mestre e non si muove più. Ci avvertono che c’è un problema sulla linea e che perderemo un’ora.

pubblicato da t.scarpa il 25 aprile 2008


Politica.

Stamattina gli operai del Comune smantellano le vele di metallo davanti a casa. I bambini non tireranno più il pallone contro quei sottili fogli di acciaio, facendoli vibrare come le macchine del tuono che si usano a teatro.

pubblicato da t.scarpa il 22 aprile 2008


Dispaccio.

Suonano alla porta. È l’ora in cui passa il postino. Invece sono due donne di un’età indefinibile, fra i quaranta e i sessanta. La prima signora, bassa, con i capelli neri corti e gli occhiali, entra nell’atrio. È senza trucco, porta una gonna chiara, calze color carne, scarpe ortopediche. L’altra fa capolino nel rettangolo del portone.

pubblicato da t.scarpa il 10 aprile 2008


Deformità.

A Lisbona, una sera, un uomo di cinquant’anni sta seduto addosso alla serranda abbassata di un supermercato, nella Praça do Rossio, il catino buono di questa città che brulica di mare, di marmo, di ceramica, di gente, di commessi viaggiatori, di vita.

pubblicato da a.tarabbia il 5 aprile 2008


Legale.

Ogni anno, le prime sere dell’ora legale ci prendono alla gola. Non è soltanto uno spostamento in avanti del tempo e della luce. La stupefacente sera si lascia rimirare nell’ora in cui non siamo più indaffarati, mentre il mondo rincasa e tutti ciondolano per le strade alla fine del lavoro, con il naso per aria.

pubblicato da t.scarpa il 3 aprile 2008


Sesso.

Ha quasi cinquant’anni, lavora in Comune, si occupa del mio rimborso spese. "Sono ingrassata dopo il primo figlio", ride ordinando due porzioni di dolci diversi alla fine della cena insieme agli organizzatori della rassegna di poesia.

pubblicato da t.scarpa il 3 aprile 2008


Cinema.

Anni fa andavo spesso al primo spettacolo del pomeriggio; il pubblico si divideva in uguale misura fra studenti e pensionati. Sarà forse un effetto di questa primavera incerta, ma oggi il rapporto è decisamente cambiato.

pubblicato da t.lorini il 1 aprile 2008


Immersione.

“Andiamo a raccogliere i luertìss, ti va?” Infiliamo gli stivali di gomma, cominciamo a battere il perimetro dell’appezzamento, fra i rovi, lungo i canali di irrigazione, ai piedi degli alberi. “Eccoli, devi prendere questi”.

pubblicato da t.scarpa il 31 marzo 2008


Funebre.

La mattina di Pasqua capito in una chiesetta gremita, nel cuore della Padania. Il prete risale le file di banchi per leggere il Vangelo sul pulpito. Nella predica descrive come doveva sentirsi Maria di Magdala andando al sepolcro per la prima volta dopo avere assistito a quell’immonda agonia.

pubblicato da t.scarpa il 28 marzo 2008


Ciecamente.

Letto il primo atto del Sindaco del rione Sanità, poi visto in video lo stesso atto, con Eduardo protagonista. Poi di nuovo su carta, secondo e terzo atto: a quel punto i personaggi avevano un volto, me li vedevo con le fattezze degli attori, nella scenografia ripresa dalle telecamere.

pubblicato da t.scarpa il 27 marzo 2008


Elezioni.

Da un mese davanti a casa nostra c’è un’installazione di arte contemporanea. Diciotto pannelli, fissati con del filo di ferro a una struttura di tubi metallici. Non conosco l’artista.

pubblicato da t.scarpa il 25 marzo 2008


Danzante.

Lette sul corrimano di accesso al sottopassaggio e sulle pareti della piccola sala d’aspetto sotto la pensilina fra secondo e terzo binario della stazione di Peschiera del Garda. "Vivete senza paura di rischiare".

pubblicato da t.scarpa il 24 marzo 2008


Aborto.

Il cartellino dello Städel-Museum di Francoforte dice che sono due santi quelli a fianco della Madonna col Bambino, ma nel dipinto di Giovanni Bellini si vedono un uomo e una vecchia che ammirano – e quindi invidiano ­– una donna e suo figlio.

pubblicato da t.scarpa il 17 marzo 2008


Cervelli.

"Come va?". "Non male, e tu?". "Io ho avuto un’ischemia cerebrale,". "Urka! Però ti vedo pimpante." Mi racconta che le cose sono tornate a posto rapidamente, ha fatto tutti gli esami, sta bene.

pubblicato da t.scarpa il 12 marzo 2008


Cambiamenti di stato

Berlusconi pare più invecchiato e meno brioso del solito, mentre tenta di giustificare l’inclusione di Giuseppe Ciarrapico, con le sue condanne penali e le sue condannabilissime esternazioni fasciste, nelle liste del PdL.

pubblicato da t.lorini il 11 marzo 2008


Ferire.

Di ritorno dalla cena con i librai, uno di loro mi dà un passaggio in macchina. Scopriamo che abbiamo frequentato la stessa scuola. Non eravamo nella stessa classe, è più giovane di me, ma il gioco del l’hai più visto? parte lo stesso, scattano elenchi di nomi, che cosa fa adesso, che fine ha fatto ecc.

pubblicato da t.scarpa il 11 marzo 2008


Soldi.

In piazza Willy Brandt a Francoforte, un monumento all’euro. C’è una grande € in plastica blu, illuminata dall’interno. È circondata da dodici stelle gialle, endoilluminate anch’esse.

pubblicato da t.scarpa il 10 marzo 2008


Io.

Dormito poco, svegliato presto, camminato per tutto il giorno. Poco prima di cena passo in albergo, mi stendo a letto e mi addormento per un po’. Quando riapro gli occhi, non ricordo dove sono, chi è questa donna che mi sta di fronte, chi sono io.

pubblicato da t.scarpa il 3 marzo 2008


Metri.

Percorriamo la lunga avenue di questa città turistica italiana. È sabato sera, vorremmo prendere un bicchiere ma i bar sono affollati, non abbiamo voglia di sgomitare nella ressa. In una viuzza laterale, un altro mondo.

pubblicato da t.scarpa il 28 febbraio 2008


Appunti.

Appunti per video, foto, composizioni, opere d’arte varie ecc. presi a Napoli. Al mercato di Poggioreale i venditori divaricano scalette di metallo, ci salgono sopra ed emettono sinuose grida per richiamare i clienti.

pubblicato da t.scarpa il 27 febbraio 2008


Leopardi.

Appena arrivato a Napoli, Giacomo Leopardi parla di "indole amabile e benevola degli abitanti". Un anno dopo: "non posso più sopportare questo paese semibarbaro e semiaffricano, nel quale io vivo in un perfettissimo isolamento da tutti".

pubblicato da t.scarpa il 26 febbraio 2008


Sotterranea.

Visita alla Napoli sotterranea. Sotto le case si sono grandi cavità che sono state utilizzate come acquedotti, cisterne, celle funerarie, scolatoi per imbalsamazione di cadaveri, catacombe, tunnel militari, rifugi antiaerei, depositi di detriti. Nessuno mi aveva mai detto che Napoli è la cava di se stessa.

pubblicato da t.scarpa il 25 febbraio 2008


Omonimia.

Sprofondati nelle poltroncine aspettiamo l’inizio di Caos calmo. Scorro il giornale che in prima pagina annuncia: "Veltroni: Veronesi per il Senato".

pubblicato da t.lorini il 24 febbraio 2008


Spazio.

La Flagellazione a Capodimonte: se dovessi trovare un analogo di Caravaggio in letteratura, non saprei indicare nessuno oltre a Dostoevskij. Il pittore lombardo e lo scrittore russo vedono il mondo come pura relazione fra persone. Il resto è buio.

pubblicato da t.scarpa il 23 febbraio 2008


Puerpera.

Ogni volta che torno al convento di San Martino, oltre a visitare i presepi napoletani, mi fermo davanti a una delle più sbalorditive statue che siano mai state scolpite.

pubblicato da t.scarpa il 22 febbraio 2008


Aureola.

A Capodimonte un dipinto di El Greco intitolato El soplón. Un ragazzo soffia su un piccolo tizzone accostando una candela per accenderla. Il suo fiato ravviva le braci che, diventando più chiare, gli illuminano il volto.

pubblicato da t.scarpa il 21 febbraio 2008


Scritte.

Scritte su muri, negozi e parapetti di Napoli. "Tore 6 la mia vita by tua moglie Ale." "X il mio ex amore vaffanculo by Amy". "Marina si na strunz si brutt ti odio". "Parla con Gesù". "Non sostare di giorno, di notte e festivi, mai".

pubblicato da t.scarpa il 20 febbraio 2008


Meteorite.

Ci si sta addormentando placidamente, quando nella mente già offuscata piomba un meteorite. Le dà uno scrollone, tanto più penoso perché si è del tutto inermi.

pubblicato da t.scarpa il 8 febbraio 2008


Nuda.

Accostando la punta della mia eccitazione fra le sue cosce aperte, questa volta stranamente divento loquace come mi capita molto di rado.

pubblicato da t.scarpa il 7 febbraio 2008


Atterrato.

Il mercato del pesce sta chiudendo, uomini in stivali di gomma spazzano acqua viscosa nelle quadrettature dei tombini. Attorno a una catasta di cassette di polistirolo, grandi gabbiani appiedati si contendono pezzi organici lividi, beccano violentemente gli ultimi arrivati.

pubblicato da t.scarpa il 6 febbraio 2008


Domicilio.

Il governo è caduto, si va a votare, la destra pregusta la vittoria, io e lei ci siamo ritrovati in camera Silvio Berlusconi. Dormiva nella nostra stanza, in un letto dentro una nicchia nel muro.

pubblicato da t.scarpa il 5 febbraio 2008


Film.

C’è il festival del cinema da andare a vedere, mi hanno dato una camera d’albergo per una notte, gentilmente offerta dall’organizzazione. Guardo il programma, poi appoggio il naso sul vetro della finestra: sono le quattro di un pomeriggio di gennaio, piazza Unità è sotto un azzurro purissimo e denso.

pubblicato da t.scarpa il 4 febbraio 2008


Commercio.

Il negozio ha cambiato gestione, è stato sgomberato completamente, hanno portato via anche i banchi e gli scaffali, hanno ridipinto i muri. Ora è tutto vuoto, bianco. È l’equivalente architettonico di un manichino nudo.

pubblicato da t.scarpa il 1 febbraio 2008


Cretaceo.

Una specie di barrito mi coglie alla sprovvista mentre corro verso il metrò. Mi giro. La corsia dei tram è transennata. Da dietro le paratie, muggendo con una nota di dolore, una grossa escavatrice si abbatte col suo muso appuntito sulla schiena di un tir.

pubblicato da s.baratto il 31 gennaio 2008


Naturalmente.

Eccoci alla serata di presentazione. La nuova edizione di questo festival d’arte e cultura è dedicata al free jazz.
Entusiasta, il direttore artistico riassume il programma.

pubblicato da t.lorini il 21 gennaio 2008


Infognata.

Nel momento in cui entro in tabaccheria la conversazione è già molto avanti, riesco a capire solo che si sta parlando della figlia di questo cliente con i capelli grigi. L’uomo è sui cinquant’anni, si confida con la tabaccaia che ha qualche anno meno di me.

pubblicato da t.scarpa il 20 gennaio 2008


N374915.

Una signora anziana ha comprato un biglietto della lotteria ma non riesce a procurarsi una lista completa dei numeri vincenti. "Non ci spero, ma ho letto che ogni anno non vengono ritirati un sacco di soldi, sa com’è…".

pubblicato da t.scarpa il 16 gennaio 2008


Gemelle.

Dopo averci fatto sfogliare il suo ultimo libro fresco di stampa, lo scrittore si siede a tavola intrattenendoci sulla storia del suo amore. È un uomo sulla sessantina, capelli bianchi, paffuto e calmo.

pubblicato da t.scarpa il 15 gennaio 2008


Chiodo.

Di colpo arriva una telefonata, ci vestiamo e usciamo di corsa, attraversiamo la città a perdifiato.

pubblicato da t.scarpa il 14 gennaio 2008


Attenzione.

Enormi manifesti, vetrinette con cartelloni che scorrono su rulli, video proiettati nei tunnel. Alla stazione di Loreto entra nel vagone un quintetto: chitarra, fisarmoniche e violini suonano il Canone di Pachelbel e l’Aria sulla quarta corda.

pubblicato da t.scarpa il 10 gennaio 2008


Vecchia.

La sera dell’Epifania bruciamo la Vecchia in campagna. È un cumulo di ramaglie alto quattro metri, in cima ha una testa di strega dipinta su stoffa. Gigi distribuisce gli accendini, diamo fuoco agli inneschi di carta.

pubblicato da t.scarpa il 8 gennaio 2008


Prontamente.

In corridoio, davanti al ricevimento dei medici del reparto, si fa avanti un uomo sui venticinque anni, giacca a vento arancione fluorescente e strisce catarifrangenti. (Sarà l’autista di un’ambulanza, penso.)

pubblicato da t.scarpa il 7 gennaio 2008


Persistenza.

Devo mandare un messaggio ai parenti di una persona cara che è morta. Non voglio inviare un telegramma, non mi piace la sceneggiata della tempestività: accorrere in prima fila, ostentare di essersi scapicollati a compiangere in una situazione di emergenza (quale emergenza? Ormai il peggio è accaduto).

pubblicato da t.scarpa il 6 gennaio 2008


Nuovo.

Prendere la rincorsa, respirare profondo, come caricando un’arma, questa frase comincia nell’anno duemilasette...

pubblicato da t.scarpa il 1 gennaio 2008


Mestruazioni.

Affondare nelle sue mestruazioni, configgere la mia sporgenza gonfia di sangue nella sua apertura travestita per qualche giorno da piaga, sentire il suo sangue che scotta

pubblicato da t.scarpa il 31 dicembre 2007


Sem

Non abbiamo programmi definiti per questi giorni incerti, sospesi tra una festa e l’altra. L’aria è limpida, la scalda un sole molto più splendente di quanto ci si aspetterebbe alla fine dell’anno.

pubblicato da t.scarpa il 30 dicembre 2007


Autodifesa.

Qualche settimana fa è entrata in casa questa pianticella in vaso che non saprei nominare, fa crescere le foglie come se dovesse mostrare la lingua al medico e si ricopre di una quantità di fiorellini rosa. Ora che è quasi spoglia mi sono reso conto che è una specie di cactus.

pubblicato da t.scarpa il 28 dicembre 2007


Bontà.

Li vedo entrare nell’atrio dell’ospedale mentre studio la segnaletica dei reparti: una decina di giovani, gli uomini indossano redingote, mantelli e tube, le donne cuffie, scialli e gonne alla caviglia. "Che cosa fanno?" domando a un’infermiera.

pubblicato da t.scarpa il 26 dicembre 2007


Vagabondi.

È Natale, ecco perché il giornalaio all’edicola della stazione è così bendisposto, fra un cliente e l’altro dà retta al barbone piazzato davanti al banco delle riviste che lo tartassa con argomenti di nessun interesse (di che metallo erano gli spiccioli di quando lui era piccolo).

pubblicato da t.scarpa il 25 dicembre 2007


Esempio di D.

D. proviene da una famiglia borghese agiata (villetta in provincia, giardino, due cani alimentati a bistecche, Playstation, taverna, un televisore a stanza, macchina aziendale, macchina per la madre, macchina di scorta, macchina, pacchetto completo Sky, Iulm, Nike, Pomellato, felpa del Manchester United – stagione 2007/2008).

pubblicato da a.tarabbia il 22 dicembre 2007


Scorticare.

Passo accanto a un muro ricoperto di manifesti, incollati uno sopra l’altro. La carta si è ispessita appesantendosi, finché la colla del primo strato, quello a contatto con il muro, non ha più retto, e un angolo si è staccato.

pubblicato da t.scarpa il 22 dicembre 2007


Anticipo

Ci svegliamo tardi alla prima mattina di ferie natalizie. È solo quando apriamo gli occhi che ci rendiamo conto di avere già concluso il tour de force dei regali, infilando sortite nei weekend, acquisti veloci nelle pause di lavoro.

pubblicato da t.scarpa il 22 dicembre 2007


Zombie.

Mettendo in ordine trovo un fascio di vecchi ritagli stampa che non so più perché avevo conservato. Articoli e pubblicità che un tempo mi dicevano sicuramente qualcosa, forse li avevo messi da parte per scriverci qualche commento.

pubblicato da t.scarpa il 21 dicembre 2007


Pilota.

All’improvviso mi accorgo che fra poco i negozi chiuderanno, infilo il cappotto ed esco. Dopo cinque minuti mi rendo conto che in questi cinque minuti non ho fatto altro che pensare alla lista delle cose da comprare, camminando senza badare al fatto che stavo camminando.

pubblicato da t.scarpa il 20 dicembre 2007


Guerriero.

Ho cominciato a perdere i capelli a diciotto anni. L’età adulta mi si è presentata sotto forma di invecchiamento precoce. Una volta mi illudevo di averla già pagata in anticipo, la mia quota di vecchiaia, essendo stato un giovane difettato, la cui testa non faceva onore alla sua generazione.

pubblicato da t.scarpa il 17 dicembre 2007


Volto.

Ammicco come un cretino a tutti i bambini piccoli che incontro per la strada, abbozzo qualche boccaccia comica di nascosto dai loro genitori.

pubblicato da t.scarpa il 15 dicembre 2007


Offesa.

Chiacchiero con un amico a Porta Nuova, negli ampi corridoi in ristrutturazione, fra l’atrio e i binari. Mi arrivano due o tre colpi sulla spalla sinistra, con una forza a metà fra una pacca e un pugno: "Questa vita di merda!"

pubblicato da t.scarpa il 14 dicembre 2007


Cfghwer.

Due uomini con cani al guinzaglio si incontrano all’esterno di un bar. Non so niente di razze canine, ma il primo è molto grande, ha il pelo lungo, bianco e nero, mentre l’altro è il più piccolo che io abbia mai visto, il manto è cortissimo e lucido, brunito.

pubblicato da t.scarpa il 11 dicembre 2007


Noi.

Sempre più spesso mi fermo a guardare gli animali per la strada. Anche quando vado di fretta, rallento il passo e rimango come ipnotizzato. Fra ieri e oggi, tre incontri con i cani.

pubblicato da t.scarpa il 11 dicembre 2007


Promemoria.

Vado verso il deposito bagagli, un taxi inchioda per non uccidermi, mi viene in mente quella volta che sono capitato per caso a sant’Ignazio, a Roma, mi aveva suscitato un pensiero, non so più quale, l’avevo trascritto su un taccuino ripromettendomi di ritornarci per approfondire.

pubblicato da t.scarpa il 9 dicembre 2007


Orticaria

"Ogni volta che siamo in giro per i regali di Natale", sbotta lei in una via Torino isterica al primo mercoledì di dicembre: "ti viene l’orticaria!". Per puntiglio mi ostino a negare, ma so che ha ragione.

pubblicato da t.lorini il 8 dicembre 2007


Comunella.

Ascolto il Bwv 1079, i musicologi spiegano che nel Ricercar a 6 ci sono sei linee melodiche parallele: è come se le dita che premono sulla tastiera suonassero ciascuna un brano per conto proprio.

pubblicato da t.scarpa il 8 dicembre 2007


Alieno.

Leggo la lettera dedicatoria di una raccolta di concerti del mio musicista preferito. Il biografo avverte che è piena di espressioni che erano assai convenzionali all’epoca in lettere di quel tipo. Eppure leggerla mi commuove.

pubblicato da t.scarpa il 7 dicembre 2007


Manutenzione.

Dopo avere cucinato, mangiato e lavato i piatti, dopo avere fatto il bucato e steso la roba ad asciugare, dopo avere lavato i sanitari e pulito i vetri e spolverato gli scaffali e passato l’aspirapolvere e lavato per terra, dopo essere usciti a fare la spesa, un incontenibile impulso a ricominciare tutto da capo

pubblicato da t.scarpa il 6 dicembre 2007


Estranei.

"Ti piace la pasta coi broccoli? Va bene con le acciughe?", chiediamo alla nostra ospite. "Penso di sì." "Pensi?" "Non le ho mai mangiate."

pubblicato da t.scarpa il 5 dicembre 2007


“ ”.

Nella posta elettronica un mio amico poeta scrive sempre "oggi" nella dicitura in oggetto di tutte le sue mail, qualunque sia il messaggio che ha scritto...

pubblicato da t.scarpa il 3 dicembre 2007


Anima.

Scopro che alcuni miei amici e amiche vanno dallo psicoanalista. Sono persone in gamba. A me non è mai passato per la testa. Lo sento come un lusso fuori luogo, un’esagerazione.

pubblicato da t.scarpa il 2 dicembre 2007


Assoluto.

Gironzolo in attesa dell’assoluto (o dovrei dire in cerca?). Nel frattempo mi accontento dell’universale. L’assoluto è l’evento che irrompe e mi sbarra la strada, l’universale posso produrlo io stesso.

pubblicato da t.scarpa il 29 novembre 2007


Scemo.

Nel momento culminante mi scappa una battuta e lei ride a bocca aperta, mescola le convulsioni dell’orgasmo a quelle della risata. Poi, affettuosamente, mi dà dello scemo. Perché scemo?

pubblicato da t.scarpa il 28 novembre 2007


Aspirazione.

"Vieni a vedere che cosa hanno fatto le libraie," dice l’organizzatore della presentazione, accompagnandomi davanti alla vetrina: "ti piace?"

pubblicato da t.scarpa il 26 novembre 2007


Ricordare.

Ricordare nome, cognome, data di nascita, indirizzo di residenza; ricordare numero di cellulare, numero del telefono di casa; ricordare pin del telefonino; ricordare indirizzo di posta elettronica;

pubblicato da t.scarpa il 25 novembre 2007


Tempo.

Mi chino ad allacciarmi una scarpa, arriva una bambina piuttosto piccola: "Che cosa stai facendo?" Glielo spiego. "E tu?", le domando. "Io…", la bambina si volta e corre via, proseguendo la frase con il movimento.

pubblicato da t.scarpa il 23 novembre 2007


Simbolo.

Passo dal panettiere, mi lascio tentare, ormai i carboidrati sono diventati uno sfizio in quest’epoca di gallette al riso soffiato e cialde ipocaloriche, ci nutriamo di ostie, un panino è una festa e io stamattina sono in vena di stravizi, entro nel negozio e guardo che cosa offre la vetrina del bancone.

pubblicato da t.scarpa il 22 novembre 2007


Autodigestione.

Nel cortile dietro casa si è spogliato l’albero che sporge dal giardino dei vicini. Un mese fa, dai rami pendevano decine di vesciche colme di liquame putrefatto (autunno: autodigestione della natura).

pubblicato da t.scarpa il 21 novembre 2007


Letto.

Leggo con una biro in mano, segno gli aforismi che mi colpiscono di più. A metà libro, non so perché, do un’occhiata alla quarta di copertina, che non avevo ancora letto. Sconsiderato! Perché l’ho fatto? Mi sta bene.

pubblicato da t.scarpa il 20 novembre 2007


Concerto.

Il concerto dei Marlene Kuntz l’ho visto dal palco, di lato. Cristiano Godano è Gesù che suona la chitarra, due gambe come chiodi nei pantaloni a tubino, fusi in un unico blocco con gli stivali.

pubblicato da t.scarpa il 19 novembre 2007


Foglie.

Il vento ha lavorato tutto il giorno, si è dato da fare per spostare via ogni cosa. Ha strappato dai rami fino all’ultima foglia.

pubblicato da t.scarpa il 14 novembre 2007


Sognambulo.

Mi telefona un’amica che avevo perso di vista da anni. "Stanotte ti ho sognato. Eravamo tutti e due in una stanza piena di scatole bianche, le aprivamo, ma c’erano altre scatole, una dentro l’altra, ci accanivamo a scoperchiare tutte quelle scatole cinesi da sposa, candide, intatte."

pubblicato da t.scarpa il 12 novembre 2007


Umanità.

Ho buttato via una borsa piena di appendini (o grucce, come li chiama qualcuno). Sembravano un mucchietto di clavicole. Poi sono uscito a comprare due forme da scarpe, per metterle dentro un paio che mi sta un po’ stretto.

pubblicato da t.scarpa il 8 novembre 2007


Visione.

Ho passato e ripassato le finestre di casa, prima con il detergente a spruzzo e uno straccio, poi con dei fogli asciutti di tessuto cartaceo fatto apposta per la pulizia dei vetri.

pubblicato da t.scarpa il 6 novembre 2007


Nu Global.

Mentre curioso fra le scansie di cd, la proprietaria del negozio chiacchiera con un altro cliente. «Io sono una donna e sono femminista», precisa: «Ma con questa globalizzazione non si può più girare per strada».

pubblicato da t.lorini il 3 novembre 2007


Ditalino.

Il bancomat che uso di solito è cambiato ancora, assomiglia sempre di più a una slot machine: sullo schermo scorrono immagini colorate, la fessura per introdurre la tessera è contornata da due labbra gonfie e sporgenti, quasi carnee, endoilluminate da papillomi verdi.

pubblicato da t.scarpa il 3 novembre 2007


Questo.

Mentre scrivo, avverto una presenza vicino a me. Mi volto, nella stanza non c’è nessuno. Guardo meglio e vedo una macchia nella coda dell’occhio. Prendo paura per un istante.

pubblicato da t.scarpa il 1 novembre 2007


Idolo.

Visto Nosferatu, in dvd, al computer. Per tutto il tempo, una zanzara ha volato intorno allo schermo luminoso, nella stanza buia, emettendo ronzii entusiastici alle gesta del suo idolo.

pubblicato da t.scarpa il 31 ottobre 2007


Ciao.

Due uomini, uno di fronte all’altro, stanno chiacchierando per la strada. Vicino a loro c’è una bimbetta, alta poco più di mezzo metro. La conversazione finisce, i due si salutano, la bambina resta lì un istante di più e dice anche lei: “Ciao,” poi si volta e trotterella accanto a suo padre.

pubblicato da t.scarpa il 30 ottobre 2007


Turisti.

È una domenica di sole, ci aggiriamo a migliaia nella reggia di Versailles. Siamo i cortigiani che si ammassano per ricevere uno sguardo da Louis XIV, come pulcini nel nido con il becco spalancato, un’occhiata di favore decisiva per la nostra carriera a corte;

pubblicato da t.scarpa il 29 ottobre 2007


Vagina.

Di fronte all’Origine du monde, la mia impressione è che tutto sia dipinto minuziosamente, il lenzuolo, la pancia, le cosce, i batuffoli di peli neri, mentre non altrettanto dettagliata è la cosa in questione.

pubblicato da t.scarpa il 28 ottobre 2007


Laid.

Al Grand Palais, nella libreria della mostra, in uno schermo scorre il documentario sulla vita e le opere di Gustave Courbet. Passano le immagini della Baigneuse, e la voce fuori campo legge una recensione d’epoca di Théophile Gautier

pubblicato da t.scarpa il 27 ottobre 2007


Balocchi.

Times Square è un enorme giocattolo di vetro, luci e rumore che colpisce e stordisce in un colpo solo tutti e cinque i sensi. Mi guardo attorno, il vetro degli occhiali riflette i bagliori delle insegne e mi costringe a voltarmi in continuazione.

pubblicato da a.tarabbia il 26 ottobre 2007


Futuro.

A Parigi tre giovani poliziotti in divisa pattinano sui rollerblade lungo i marciapiedi. In una brasserie domando alla cameriera come mai in giro si vedono così tante bici dello stesso modello e colore.

pubblicato da t.scarpa il 26 ottobre 2007


Tralice.

Se ne esce così, a una cena fra colleghi, una di quelle parole inerti, mummificate in un’espressione che le tiene inchiodate, come fanno gli spilli del museo con scarabei e farfalle.

pubblicato da t.lorini il 26 ottobre 2007


Appuntamento.

"Uh che bella immagine, grazie!", dico al mio amico libraio che mi ha appena descritto una scena di un romanzo che ha letto. Per ricambiarlo, gliene descrivo una anch’io

pubblicato da t.scarpa il 25 ottobre 2007


Sponsor.

Le Gallerie dell’Accademia sono in restauro, sulle impalcature c’è una facciata posticcia che sorregge due teloni grandi come schermi cinematografici.

pubblicato da t.scarpa il 24 ottobre 2007


Orologio.

Alla Galleria Nazionale di Urbino vedo per la prima volta dal vivo la Flagellazione di Piero della Francesca.

pubblicato da t.scarpa il 23 ottobre 2007


Nome.

Le ho strofinato addosso il suo nome con la punta della lingua ripetendolo fino a che lei ha raggiunto il culmine. Se glielo rifacessi altre volte, chissà, si potrebbe istituire una specie di legame pavloviano fra il suo nome e il suo piacere;

pubblicato da t.scarpa il 22 ottobre 2007


Papa.

Sento una mia amica attrice al telefono, le chiedo come va. "Bene, benissimo. Siamo in scena con un testo di Karol Wojtyla. Un testo teatrale, non un’enciclica," ridacchia.

pubblicato da t.scarpa il 17 ottobre 2007


Peso.

Ho comprato un metronomo. È di legno, la forma è quella classica, a piramide. La negoziante mi mostra la chiave per caricarlo e il peso metallico che scorre sulle tacche della lancetta per modificare la frequenza dal presto al largo.

pubblicato da t.scarpa il 17 ottobre 2007


4’33".

Ho assistito a un’esecuzione di 4’33", il celeberrimo brano silenzioso di John Cage. Come è noto, si tratta in realtà di una performance: il pianista avvicina le dita alla tastiera, esita, rinuncia, apre e chiude il coperchio del pianoforte, siede immobile, ecc. I movimenti della sonata sono i suoi gesti.

pubblicato da t.scarpa il 16 ottobre 2007


Fi-ri-fi-fìii.

In platea, nell’intervallo del quartetto d’archi, due attempati compositori italiani commentano il concerto di ieri sera della loro giovane collega austriaca. "Roba da provare invidia. Praticamente un kolossal.

pubblicato da t.scarpa il 16 ottobre 2007


Oro.

Quest’anno va di moda l’oro. Le scarpe da donna non ce l’hanno soltanto all’esterno, sulla tomaia, ma anche dentro, nella suoletta sotto la pianta del piede, e ai lati: una superficie dorata fodera l’interno, anche in quei modelli che fuori sono di pelle scura.

pubblicato da t.scarpa il 15 ottobre 2007


Democratico.

Da bravo italiano all’estero, stamattina ho voluto fare il mio dovere. Ho trovato sul sito del PD l’indirizzo del seggio più vicino e sono andato a votare per le primarie.

pubblicato da t.lorini il 14 ottobre 2007


14.33.

Per difendersi dalle interpretazioni allegoriche, per tenere a bada assoluto e metafisica, mettere sempre nomi e cognomi, indirizzi, date di nascita, numeri di telefono e codice fiscale delle persone di cui si parla in una poesia, esibire le coordinate identitarie del tu che si invoca.

pubblicato da t.scarpa il 14 ottobre 2007


Tu.

Comprata una raccolta di poesie di una persona che è stata mollata da un’altra. Conosco sia lui che lei, abitano nella mia città. Voluttà da pettegolezzo nello sfogliare il libro alla ricerca dei versi che parlano della loro relazione.

pubblicato da t.scarpa il 14 ottobre 2007


Trasfusione.

Per la strada incrocio un giovane uomo con la barba lunga fino al petto e due bande di capelli lunghi che gli scendono dalle tempie. Cammina tenendo per mano un bambino di quattro o cinque anni.

pubblicato da t.scarpa il 13 ottobre 2007


Ricevimento.

Entro in una casa, la persona che se l’è costruita sta facendo i fatti suoi, mi lascia gironzolare, in camera il letto è verticale, in bagno c’è un acquario in cui gli escrementi fluttuano per un po’ prima di essere eliminati, la cucina è un davanzale, le intemperie condiscono i cibi.

pubblicato da t.scarpa il 12 ottobre 2007


Familiare.

Pochi minuti dopo l’inizio del concerto di musica contemporanea, la violoncellista è stata la prima a fare una faccia strana. Nel teatro era scattato l’allarme antincendio. Sulle pareti pulsavano le luci a intermittenza.

pubblicato da t.scarpa il 11 ottobre 2007


Pennellate.

Da qualche giorno teniamo in casa una dozzina di girasoli dentro un grande vaso. Non li avevo mai guardati così bene da vicino. Capisco perché Van Gogh li ha dipinti con tanta convinzione.

pubblicato da t.scarpa il 11 ottobre 2007


Orgoglio.

Stamattina esco di casa, la locandina del giornale mi coglie di sorpresa, parla di qualcosa che è successo a due passi da qui, non ne sapevo nulla. C’è stata una rapina in pizzeria...

pubblicato da t.scarpa il 11 ottobre 2007