musica

Suicide, da New York con rabbia

“Sai tipo il big bang? C’erano tutti questi gas che si fusero con le galassie e le stelle. Questo è quello che è accaduto con i Suicide; questo caos, come l’universo, venne fuori dalla sostanza gassosa. Ci fu un big bang e io e Marty ci siamo fusi in questa cosa unica”.

pubblicato da s.gaudino il 20 gennaio 2017


Italian punk hardcore

Italia, anni ’80. Nel cuore di un decennio raccontato dai mass media come quello del “riflusso” e del “disimpegno”, migliaia di giovanissimi si gettano nell’avventura del punk.

pubblicato da s.gaudino il 29 settembre 2015


Ornette in excelsis

Ricordo di Ornette Coleman.

pubblicato da j.costantino il 13 giugno 2015


Bohémien

Liberamente tratto da Dunque è proprio finita di Puccini/Giocosa/Illica

pubblicato da m.cerino il 22 maggio 2015


Malafemmena O juke-box al contrario

Quello dell’amore offeso e infamato, che senza alcun pudore dichiara la propria sottomissione al cinismo dell’amata.

pubblicato da m.cerino il 18 febbraio 2015


La sconfinatrice

Roses of the day, il nuovo disco di Debora Petrina.

pubblicato da t.scarpa il 16 febbraio 2015


Salvatore Sciarrino: Intervista sulla musica

“Il compositore oggi comincia a essere vivo quando muore. È molto triste ma è una realtà che contraddistingue la nostra epoca. Si vive di conservazione del passato e tutto ciò che è nuovo nel campo dalla musica è una infinitesima parte di una parte più piccola che è quella rappresentata dalla musica colta. Eppure, viviamo in un’epoca che tende più a conservare e a nutrirsi del passato che del presente”.

pubblicato da s.gaudino il 29 gennaio 2015


Sparate sul chitarrista

Giovanni Truppi live @ Cinema Teatro Lux. Pisa, 6 dicembre 2014.

pubblicato da s.baratto il 10 dicembre 2014


C’è bisogno di Smile

Una sera estiva, un concerto jazz, un Cristo invecchiato imbottito di benzodiazepine...

pubblicato da s.baratto il 29 luglio 2014


Ian Curtis tra identità e immagine pubblica

I ragazzi del 1980 hanno sofferto come pochi. I più erano stati colpiti dalle pallottole che avevano ucciso John Lennon nella fredda giornata dell’8 dicembre, ma molti erano stati già scioccati in primavera dal suicidio di Ian Curtis.

pubblicato da s.gaudino il 30 maggio 2014


Swans, il suono dell’Occidente che crolla

Il nuovo disco degli Swans: niente è più difficile che superare se stessi.

pubblicato da s.gaudino il 12 maggio 2014


Bob Dylan, o quel che ne rimane

In Italia, in questi giorni.

pubblicato da t.lorini il 4 novembre 2013


In memoria di Lou Reed

È morto Lou Reed. Lo saluto con una poesia-cover dedicata a una delle sue canzoni più famose.

pubblicato da t.scarpa il 27 ottobre 2013


Diario Biennale Musicale

Dal quartetto per archi ed elicotteri di Stockhausen a tutto quello che risuona nel resto dell’atmosfera. Un resoconto dal Festival di musica contemporanea appena concluso a Venezia.

pubblicato da t.scarpa il 14 ottobre 2013


La Domenica

Che la domenica la gente litiga

pubblicato da m.cerino il 2 giugno 2013


Ti ho sognato

Sparavi a un delfino, mangiavi una rosa, mettevi un bambino a capo della chiesa.

pubblicato da t.scarpa il 17 aprile 2013


Il mio Vincenzo Jannacci

«Quella voce assurda, impensabile, mezza ubriaca e mezza raffreddata, sgangherata eppure melodiosa...»

pubblicato da s.baratto il 8 aprile 2013


Spiegare in poche parole quanto Jannacci fosse Milano

Per Enzo Jannacci.

pubblicato da s.baratto il 30 marzo 2013


Waking up on christmas morning…
pubblicato da s.baratto il 25 dicembre 2012


Il maestro, la musica, il testo

Il 19 settembre scorso al Regio di Torino, nell’ambito di MiTo, Le Concert des Nations diretto da Jordi Savall, ha eseguito “Le sette ultime parole del nostro Redentore sulla croce”, una delle più belle composizioni di Joseph Haydn. Aggiungendo però la lettura di “Le sette parole dell’uomo” di José Saramago tratto dal libro “Il Vangelo secondo Gesù Cristo. Io c’ero e non ho potuto fare a meno di parlarne.

pubblicato da s.gaudino il 27 settembre 2012


La patria di Ulisse

Va in scena stasera a Regio (per la prima volta a Torino), in forma di concerto "Il ritorno di Ulisse in patria". Una delle prime opere di Claudio Monteverdi che per musicalità e struttura si allontana molto dalla favola pastorale che era l’Orfeo e apre le porte del teatro veneziano al compositore. Complessa, Il ritorno di Ulisse in Patria racconta, sovrapponendole, tutte le storie contenute negli ultimi undici canti dell’Odissea.

pubblicato da s.gaudino il 18 settembre 2012


L’urlo del cigno

Oggi che la musica ha perso la centralità che aveva un tempo nella vita delle persone, e tutto il suono (o quasi) è diventato luccicante e stupido (pop-olare?), ha senso parlare di musica rock d’avanguardia? C’è ancora spazio per una musica che sia d’autore, ma anche muscolare; tosta nel senso migliore del termine, ma anche colta? The seer degli Swans è una risposta affermativa a entrambe le domande.

pubblicato da s.gaudino il 17 settembre 2012


Si apre Mito: Torino e Milano si contendono il primato sulla musica colta

E’ il buon vecchio SettembreMusica tutto ricostituito e rinforzato a presentarsi da un po’ di anni col nuovo nome: MITO. Un grande festival musicale – con 4100 artisti e 28 nazioni ospiti, tavole rotonde, proiezioni di film e spettacoli anche per ragazzi – che mette insieme proposte di musica colta, jazz, pop e contemporanea con equilibrio e una sorprendente freschezza.

pubblicato da s.gaudino il 4 settembre 2012


Americana

Con buona pace del rubizzo deputato legaiolo che qualche anno fa fece ridere il mondo appiccando il fuoco a una catasta di scatoloni, colmi – a suo dire – di leggi inutili, sarebbe auspicabile una norma che vieti l’uso del sintagma vecchio leone nonché del verbo ruggire in tutti le possibili coniugazioni e impieghi fraseologici (“ruggisce ancora”, “non riesce più a ruggire”, “torna a ruggire” ecc…) in riferimento a musicisti che abbiano superato il sessantesimo compleanno.

pubblicato da t.lorini il 23 luglio 2012


Bach

Ho ascoltato una volta ancora la toccata e fuga in re minore di Bach e mi ha fatto questa impressione: Bach descrive l’universo. Noi sappiamo com’è l’universo oggi, e forse Bach quando l’ha scritto non pensava all’universo, pensava a Dio

pubblicato da a.amerio il 16 aprile 2012


Lucio, Glenda e una nota sul cuore

Non sono d’accordo con Ernesto Assante, che su Repubblica.tv considera la morte di Lucio Dalla “una perdita colossale per la musica italiana”.

pubblicato da t.scarpa il 1 marzo 2012


Camera 407

«Ascoltami, dovrai solo portarmi un bicchiere d’acqua ogni tanto e sentire se rispondo, tutto qui, se ti chiedo di aprirmi, tu non mi ascoltare, potrai solo accompagnarmi al bagno quando proprio non ne posso più, ma non deve esserci nessuno per il corridoio, ok?»

pubblicato da a.moresco il 26 febbraio 2012


Skrjabin suona Skrjabin

Etude Op. 8 N. 12. Autore ed esecutore: Aleksandr Nikolaevič Skrjabin. Data di registrazione: 1910.

pubblicato da s.baratto il 5 febbraio 2012


Addio a Montserrat Figueras

Annunciare la morte di Montserrat Figueras equivale ad annunciare la fine di un amore forte e intenso. Con un dolore profondo in mezzo al petto.

pubblicato da s.gaudino il 23 novembre 2011


Non è mai troppo tardi

(per scoprire Federico Fiumani)

pubblicato da m.rossari il 24 maggio 2011


How Many Times…

Bob Dylan in Cina e Vietnam

pubblicato da ilprimoamore il 15 aprile 2011


On some faraway beach

David Sheppard racconta Brian Eno.

pubblicato da g.fuschini il 22 marzo 2011


Dolgaja schastlivaja zhizn’

Una lunga vita felice,
una vita così lunga e felice,
d’ora in poi una lunga vita felice
per ciascuno di noi...

pubblicato da s.baratto il 28 dicembre 2010


St. Stephen
pubblicato da s.baratto il 26 dicembre 2010


La musica serve, è un diritto e una medicina

Siamo musicisti e siamo italiani. Il nostro lavoro nasce dalla nostra Storia, dalle nostre biblioteche. Continua nei teatri di tutto il mondo, e nelle tante registrazioni che ridanno corpo a suoni e pensieri antichi di secoli. Siamo la generazione dei cosiddetti musicisti filologi o "storicamente informati", ossia la corrente che sgorga e rimuove i detriti rivelando tesori dimenticati. Se fossimo olandesi, o francesi, o tedeschi, il nostro Stato ci sosterrebbe, sia pure a fatica nelle presenti difficili circostanze, quali ambasciatori della cultura nazionale.

pubblicato da t.scarpa il 28 novembre 2010


OK Computer

È inutile resistere, già al minuto 00:33 di "Airbag", nell’istante in cui entra il basso, vengo scagliato inesorabilmente indietro nel tempo, con una botta d’accelerazione tipo quelle che si vedono nei film di fantascienza quando i nostri eroi entrano nell’iperspazio e tutte le stelle all’improvviso si allungano come stringhe di luce bianca sul parabrezza infrangibile dell’astronave

pubblicato da s.baratto il 19 novembre 2010


Avvertimento confidenziale per i critici

Egregi signori, per molti di voi questo disco costituirà forse il primo incontro con le composizioni per pianoforte di Bizet; così è stato per me, e posso quindi immaginare quale sarà la vostra gioia davanti a questa scoperta.

pubblicato da a.tarabbia il 11 novembre 2010


Le viscere del rock

Avevo sedici anni e dovevo trovare il sacro fuoco del rock’n’roll. Non l’avevo rintracciato sui palchi maggiori, così mi ero inoltrato nei sentieri meno battuti della festa, trovando una discreta folla che si aggirava davanti a un palchetto defilato.

pubblicato da m.rossari il 10 ottobre 2010


Kerouac

Dappirima c’era un giovanotto seduto davanti al televisore in canottiera a bere birra con sua madre. Poi coll’andar del tempo questo giovanotto è diventato un uomo maturo in canottiera che beveva birra davanti al televisore in compagnia di sua madre.

pubblicato da a.amerio il 22 settembre 2010


American Indie

Gli anni ’80? Di plastica. Questo è di solito il giudizio sul decennio più maltrattato del secolo scorso. Un giudizio tanto più crudele se applicato alla musica anni ’80 di Tears For Fears, Pet Shop Boys & compagnia. Suono sintetico, senz’anima, pop patinato nel migliore dei casi, che in effetti merita una valutazione artistica niente meno che severa.

pubblicato da t.scarpa il 1 settembre 2010


Io sono Tony Scott, ovvero Come l’Italia fece fuori il più grande clarinettista del jazz

Una delle più belle sorprese di questo entusiasmante Locarno 2010, Io sono Tony Scott ha avuto un’affluenza di pubblico tanto imponente da spingere il Festival ad organizzare una proiezione supplementare per sabato pomeriggio (Kursaal, ore 14). Per inciso, chi scrive è riuscito entrare in sala solo perché si è presentato con 40 minuti d’anticipo.

pubblicato da t.lorini il 12 agosto 2010


Il culto delle star, dei morti e di Don DeLillo

Un lungo pezzo dedicato a DeLillo dal nuovo quasi blog di Francesco Guglieri: L’Eugenio (Letteratura e compagnia danzante). Ne esiste anche una versione tascabile assolutamente da vedere: ritratto ironico e malinconico del critico come uomo di gusto, repertorio "intimo" di giustapposizioni, rarità e mirabilia. Un esempio di cosa fare della rete quando si posside un raffinato talento critico privo di narcisismo. (a.a.)

pubblicato da a.amerio il 13 luglio 2010


Perché (non) il jazz

Da jazzofilo di vecchia data, ho vissuto un periodo in cui il jazz era di gran lunga più popolare di oggi: gli anni Settanta - del decennio precedente avevo catturato solo l’ultimo scorcio. Eppure anche allora, ricordando che cosa si amava e che cosa no, e ricostruendone i perché, non direi che il jazz godesse di un’immagine adeguata. Credo oltretutto che non ne abbia goduto mai.

pubblicato da t.lorini il 1 luglio 2010


Intervista a Moltheni

Moltheni, al secolo Umberto Giardini, è una delle realtà più importanti del panorama pop rock alternativo italiano. Nel 2009 ha pubblicato Ingrediente Novus, in cui re-interpreta i suoi brani più famosi. Ma appena prima di imbarcarsi nel tour promozionale, inaspettatamente, Moltheni ha dichiarato di volersi ritirare dal mondo della musica

pubblicato da c.benedetti il 30 giugno 2010


Wicked Messenger

Il prossimo marzo cadrà il 50° anniversario del debutto discografico di Bob Dylan. Dopo mezzo secolo, colui che è stato osannato come poeta, insultato come traditore (celebre il "Giuda!" che gli gridò un fan a Manchester nel ’66), che è stato idolatrato come "voce di una generazione" e dato innumerevoli volte per finito, che si è definito semplicemente a song and dance man e che nelle parole di Tom Petty, uno dei molti suoi compagni di strada, ha "influenzato assolutamente tutto" resta un enigma.

pubblicato da t.lorini il 23 giugno 2010


Dei di un perduto rock.

La canonizzazione del libro di Simon Reynolds, Post-punk è stata pressoché istantanea. Nel 2005, alla sua uscita in inglese, fu celebrato come il tanto atteso manuale che finalmente riusciva a sondare le innegabili complessità di un genere musicale così variegato e multiforme. Le recensioni furono entusiastiche.

pubblicato da c.benedetti il 10 aprile 2010


Bud Powell, Paris, 1959

Mai visto un dolore così dolce.
La roba, anche se nel 1959
non la chiamavo "roba", s’era sbranata via tutta la sua sua tecnica.

pubblicato da t.lorini il 26 marzo 2010


Neve

Non riesco a non pensare che questo lento assolo di Monk
sembra in qualche modo accordarsi
alla neve
che sta scendendo stamattina

pubblicato da t.lorini il 21 marzo 2010


Monk Himself

Fra i molti episodi raccolti in questo libro strepitoso - e da poco ripubblicato in edizione rivista e corretta - mi strappa sempre un sorriso la descrizione di un concerto del 1975, uno degli ultimi per Thelonious Monk.

pubblicato da t.lorini il 13 gennaio 2010


Kind of Foe
pubblicato da s.baratto il 7 gennaio 2010


Listening to Grace
pubblicato da a.tarabbia il 4 gennaio 2010


Monk

– Monk,
ti scrivo una poesia
che non conta e costa
niente dietro un vetro
dove speculo e rispecchio
monkagente in un pomeriggio di
silenzio (come tutti i
pomeriggi del pianeta).
Tra una nota e l’altra
– esita il profeta.

pubblicato da m.rossari il 17 dicembre 2009


Come nasce una voce

Non ne potevo più di tutta quella massa di lardo che era cresciuta col tempo attorno alla mia voce. Che la mia voce dovesse uscire da quella botte di grasso in forma di donna. Volevo sbarazzarmi di quel fardello perché rimanesse solo la voce, la mia voce.

pubblicato da a.moresco il 16 dicembre 2009


Crepuscule With Nellie

Monk al Five Spot,
notte fonda,
Ruby My Dear, Epistrophy.
Il locale quasi vuoto
Per il brutto tempo.

pubblicato da t.lorini il 2 dicembre 2009


Poesia in cui commetto l’errore di paragonare Billie Holiday a una lavandaia cosmica

Stavamo tornando in auto dal negozio di dischi del centro commerciale
quando Terrance mi ha detto che Billie Holiday
non era il simbolo dell’anima dei neri.

pubblicato da t.lorini il 28 novembre 2009


Strange fruits

Strange fruits, la rubrica che inauguriamo oggi con una poesia di Tony Hoagland dedicata proprio a Lady Day, raccoglierà materiali sulla musica. Non solo jazz, ovviamente, né solo poesie.

pubblicato da ilprimoamore il 28 novembre 2009


“La musica nascosta” vince il Prix Italia 2008

La 60a edizione del Prix Italia, premio mondiale per la radiofonia e la televisione, è stata vinta nella sezione "Radio Music – Composed Work" da La musica nascosta, interpretata da Claudio Bisio, musica di Michele Tadini, testo di Tiziano Scarpa.

pubblicato da t.scarpa il 20 settembre 2008


Andiamo a vedere Le luci della centrale elettrica

«Mentre mi parli contribuisci allo scioglimento dei ghiacciai» «e i tuoi capelli, che sono fili scoperti» «cosa racconteremo, ai figli che non avremo, di questi cazzo di anni zero».

pubblicato da a.tarabbia il 11 giugno 2008


Joy Division, dalla caverna alla stanzetta

Una sera dell’autunno 1979 la radio sparò nella mia stanzetta di adolescente una ritmica compressa e aggressiva. Pochi secondi e un giro di basso si aggiunse alla batteria: una pulsazione profonda e melodica come mai si era sentita prima. Poi fu il turno della chitarra, dopo ancora di una voce satura di sonorità abissali, come se il cantante avesse eseguito la registrazione da dentro una caverna. "Aspettavo una guida che venisse a prendermi per mano" gridava.

pubblicato da t.scarpa il 28 aprile 2008


Trane

Oggi cade il quarantesimo anniversario della morte di John Coltrane. Ieri sera alla radio hanno mandato tutta "My Favorite Things".

pubblicato da s.baratto il 17 luglio 2007


L’icona davanti al Muro

Lou Reed è l’uomo che nel 1973 ha trasfigurato l’idea di Berlino dando il nome della città del Muro a un album leggendario che è un’epopea famigliare in interni, un canto borghese e decadente alla propria vita privata e a quella dei personaggi della wild side.

pubblicato da a.tarabbia il 11 luglio 2007


Io se fossi Dio

Io se fossi Dio
e io potrei anche esserlo
sennò non vedo chi.

pubblicato da s.baratto il 13 marzo 2007