racconti

Il bianco e il rosso

Un altro racconto inedito.

pubblicato da a.moresco il 22 febbraio 2017


La creazione

Un racconto inedito.

pubblicato da a.moresco il 21 febbraio 2017


La Pece – parte prima

La prima parte di un romanzo.

pubblicato da t.iacconi il 16 febbraio 2017


Effe, l’oasi del racconto

Breve ricognizione dell’ultimo numero di Effe, Periodico di Altre narratività, contenente un brano introduttivo più otto racconti.

pubblicato da e.macioci il 24 gennaio 2017


Highlanders a Briançon

Forma: Racconto. Genere: Azione, Fan fiction, 18+ Tempo di lettura: 9 minuti. Trama: Briançon, 2017. Prima di lanciarsi in una spietata caccia all’uomo, due Highlanders ricordano il loro capodanno di cent’anni fa.

pubblicato da a.amerio il 24 gennaio 2017


Le mosche cherubiche

Fulgidi soli.

pubblicato da s.nelli il 5 dicembre 2016


Sulla corriera

«Un giorno ai primi di maggio quando salii sul pullman per tornare a casa vidi che per una volta era sola, seduta accanto al finestrino come sempre». Un ricordo, un racconto: un’altra gemma da Atlante con figure.

pubblicato da t.scarpa il 29 ottobre 2016


Pacco bomba

Stamattina ho aperto gli occhi e li ho richiusi. Ho visto il pacco bomba ai piedi del materasso e sono rimasta immobile, pancia sotto, il naso mezzo schiacciato sul cuscino. Questo mi frega: l’andirivieni di comunione e secessione.

pubblicato da s.nelli il 16 ottobre 2016


La spuma

Un’altra pagina da «Atlante con figure». Un bambino negli anni Cinquanta, i dettagli che si incidono nei ricordi, l’esperienza di sentirsi tutt’uno con chi ti sta accanto.

pubblicato da t.scarpa il 21 settembre 2016


Crema e cioccolato

Da «Atlante con figure», molto più che un ricordo d’infanzia: la nascita del senso di appartenenza a una comunità in un bambino italiano negli anni Cinquanta.

pubblicato da t.scarpa il 15 settembre 2016


Trilogia della guerra, #3 - Decapitazione

Un racconto dall’inedito "Atlante delle meraviglie".

pubblicato da r.gerace il 21 luglio 2016


Trilogia della guerra, #2 - Carro armato, meglio conosciuta come "Il sacrificio di Isacco"

Un racconto dall’inedito "Atlante delle meraviglie".

pubblicato da r.gerace il 12 luglio 2016


Trilogia della guerra, #1 - Necrologio

Un racconto dall’inedito "Atlante delle meraviglie".

pubblicato da r.gerace il 5 luglio 2016


L’America nel barile

La filologia si riproduce per partenogenesi.

pubblicato da r.gerace il 29 aprile 2016


A.R.S.P.O.E.T.I.C.A.

Un racconto.

pubblicato da t.iacconi il 19 febbraio 2016


Il bavero

Oggi ho aiutato un migrante: mi trovavo sul treno, trasportato come al solito da un punto a un altro della Terra...

pubblicato da c.benedetti il 7 febbraio 2016


Questo cane felice non ha più fame

Si chiedeva spesso se confidarglielo come lo vedeva, cosa gli sembrava, quanta voglia avesse di tenerlo sulle gambe, cantargli una canzoncina, fargli fare su e giù come una bambina, come si dovesse trattenere dal non camminargli avanti, o stargli attaccata alle spalle per coprire con i palmi ogni spigolo. E non del piacere che sentiva ma dell’obbligo che provava e che le faceva credere che l’uomo fosse davvero il suo bambino perché se fosse stato vero il contrario l’impeto non sarebbe stato impeto, torturante, continuo, perciante, ma lezioso affetto. Non quell’ansia così piena di spavento.

pubblicato da m.cerino il 22 dicembre 2015


La cattiva madre

Non li chiamano più manicomi. Lo stesso ci legano le braccia, frugano nelle nostre carni, scavano nelle pupille...

pubblicato da c.benedetti il 17 dicembre 2015


Sotto un tiglio

Una fiaba.

pubblicato da r.gerace il 25 novembre 2015


Signora della guerra

“Io pianifico gli attentati e le rappresaglie. Io coordino i rastrellamenti delle truppe e le imboscate della guerriglia. So com’è arredato il bagno di casa tua, e da quale punto farvi irruzione.”

pubblicato da t.scarpa il 18 novembre 2015


Vittoria o morte

Un racconto di Danilo Soscia.

pubblicato da r.gerace il 19 settembre 2015


Io lo capisco

Giò decise di fermarsi lungo il fiume di ciniglia. La spazzatura intrappolata nelle radici dei salici faceva affiorare piccole isole arrossate di plastica e latta. Eravamo arrivati. L’aria fresca mi asciugò la gola e non riuscii neanche ad esprimermi con uno dei miei soliti mugolii, ma Gio capì e m’inclinò la testa. Fu delicato, come al solito, ed io ero felice ma avevo paura di sbavarmi addosso.

pubblicato da s.nelli il 17 maggio 2015


E torneremo a dibattere, a tempo debito, di Eutanasia

Un racconto.

pubblicato da t.iacconi il 15 aprile 2015


Il volto del dissesto

Un estratto da un romanzo ancora inedito.

pubblicato da a.moresco il 24 marzo 2015


Fine dei giochi

Nella città bombardata, Ashur e i suoi amici giocano, sognano e si aggirano tra le macerie in cerca di giocattoli: una storia di amicizia e lealtà.

pubblicato da s.gaudino il 2 febbraio 2015


Al caffè dell’anima

Avrebbe dovuto farsene una ragione. E presto anche, visto che non aveva nessuna intenzione di cedere alla fitta che avvertiva in mezzo al cuore.
I bambini le avrebbero fatto delle domande. Doveva prepararsi alle brusche reazioni di Giorgia e al malumore di Fabio. Perché a lui, Salvio sarebbe mancato per sempre.

pubblicato da s.gaudino il 23 dicembre 2014


Comparse anime sparse

Il teatro assiste le sue comparse più di quanto la realtà assista un assassino che la fa franca.

pubblicato da m.cerino il 16 dicembre 2014


Scarlett Johansonn nuda

Se cliccate qui.

pubblicato da t.scarpa il 25 ottobre 2014


Cara Cara

Si era quindi voltata a guardare la strada cercando lo sguardo di un passante – che corrispondesse a una premonizione, che negli occhi portasse un senso –, lo avrebbe seguito muta dopo esser scesa dalla macchina senza dare una spiegazione.

pubblicato da m.cerino il 1 settembre 2014


In libreria

Senta, ancora una cosa...

pubblicato da s.nelli il 11 luglio 2014


“Tu leggi, io crepo”

La vita agra di Luciano Bianciardi non è un romanzo metaletterario né semplice narrativa sindacale. È la storia di un personaggio-traduttore e del suo spossessamento. È un’opera che ha rivelato in anticipo la logica pubblicitaria dello sperimentalismo postmoderno

pubblicato da c.benedetti il 8 luglio 2014


La morte, l’amore, le onde

Uno dei più bei racconti d’amore che abbia mai letto.

pubblicato da a.moresco il 26 giugno 2014


Walk on the Mountain

Pubblichiamo le parti iniziali di un’opera ancora inedita di Giuseppe Villa.

pubblicato da a.moresco il 18 maggio 2014


La venuta

"Cos’è questo?" si meravigliò il vescovo e cominciò a ispezionare lo strano oggetto venuto giù nel mezzo della piazza durante la notte. Nel frattempo, il sole già alto lo faceva brillare in modo accecante. – Dalla raccolta inedita Cosa ha visto Parigi.

pubblicato da s.gaudino il 19 febbraio 2014


David Bowie contro il 1977

Mi basta guardare una qualunque fotografia di David Bowie per tornare a un mercoledì sera alla fine del 1977. Avevo dodici anni e la televisione trasmetteva Odeon.

pubblicato da s.gaudino il 12 febbraio 2014


Il paesaggio

«Ma il tuo dolore mi penetra fin nelle fibre più strette del mio corpo universale.» (A. Rosselli)
Una vita in tre fotografie.

pubblicato da a.moresco il 24 gennaio 2014


Camminare da solo, di notte

Pubblico qui, con alcune modifiche, questo racconto uscito sul nuovo numero di "Granta" - diretto da Walter Siti e dedicato alle dipendenze - e apparso anche in forma ridotta sulla "Repubblica" del 2 ottobre 2013.

pubblicato da a.moresco il 9 dicembre 2013


Casa stazione

Lorenzo Mercatanti continua a raccontare la sua Prato.

pubblicato da s.nelli il 30 novembre 2013


Il topo sognatore e altri animali

Esercizi di paezoologia.

pubblicato da s.nelli il 11 ottobre 2013


Rompersi

«Per tutta la sera avevo pensato a come tener ferme le gambe e le braccia. A non mordermi l’avambraccio, a non fare il solito malato paralitico che non sa fare niente»...

pubblicato da s.baratto il 30 giugno 2013


Il divano

Doveva ammazzarsi sul divano, e il cielo, scuro, era il giorno giusto.

pubblicato da a.moresco il 20 maggio 2013


Controllore del cazzo

«Dopo una settimana di pioggia ti convinci che il sole che vedi fuori dalla finestra sia caldo. Sia il padre che non hai, i soldi che non hai, la ritrovata speranza perduta. E quindi sorridi e ti vesti più leggero del solito. Ma appena esci fuori ti accorgi che è tutto fottutamente falso. Tutto è freddo come i giorni di pioggia. Ritorni a casa e indossi qualcosa di più pesante. Riscendi e il tram ti passa davanti. Lo perdi. L’altro passerà tra 20 minuti.»

pubblicato da a.moresco il 30 aprile 2013


Quell’auto là fuori
pubblicato da s.nelli il 7 marzo 2013


La morte di Zeno

La casa dell’umanità è senza tetto

pubblicato da s.nelli il 26 febbraio 2013


Io maritata

Un racconto per immagini della "Alberata Aversana" accompagnata da testi che ne testimoniano la presenza sul territorio già da un tempo antico.

pubblicato da s.gaudino il 21 febbraio 2013


Un’assenza certa

La piazza era un grande spazio vuoto. Il vuoto in questo paese è qualcosa di solido: un compagno, una compagna un amico; può essere, il vuoto, anche un invitato a tavola, un’assenza certa.

pubblicato da s.gaudino il 14 febbraio 2013


Cinque feste della città di A.

79, 85, 89, 96 e 04.

pubblicato da s.baratto il 31 gennaio 2013


Ogni bene utile

E fu proprio tornando dal suo giro pomeridiano che Nina lo trovò steso a terra nel bagno con la patta abbassata e il sesso penzolante verso il lato sinistro, disteso supino com’era.

pubblicato da m.cerino il 9 gennaio 2013


Fortunatamente le lettere erano brevi

Questa storia non so bene dov’è iniziata, a un certo punto mi sono trovato al bar tabacchi qua a Milano lo conoscono tutti,chi lo chiama bar tabacchi, chi lo chiama dal baffo, chi lo chiama da Peppuccio, lì, prima dell’angolo, poi dietro l’angolo ci sono quei due locali con la gente.

pubblicato da t.lorini il 20 dicembre 2012


A farewell

Ieri ha chiamato Sandra, la mia cara amica, te la ricordi? Ci hai cresciute insieme, come fossimo due sorelle. Io le voglio bene ma provo angoscia quando qualcuno si preoccupa troppo per me. Ogni sera mi telefona per chiedermi come sto e io devo risponderle che sto bene.

pubblicato da s.baratto il 15 dicembre 2012


Antigone sono io

La storia di Antigone colpisce al cuore, ancora oggi, e fornisce una chiave di lettura alle proprie storie. Questa è una di esse: la storia di una donna che ha partecipato alla lettura collettiva della tragedia di Sofocle. E l’ha usata per raccontare se stessa, prendendo a prestito un personaggio, una storia, un sentimento e un’emozione per farla sua e restituirla.

pubblicato da s.gaudino il 4 dicembre 2012


Due prose brevi e una lettera sentimentale

Relazionismo spiccio

Perde la memoria in continuazione, ma la memoria che consideriamo, della sua vita, non è la memoria dei fatti e di cose e persone, è la memoria degli affetti. Talvolta sembra che ogni suo legame stretto in vita sia ora, d’un tratto, senza storia, che tutti gli siano egualmente stranieri. Guardandolo dall’alto, possiamo vedere le distanze dagli altri crearsi e disfarsi.

pubblicato da s.baratto il 13 settembre 2012


Stronzi

La Svizzera italiana è troppo spesso liquidata, anche nel campo della narrativa, con una serie di stereotipi superficiali (i prati verdi, le banche, gli orologi, le mucche, l’ordine ecc…). Questa terra di frontiera, così vicina eppure così ineluttabilmente altra rispetto all’Italia non pare aver trovato ancora una voce capace di raccontarne le peculiarità.

pubblicato da t.lorini il 6 settembre 2012


Oggetti preziosi: la bicicletta

Arrivò in una sera d’estate. Quella bicicletta era il regalo di mamma e papà per essere stato promosso all’esame d’ammissione alle medie. Era costata ventiquattromila lire, una enormità. Non ero stato io a chiederla, non l’avrei mai fatto: sapevo quanto fossero duri da guadagnare i soldi per i miei.

pubblicato da t.scarpa il 24 agosto 2012


Oggetti preziosi: due ruote

Sulla Vespa azzurra dello zio Umberto salivo per andare al mare. Dietro, seduta all’amazzone e col foulard in testa, c’era la zia. Io viaggiavo in piedi, tra le gambe del guidatore, reggendomi al manubrio. Il vento mi colpiva in viso e mi costringeva a tenere gli occhi chiusi per quasi tutto il tempo.

pubblicato da t.scarpa il 1 luglio 2012


L’uomo cannone

La tutina di scena si indossa senza biancheria sotto, per non mostrare cuciture ridicole. Ci si sente nudi. A me piace l’idea che molte famiglie dal prato stiano con gli occhi puntati su ogni rigonfiamento del mio fisico niente male. Grazie alla seconda pelle di nailon, posso godermi il brivido delle cose vietate, senza essere arrestato per atti osceni. Non sono un esibizionista, sono un uomo cannone.

pubblicato da a.tarabbia il 28 giugno 2012


Confessione

Sofìo Berleffi cammina veloce con l’auto per andare a prendere il sacramento della Penitenza: domani porta Martina in isposa. Mentre viaggia, pensa e ascolta un CD che gira da qualche settimana, forse un mese. Ne è stufo ma la pigrizia finora gli ha impedito di cambiarlo.

pubblicato da a.tarabbia il 6 giugno 2012


Oggetti preziosi: palloni

Per avere in regalo il pallone di plastica ci voleva un album pieno di figurine. Per quello di cuoio, addirittura cinque. Mai nessuno riuscì ad averlo: era già così difficile riuscire a completarne uno.

pubblicato da t.scarpa il 1 giugno 2012


Oggetti preziosi: musica classica

Ebbi il primo contatto con la musica classica quando avevo una decina d’anni. Ogni tanto andavo, di pomeriggio, a casa di un mio compagno. Suo padre era il medico condotto del paese, e s’adattava anche a fare da cavadenti. La casa era piena di oggetti misteriosi e interessanti. Il mio amico, però, vigilava a che non ne toccassi nessuno. Mi mostrava le cose, ma non mi permetteva di maneggiarle. Un giorno, in sala da pranzo, aprì un grosso mobile di legno chiaro. Rimasi senza fiato.

pubblicato da t.scarpa il 18 maggio 2012


Oggetti preziosi: le valvole

La luce andava via spesso, anche quando non c’era il temporale. Accesa una candela, la prima cosa da fare era assicurarsi che non se ne fosse andata solo da noi. Se affacciandosi sul terrazzo intorno era tutto buio, si rientrava, si accendevano altre candele e si aspettava. A me piaceva la luce delle candele. Diventava tutto più bello e più misterioso.

pubblicato da t.scarpa il 14 maggio 2012


Tramonto Italia

Poche frasi tratte da un inedito di Federico Febbo, indefinibile testo all’insegna dell’enfasi teatrale, dell’altisonanza e dell’ingorgo emozionale.
(Antonio Moresco)

pubblicato da a.moresco il 9 maggio 2012


I ceci e il teschio di Goya

Don Francisco è morto nel silenzio e nell’immobilità, come muoiono tutti. Da alcune settimane non dipingeva più, perché non poteva muovere la parte destra del corpo: l’ictus l’aveva colpito nel secondo giorno del mese di aprile, e da allora Don Francisco non si era più mosso né aveva pronunciato una parola. Chiuse gli occhi il 16 aprile dell’anno 1828, in terra straniera, e fu sepolto la mattina successiva nel cimitero della Chartreuse, a Bordeaux. Si racconta che, un mese dopo la sepoltura, la tomba non avesse ancora una lapide, perché ai francesi di quello straniero che aveva dipinto i duchi e i folli, i malati e gli uccisi, non importava nulla, e non importava nemmeno agli spagnoli – perché agli spagnoli non importa mai di niente.

pubblicato da a.tarabbia il 7 maggio 2012


Sulla Bellezza

Le dieci stelline

Nella fila di bambine, Giada non riesce a stare ferma, più alta delle compagne e più grossa ché il tutù le sta troppo aderente. Oltre la porta, suo padre i nonni le altre famiglie scricchiolii di seggiole mescolati al vocio che rimbomba nella grande sala. L’insegnante cammina per il corridoio avanti e indietro tra le bambine, sfiora i loro capelli, sussurra i passi da tenere a mente; soprattutto ce l’ha con Giada. La palestra non è quella che conoscono, il quartiere è lontano come andare fuori città, e tocca a loro – fra tutte le scuole danza di Roma che partecipano – esibirsi per prime. Giada però si ripete a mezza voce «Io ce la faccio» come ha imparato in questi mesi avventurosi.

pubblicato da m.cerino il 7 maggio 2012


Oggetti preziosi: anni Cinquanta

Il televisore era ospitato nella stanza più bella. Aveva una cassa di legno scuro, grande e profonda. Per ripararlo dalla polvere, quando non era in uso veniva ricoperto con un panno ricamato.

pubblicato da t.scarpa il 27 aprile 2012


Oggetti preziosi: l’occhio magico

La radio di zia Antonina mi piaceva perché aveva “l’occhio magico”, una luce verde sul davanti che diventava stretta stretta quando la stazione era stata “presa” bene. Grande, con una bellissima cassa di radica lucida, la radio era posata sopra un mobile che in una specie di cassetto scorrevole ospitava il giradischi e i dischi.

pubblicato da t.scarpa il 20 aprile 2012


Il tocco della miseria

Si pensa che gli enormi stravolgimenti riguardanti le persone si compiano sempre nel ventre di scene madri; una malattia, per esempio, incurabile, di morte veloce o curabile solo un minuto prima della morte e lunga e logorante tanto da alludere a una rinascita e quindi a una vita nuova, così a un grande stravolgimento; o a un assassinio, a un’altra morte che subisci in modo differente, inaspettato a cui inizi a pensare solo un istante dopo che è accaduto o lo hai saputo e la sua eco si ripete costantemente,

pubblicato da m.cerino il 18 aprile 2012


Il bacio della contessa

Giunto in Place Vendôme Louis si fermò davanti al negozio del suo amico Bucheron e tirò fuori dalla tasca del soprabito un biglietto rosa pallido su cui vi erano scritte, con una grafia piccola e morbida, le istruzioni che avrebbe dovuto seguire per incontrare Virginia. Era da tanto tempo che non la vedeva.

pubblicato da s.gaudino il 13 aprile 2012


Oggetti preziosi: la Singer

Ogni tre mesi, il tecnico veniva a fare la manutenzione alla Singer nera della mamma. Era un uomo sulla cinquantina, alto e magro, con i capelli brizzolati tagliati alla Umberto. Era serio, silenzioso. Indossava sempre una giacca grigia, la camicia bianca e una cravatta scura. Aveva con sé una borsa nera che conteneva i suoi piccoli attrezzi. Smontava la macchina, toglieva la polvere dai vari pezzi servendosi di un pennellino, poi li ungeva con l’olio che usciva da una scatoletta tonda d’ottone munita di un lungo becco.

pubblicato da t.scarpa il 12 aprile 2012


Coricarsi presto

Un racconto tratto dalla raccolta inedita Organza.

pubblicato da a.moresco il 11 aprile 2012


Sulla Bellezza

di Diego De Silva

E insomma, ti stavo dicendo, l’altro ieri ai giardini c’era questo giovane padre con un bambino che avrà avuto, boh, due anni, anche meno, e camminava a stento, si vedeva che stava ancora imparando, infatti ogni tanto cadeva in avanti, restava un po’ spiazzato, faceva due o tre passi a gattoni dopo di che andava in stallo, come se qualcosa di fondamentale non gli tornasse,

pubblicato da m.cerino il 10 aprile 2012


Oggetti preziosi: la stufa

[In questi giorni sta avendo molta fortuna un dizionario di cose e situazioni che facevano parte della vita di tutti i giorni decine di anni fa. Roberto Michilli aveva già scritto da tempo una sua rassegna di cose perdute, un libro incantevole ancora inedito. Ci era piaciuto molto, e avevamo pubblicato alcuni dei suoi "oggetti preziosi" nel numero 3 del "Primo amore" su carta. T. S.].

La stufa si chiamava anche cucina economica. Stava al centro della parete di sinistra, entrando. Era tutta di ferro, smaltata di bianco. Il piano di ghisa era fatto di tanti cerchi via via più larghi.

pubblicato da t.scarpa il 6 aprile 2012


Sulla Bellezza

Da oggi e ogni lunedì diversi autori italiani interverranno sul sito ilprimoamore.com con scritti dal tema La Bellezza.

Quando ti inarchi

Quando ti inarchi, io non so bene se inneggiare semplicemente al creato o prenderti tra le dita e alzarti verso la luce, come un calice. Tenendoti tra pollice e indice, sollevarti e valutare colore, pasta, consistenza. Poi, portarti alla bocca.

pubblicato da m.cerino il 26 marzo 2012


La Domenica di sabato

L’avrebbe scopata una terza volta se non si fosse sentito così infelice. Se quel semplice movimento che avrebbe dovuto portarlo da un lato all’altro del letto non fosse stato la conferma di come facilmente il loro legame, andato avanti sette anni, potesse stringersi in un arco di due secondi.

pubblicato da m.cerino il 7 marzo 2012


Le Lucine! Babbo, guarda le lucine!

Nel sogno sono in uno scantinato, ci sono diversi letti, saremo un 6-7 che dormiamo e vegliamo, un occhio sì un occhio no, fa freddo e le macchie di umidità e la luce lunare ad animarle

pubblicato da s.nelli il 26 febbraio 2012


Tutto e solo quello che so di te

Hai scelto un nickname bellissimo

In famiglia vi chiamavamo i De Vito, perché tuo papà assomigliava un po’ a Danny De Vito, basso e calvo. Mio padre ogni tanto diceva “oggi all’edicola ho visto dannydevito” e tutti ridevamo, anche se mia sorella ogni tanto diceva “va a finire che una volta o l’altra ci scappa di chiamarli De Vito in loro presenza”

pubblicato da t.scarpa il 15 febbraio 2012


Cose salvate dalla sabbia

Gli animali gommosi con quell’odore irresistibile di idrocarburi aromatici, serpenti, kraken, pesci preistorici, orribili creature di altri pianeti, altre dimensioni, mostri immaginari, insetti giganti cannibali, esseri mai immaginati prima, molli, slogati, flessibili [...]

pubblicato da s.baratto il 9 febbraio 2012


Sei minuti

Il racconto che apre la raccolta Antropometria (NEO Edizioni, 2010).

pubblicato da s.baratto il 5 febbraio 2012


Soli in un angolo a fumare

Mario aveva la mano sinistra deforme. La teneva sempre infilata nella tasca dei pantaloni e non la faceva vedere mai a nessuno

pubblicato da s.nelli il 29 gennaio 2012


Quattro pezzi brevi

PRIMA DEL SEMPRE SENZA FINE

L’EGOCENTRICO

L’AMBIZIONE

SCOSTUMATO

pubblicato da s.nelli il 29 gennaio 2012


Il miracolo

La mia maestra si chiamava Francesca ma tutti la chiamavano semplicemente Franca: era una donna alta, di una certa età – almeno così credevo – con i capelli ondulati nero corvino.

pubblicato da s.gaudino il 13 dicembre 2011


Monoporzioni

Da circa tre anni, ogni domenica pomeriggio Marco accompagna Claudia alla stazione. All’inizio avevano preso l’abitudine di andare con la metropolitana, da piazza Vanvitelli bastava prendere la linea 1 e poi la linea 2 da piazza Cavour, mezz’ora in tutto se si beccava la giusta coincidenza dei treni.

pubblicato da s.gaudino il 20 novembre 2011


Autogrill

Congedo

Quando ci siamo finalmente lasciati dopo quattro anni di crisi continue, tanto che ormai mi sentivo un professionista, il giorno dell’evento avrei voluto prendere il mio scooter e scorrazzare per la città. Ma il mio scooter era stato da poco venduto e allora mi sono messo a camminare.

pubblicato da s.nelli il 14 novembre 2011


La domenica di sabato

Un mio racconto apparso sul sito Vicolo Cannery.

pubblicato da m.cerino il 6 ottobre 2011


Su Uwe Timm.

La morte, i tigli, le Germanie.

pubblicato da a.tarabbia il 3 ottobre 2011


L’uomo che porta a spasso il cane

Un po’ per volta sono entrato in confidenza con l’uomo che porta a spasso il cane, l’altro giorno siamo arrivati al punto in cui mi dice, se per tre giorni vedi la mia macchina parcheggiata nello stesso posto, puoi far forzare la porta di casa mia.

pubblicato da s.nelli il 30 agosto 2011


Il fegato di Prometeo

Ero sudata, sporca. Guardavo l’orologio a muro dell’ufficio, il borsone sotto il tavolo. Il tempo passa comunque. Alle 16 in punto sono uscita e ho trovato Erni in perfetto orario, con la macchina parcheggiata sotto l’ombra di un albero.

pubblicato da s.nelli il 5 agosto 2011


Il migliore della sua generazione

Vincenzo allunga la mano verso il mouse – sta per iniziare una breve mattina di lavoro; alle undici deve andare al Gefab e poi entro le tre essere all’università.

pubblicato da a.tarabbia il 2 agosto 2011


Per filo e per sogno

Quattro istantanee per (non) concludere il Cammina cammina

pubblicato da a.amerio il 18 luglio 2011


Una scarpa sola

Appoggiate sui sedili posteriori insieme alla baguette, le buste della spesa hanno avuto un sobbalzo a causa di un dossetto artificiale

pubblicato da s.nelli il 4 luglio 2011


I piedi per terra. Ganzo journalism.

Cammina Cammina è arrivato in Toscana

pubblicato da a.amerio il 8 giugno 2011


La carriola

Pronto! Sì, abbiamo perso. Perché? Perché pensano più alla fica che al pallone.

pubblicato da s.nelli il 1 giugno 2011


Hanno code di vermi i nostri giorni

Più di tutto si sente povero. Povero come vulnerabile, potrebbe vendersi o lasciarsi comprare eppure non ne capirebbe la differenza. Per tutti gli altri vale l’impotenza, ma Michele – e magari Michele più diversi uomini di cui sa niente – sente la miseria insinuarsi nella vita, mangiarsi la fortuna.

pubblicato da m.cerino il 23 maggio 2011


Un ragazzo alla tredicesima cassa

E’ molto semplice. Mentre tutti i miei amici erano in vacanza o andavano al mare, io avevo fatto una specie di concorso del cazzo per lavorare in un supermercato.

pubblicato da s.nelli il 1 maggio 2011


Diario di un new waver di provincia

Estratti da un work in progress.

pubblicato da il 19 aprile 2011


A chi vuoi più bene?

Giocavamo. Mio figlio di otto anni mi ha detto: Vuoi più bene a me o al gatto? Al gatto.

pubblicato da s.nelli il 11 aprile 2011


La prima volta

Facevamo l’amore di mattina. Mio marito, dopo che mi ha penetrato, ha allargato le gambe sopra di me.

pubblicato da s.nelli il 6 marzo 2011


Cinquanta euro

Man mano s’affacciano in tanti dai balconi del comprensorio, accorre intorno la gente del quartiere. Il Nano e Sandrino stanno in mezzo alla strada, a qualche metro l’uno dall’altro, immobili guardandosi mentre il sole di mezzogiorno divora l’aria.

pubblicato da m.cerino il 2 febbraio 2011


Come ho preso lo scolo

Vi voglio raccontare una cosa che mi è successa (però tu mamma non leggerla).

pubblicato da t.scarpa il 2 febbraio 2011


I beati giorni della rivoluzione

Ninnella seduta aspetta l’ora del torcicollo. Tra un po’ prenderà a guardarsi le mani, a contarsi le linee tra i palmi e penserà a cosa potrebbe fare per distrarsi dal dolore che le pizzica, come se avesse le unghie, i nervi alla nuca.

pubblicato da m.cerino il 27 gennaio 2011


Tele-novella

Come vuoi che vada?

pubblicato da s.nelli il 8 gennaio 2011


Microfelicità

Il suono della sveglia sembra assurdo. Sei così disabituato a dormire una notte di fila che per un istante fai fatica a capire dove ti trovi. Qualche goccia tra le foglie dei gerani sul davanzale e l’asfalto lucido del marciapiede sono le uniche tracce del temporale che ha raffreddato abbastanza da regalarti un sonno così profondo.

pubblicato da t.lorini il 31 dicembre 2010


La bellezza

Con Francesco e Tommaso abbiamo fumato l’ultima sigaretta sul ponte e ci siamo dati appuntamento all’indomani. Una volta a casa ho chiuso a chiave la mia camera perché non si sa mai che i miei genitori si sveglino e mi facciano per sport una visitina, mio padre che si tira giù la maglietta per non farsi vedere il pene e le palle o mia madre con la sua camicia da notte svasata come una vecchia ragazzina.

pubblicato da s.nelli il 29 dicembre 2010


L’avventuriero dell’anima

Dal fondo del torpore, quasi dal sonno, un pensiero solitario. Dopo lo squarcio iniziale, la psicanalisi ha finito per basarsi sul presupposto di una necessità…l’idea di un uomo che sempre deve difendersi, sin dalla nascita, da un pericolo interno. Bardato. Corazzato.

pubblicato da s.baratto il 24 dicembre 2010


In salita

Nacqui in quella casà lì, in curva, in salita.

pubblicato da s.nelli il 24 dicembre 2010


Ragazza alla pari

Quell’estate, ho deciso che andrò in Francia. Sto per compiere vent’anni. Ho contattato un’agenzia. Essere jeune fille au pair è un’incognita. Lui ha letto l’annuncio su Le Figaro, ha visto la fotografia. Ha deciso che sarei stata io. Una sera, telefona. La voce è morbida, il tono gentile. Non lo capisco bene, non so ancora parlare correntemente.

pubblicato da s.nelli il 19 dicembre 2010


La paura delle cicale

Presero a piovere banconote da cinquecento euro il giorno in cui a Oreste De Sito sembrò che Dio si vendicasse degli uomini. Era solo in strada e stava rientrando per il weekend dalla moglie Flora.

pubblicato da m.cerino il 18 dicembre 2010


Torta di mele

Dentro il vulcano di farina Sofia ha spaccato le uova che sono arrivate silenziose e come al rallentatore. Ho cominciato io l’impastatatura e quando la materia è diventata più maneggevole l’ho fatta proseguire. Sentivamo le canzoni alla radio.

pubblicato da s.nelli il 7 dicembre 2010


Il diario dei sogni/The Dream Diary

Con uno scatto Marcello si alzò dal tavolo e si avvicinò al proprietario che parlava e rideva con sua moglie vicino alla cassa, fumando condensa dalla bocca per il freddo che entrava dalla porta aperta. Sorrise un poco imbarazzato, poi domandò se sapevano dove si trovasse il camping che lui e Monica avevano cercato per tutto lo scorso pomeriggio fino a sera inoltrata.

pubblicato da a.tarabbia il 5 dicembre 2010


8/12

Voronež, Unione Sovietica, seconda metà degli anni Trenta

Quando venne ad aprirci la porta era bianca in viso e aveva le mani sporche di terra. Sul tavolo, che con un paio di sedie sfondate, una branda, la stufa, un fornelletto e qualche bricco costituiva la totalità dell’arredamento della stanza, un uovo bianco era posato su un piattino. Quello che chiamavano il poeta era seduto alla finestra con indosso un pigiama sporco.

pubblicato da a.tarabbia il 30 novembre 2010


L’elefante

Avevo sempre saputo che era sbagliato dare consigli a mio padre. Però quando venne a dirmi che si sposava di nuovo non seppi tenermela. Ero stato un ragazzo tiepido in famiglia e adesso da uomo me la prendevo calda come un orfano appena fatto.

pubblicato da a.tarabbia il 29 novembre 2010


Teologia da supermercato

Caso particolare della regola secondo cui i ricordi d’infanzia possono condizionare e finire per coincidere con l’immagine che uno si fa dell’aldilà. Astenersi i quant’era bello quand’ero piccolo, il mio primo ricordo quando ho aperto gli occhi in giardino ero nella culla, infilarsi il grembiulino della scuola è stato come uscire dal paradiso di mamma. Ma soprattutto, per favore, smettiamola di criminalizzare i consumatori.

pubblicato da a.tarabbia il 26 novembre 2010


Gabriele

A quei tempi, a Betlemme, si uccideva come oggi si sorride.
Per questo il vecchio se ne va.
Perché l’altro è giovane, mentre lui è vecchio; e perché l’arcangelo Gabriele, il giovane, ha nelle mani la voglia di uccidere. Vuole suo figlio, che è suo e non di Giuseppe, il vecchio.

pubblicato da a.tarabbia il 25 novembre 2010


La Triennale in metro

Si risveglia con gli occhi pieni dei tre colori. Rosso, verde, giallo.
Chakra della radice, Chakra del petto, Chakra del plesso solare.
Deve aver sognato di nuovo il progetto espositivo sulla metropolitana di Milano, mescolandolo con la lezione di yoga di ieri sera.
Poi le torna in mente l’ultimo ossessivo pensiero della notte, la cattiva reputazione postuma, e fa quella telefonata.

pubblicato da a.tarabbia il 24 novembre 2010


Tienimi la testa, per favore

Viaggiamo tutta la notte in treno e la mattina presto, finalmente, arriviamo in campagna. La mamma ha i capelli spettinati, io mi sento gli occhi gonfi e ho male ai piedi, perché queste scarpe sono troppo strette e come dice lei è ora di cambiarle.

pubblicato da a.tarabbia il 22 novembre 2010


Disoccupazione

"E’ un counseling informale. La prima volta ci si può incontrare fuori, se vuole, anche nei pressi del suo ufficio. Lo dico per lei, così perde meno tempo per farsi un’idea. Una normale chiacchierata fra amici tanto per rompere il ghiaccio. In un secondo tempo si passa in studio."
"Informale…? Non avevo mai sentito parlare di questa pratica…"
"E’ nuova infatti. Appena importata dagli States. Innovativa."

pubblicato da g.giovannetti il 21 novembre 2010


Qualcosa di proibito

E’ un gioco che invento da bambina. Mia madre ha appena spento la luce, detto buonanotte senza sfiorarmi, chiuso la porta. Immobile, a letto, ascolto i suoi passi che si allontanano. Allora mi spoglio, mi libero dei tessuti che ricoprono il petto e la pancia. Resto così, a sentire le lenzuola che mi avvolgono, frusciandomi addosso.

pubblicato da s.nelli il 17 novembre 2010


Il prossimo compleanno

Il prossimo compleanno, invece di spenderli per la festa, prendo un 2.000 euro e me li trombo tutti e 2.000. A proposito, non sai come mi è andata di lusso la scorsa notte. Ero al night a bere champagne con questa ragazza, alla fine la convinco a star la notte da me e ce ne andiamo.

pubblicato da s.nelli il 13 novembre 2010


Voli

Ero su un aereo sopra le nuvole esposto a una luce abbacinante perché le nuvole facevano specchio al sole. In poche ore mi sarei trovato in un altro continente. Il sole mi scaldava la parte sinistra della faccia attraverso il finestrino sopra un mare bianco. Ora sono di nuovo a casa e sono stato in un altro continente.

pubblicato da s.nelli il 12 novembre 2010


Notte senza fine

Pubblichiamo in PDF nella sezione "Biblioteca" un capitolo tratto dal romanzo inedito di Alessandro Giglia intitolato Breve viaggio infinito.

pubblicato da a.moresco il 2 novembre 2010


Tutte le ovaie del reame

Antonio gironzola per casa, ogni tanto arriva davanti alla camera dove Anna riposa e si ferma. Capita che entri per pochi minuti o, invece, che torni indietro – verso la cucina – e si sieda tranquillo.

pubblicato da s.nelli il 29 ottobre 2010


Il miglior uomo-prodotto del settore

Io sono un’enciclopedia, te lo puoi vedere o te l’immagini e t’hai bell’e capito, chi ti dice altro o s’atteggia a industriale o vuole acquistare da te e ti dice che è serio, che ti pagherà… io ti dico domani forse non potrò pagarti, perché ti sto raccontando una storia.

pubblicato da s.nelli il 19 ottobre 2010


Parapendio

Allora io li vedevo, cioè erano la prima cosa che vedevo dopo la curva lì nella strettoia dopo la gobba o dosso dopo la cunetta con la pozzona merda sempre con l’acquetta dentro. E li scrutavo dopo, dalla mia Golf Trendline come scruta il carrista fuori dal suo mezzo blindato e gli dicevo dopo interiormente, conseguentemente: Cazzo! mi pareva! Sempre lì eh cazzo di un cazzo! Eterni, indistruttibili, sempre controllori della situazione … Eh?

pubblicato da a.tarabbia il 13 ottobre 2010


A casa

E mi sono anche prostituita. L’eroina restava in circolo a sostenermi intera e a quanto pare funzionavo bene. Nelle loro macchine facevo tutto ciò di cui avevano voglia, pensavo di doverlo fare al meglio e mi riusciva. Questo propiziava anche un qualche piacere per me.

pubblicato da s.nelli il 10 ottobre 2010


Il sogno di un proiettile

All’ultimo piano di un palazzo, in una piccola capitale di un disastrato e disperato paese, un uomo con i baffi e una stampella si alza dal letto. Il salotto è aperto con cinque finestre sui tetti neri della città appena sveglia.

pubblicato da s.baratto il 4 ottobre 2010


Bruno dei boschi

Mi chiamo Bruno e vivo nei boschi, da moltissimo tempo. Non ho dimenticato il mondo deserto di prima, non potrò mai. Ma la vita nel bosco allontana quei ricordi e me li spinge in fondo in fondo, dove non possono più farmi del male.

pubblicato da d.voltolini il 1 ottobre 2010


Timpano

Il mio figlio più piccolo m’è arrivato addosso a gamba tesa, schiacciandomi sott’acqua sul fondo di una piscinetta prefabbricata. Ero riaffiorata a malapena, mi girava tutto intorno e l’orecchio destro sanguinava. Se soffiavo con le narici chiuse mi usciva da lì una pernacchietta umida. Ho pensato che un pugile che va al tappeto poteva provare quel che provavo io...

pubblicato da s.nelli il 29 settembre 2010


Giulia

In una fredda mattina di gennaio un uomo non più giovane e non ancora vecchio camminava verso il Monastero di Santa Giulia. Si fermò a leggere la notizia del giorno: Un’altra giovane tunisina scomparsa a Brescia.

pubblicato da t.scarpa il 23 settembre 2010


Chissà se riuscirò mai a scrivere come prima

Tanto per dimostrare a me stesso che non è vero, non è vero che sono incapace di avere rapporti affettivi con altri esseri umani, oggi parlerò dei due amici che mi sono fatto qui, Rambo e Remigio.

pubblicato da m.rossari il 22 settembre 2010


Alt! Fermati lì in piedi

Mi masturbavo. Cioè quando la mia Dani entrava io gli dicevo: Alt! Fermati lì in piedi tutta bella dritta, e: Metti adesso giù le borse, gli dicevo, e già me lo estraevo.

pubblicato da a.tarabbia il 20 settembre 2010


Ex

Piegavi la testa di lato quando sul marciapiede facevi pipì da bambina. L’urina si allargava sul selciato e io non sapevo se tenere gli occhi sul percorso del liquido o sul tuo taglio rosato.

pubblicato da s.nelli il 18 settembre 2010


Voyager

Fu soltanto una settimana nella costa adriatica. Gli amici bevevano, fumavamo di tutto. In pensione eravamo in ginocchio fra cassetti aperti, in partenza per serate già intaccate, compromesse. Avevo sempre mal di testa e vomitavo scheletri al gabinetto.

pubblicato da s.nelli il 16 settembre 2010


Per Marika

Ho disposto una striscia e l’ho tirata. Era un omaggio a Marika che invece non è potuta venire perché il fidanzato ufficiale aveva cambiato programma. Le ho detto che di me si può scordare, che non la voglio più vedere. Ho chiuso il telefonino senza darle il tempo di ammorbidire.

pubblicato da s.nelli il 13 settembre 2010


Clinica dell’amore

- Quanti sms ti mandi al giorno?

- Due, o tre.

- Qual è il contenuto di questi sms?

- Si va dal classico "ti amo" ad altri che comunque non ti riferisco per una questione di privacy.

pubblicato da a.tarabbia il 8 settembre 2010


Il ginocchio

Quanti anni ha, ha domandato il medico del pronto soccorso traumatologico. Sessantaquattro, ho risposto. Avevo il ginocchio che mi faceva molto male e ho fatto un riassunto con censura. In realtà è successo questo. Annapaola e io stavamo facendo la pasta, pasta fatta in casa, farina acqua e uova, ero proprio io a manovrare con le mani.

pubblicato da s.nelli il 8 settembre 2010


La moglie dell’amministratore

Sabato scorso è morto d’infarto un noto amministratore, già cliente dell’Agenzia, dal quale ero stato incaricato di sorvegliare la moglie. Non molto tempo fa mi aveva colpito leggere sul giornale il suo nome tra i managers meglio pagati. Per la presidenza dell’ente di cui era a capo prendeva 180 mila euro annui. Per la moglie, bastò poco.

pubblicato da s.nelli il 3 settembre 2010


La Linguamadre

Dieci mesi dopo la morte di Nando ho infranto il giuramento fattogli sulla tomba – il giorno dei funerali – di non tradirlo mai, in nessun caso. Un’ora prima mi stava immobile davanti, più pettinato del solito con la calvizie in evidenza. Era inodore, non come ci si aspetta da un morto che ideologicamente deve tanfare e basta come se fosse il puzzo più che l’assenza di vita a caratterizzarlo in quanto uomo crepato, così senza nessun preavviso, da un giorno all’altro.

pubblicato da s.nelli il 1 settembre 2010


L’ Armilla sciita

C è un punto della neve come i fiori, gela o si sfascia, emette cupi bagliori. Tu per me sei questo punto, sei acqua bollente, mal di testa, pane secco. L’Armilla sciita è un gioiello in cui un serpente morde un altro serpente che lo morde.

pubblicato da s.nelli il 3 agosto 2010


Analisi

Ho bevuto litri e litri d’acqua dell’acquedotto e imbottigliata, Schweppes al pompelmo rosa, succo di ananas, succo di mela, chinotti siciliani Tomarchio, e vino rosso di cui le proprietà sono inenarrabili.

pubblicato da s.nelli il 30 luglio 2010


La vacanza del Dio potente

Sono alta dieci centimetri in meno di Roberto. Per questo quando siamo in spiaggia, e io non indosso le scarpe con il tacco, il nostro sguardo non è alla stessa altezza. Roberto potrebbe spogliare con gli occhi una qualunque delle donne alle mie spalle, sfilarle di dosso il costume, fingendo di fissare un punto indefinito e immateriale persino, senza che io me ne accorga.

pubblicato da s.nelli il 29 luglio 2010


Decalogo del padre

Il padre mi parlava spesso di suo padre. Mi parlava di un uomo di cui forse non ricordava nulla. Suo padre era morto quando lui aveva undici anni. Secondo il racconto che ho sentito tante volte aveva preso un acquazzone e con l’acqua anche una di quelle malattie che adesso si curano facilmente e di cui allora si moriva, eravamo nel 1937.

pubblicato da s.nelli il 26 luglio 2010


Beatrixpark. Un’illuminazione

L’uomo veniva dal sud, era di mezz’età. Ospite da un’amica gentile e tenera, le occupava un letto nel seminterrato della casa. L’uomo del sud era molto provinciale e stupefaceva ogni volta che incontrava una modalità del vivere sociale a lui ignota. Amsterdam valeva per lui come metafora per chissà che cosa. Certo, per una specie di nord. Ma alla fine dei conti, nord e sud di che cosa?

pubblicato da d.voltolini il 9 luglio 2010


Ci hai provato, James

Appena messa insieme la raccoltina di racconti, lo scrittore si sentì appagato. I protagonisti delle storie erano persone comuni alle prese con faccende di vita quotidiana. Una bella trovata era stata quella di dividere le novelle in quattro sezioni, una per ogni fase della vita: infanzia, adolescenza, maturità e vita pubblica.

pubblicato da m.rossari il 6 luglio 2010


Dittico dal corpo

Il dolore è sistematico, usa sempre la solita strada quando vuole farsi sentire. Il mio dolore vive nella pancia dal primo ricordo che ne ho. C’è gente – e potrei dire chiunque lasciando un sospeso per me sola – che si tocca la testa e sospira Che male mi fa; ci sono persone che hanno la fortuna di vivere un dramma e dannarsi, urlare, arrivare persino alla morte ma riuscire a tenerlo sospeso in qualche luogo astratto, il dolore. C’è l’abitudine della malattia e il suo confine esatto della pratica sentimentale. E la pancia.

pubblicato da s.nelli il 1 luglio 2010


Piccola Gradiva

Quando ti sei smarrito hai fatto un gesto strano: mi hai afferrato una mano, mi hai toccato un orecchio. Sembravi sottomesso, allucinato, bambino, con occhi troppo grandi. Giravi la testa come un uccello, cercavi le parole, con le mani dure. Che vuoi amore? Che dici? C’è una montagna là che guarda il mare, c’è un aereo in pista, si alza, spicca il volo.

pubblicato da s.nelli il 18 giugno 2010


L’Apocalisse Ora

Ha indicato il corridoio a destra, dice che c’è un ingresso a parte per quelle come me. Mi accompagna a un ascensore, entro ma in attesa che lei mi segua parte senza ricevere alcun comando. Chiudo gli occhi per la stanchezza cercando di recuperare il ricordo degli ultimi giorni, nonostante gli sforzi non arrivo a capire dove sono e perché e soprattutto per quale motivo mi lascio condurre da un’estranea in un palazzo mai visitato prima;

pubblicato da s.nelli il 27 maggio 2010


Preghiera

Avrò tutta la loro forza e tutta la loro debolezza, la rabbia e la tenerezza. Avrò paura e mi daranno coraggio, avrò bisogno di fare un salto e mi tratterranno per qualche loro ombra che arriva da lontano.

pubblicato da d.voltolini il 20 maggio 2010


Foravìa

Sono tre miei racconti. Uno lungo, uno medio, uno breve.

pubblicato da d.voltolini il 23 aprile 2010


I morti fanno il tempo

Ma tu riesci a sentirlo l’odore dell’estate? Hai chiesto. Quando andavo alle elementari e le sere, da giugno fino a settembre, passeggiavo, ricordo che mi entrava nel naso il profumo forte di qualcosa, fosse erba tagliata, falciata, bruciata o dei moscerini che giravano intorno ai lampioni, o ancora il sudore della sorella di Gianna che ci camminava avanti per accompagnarci a casa;

pubblicato da s.nelli il 17 aprile 2010


Il Medioevo

Il 1954 fu per Giovanni Comisso un anno mirabile, e mirabilissimo l’autunno di quell’anno, ché giusto nell’ultimo trimestre uscirono in sequenza: Approdo in Grecia, esilarante resoconto di un viaggio appena fatto col fido factotum Figallo; Un gatto attraversa la strada, silloge di racconti che avrebbe vinto lo Strega; Mio sodalizio con De Pisis, dall’editor Parise magnificato come il libro migliore del nostro Novecento. Dulcis in fundo, anche il racconto che qui presento in prima integrale risale a quei mesi

pubblicato da t.scarpa il 9 aprile 2010


La politica del meteo

Emanuele Tecchi fu sorpreso. Sorpreso e irritato di non trovare il sole che gli avevano promesso. Per lui, meteoropatico fino al midollo, era quasi questione di vita o di morte. Una foschia appena più densa poteva sprofondarlo in uno stato di cieca disperazione, indurlo alla paralisi, minare seriamente la sua fiducia nel futuro.

pubblicato da a.tarabbia il 10 marzo 2010


Infelici e contenti

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Nell’assurdità di quella situazione la prima cosa che ha pensato Maurizio è stata che quarantacinque più cinque fa cinquanta e che quindi, secondo le previsioni di quella che è stata la sua donna fino a qualche minuto prima, morirà a cinquant’anni.

pubblicato da s.nelli il 5 marzo 2010


Colite ulcerosa a Santo Stefano

A venti anni se hai un basso elettrico lo suoni senza preoccuparti che sono le quattro di pomeriggio ed è Santo Stefano e qualcuno magari dorme al piano di sotto perso in un torpore da troppo cibo, troppo alcol, inutili chiacchiere tirate fino a notte fonda quando i bambini e i vecchi hanno smesso di piegare il collo portando la testa avanti o indietro (tenendo la bocca aperta un po’ di lingua fuori riuscendo a russare in un meccanismo anatomicamente inspiegabile, visto che respirano con la bocca e hanno tanto di bava), hanno abbandonato il divano per andare a letto, e poi Ti è piaciuto il regalo? Sì, come no, ne avevo proprio bisogno.

pubblicato da s.nelli il 28 dicembre 2009


La fiducia nei giorni feriali

D’estate, nella casa di un nostro vicino, veniva a trascorrere le vacanze al mare un ferroviere in pensione che conoscevamo di vista, anche se la famiglia di mia madre diceva di conoscerlo da sempre. È da loro che ho ascoltato gli episodi di questa storia. Dato che me li sono tenuti a mente per tanto tempo, ora ho deciso di raccontarli.

pubblicato da a.moresco il 21 dicembre 2009


Lettera d’amore

Lei mi chiede se la amo e io non so cosa rispondere. Il problema non è in certi casi se ami o se non ami ma da che punto ti nasce l’amore, da quale cima o pozzo del tuo essere esso si diffonda. Nel mio caso adesso l’amore che ho per lei sembra collocato in me in una zona extracorporea.

pubblicato da s.nelli il 16 dicembre 2009


Nunzia è diventata una sedia

Al quinto giorno di terapia ci si sarebbe aspettato un miglioramento, magari che quel pezzo di carta assorbente attaccato alla lingua – quando rimangono scampoli dopo che le hanno pulito la bocca dai resti del pranzo – lo portasse via lei con le sue stesse dita, invece che lasciarlo ad asciugarsi su un po’ di saliva per poi essere strappato come un cerotto. E la lingua che sanguina.

pubblicato da s.nelli il 1 dicembre 2009


L’incendio dei sogni

Un paio di mesi fa è uscito l’ultimo libro di Luca Doninelli (L’incendio dei sogni, Garzanti). È formato da diversi racconti-sequenza o "inquadrature", come suggerisce il sottotitolo. Sembra che l’autore – in questo che è il suo libro più inventato – abbia sentito il bisogno di allargare le dita e di prendere possesso della sua intera tastiera in vista di qualcosa che forse scriverà nel futuro.

pubblicato da a.moresco il 12 novembre 2009


Prova a portare una formica in una scatola enorme

Ricordo che avevamo appena ritirato le analisi dal ginecologo. Le aveva fatto la visita – credo che sia di routine –, spalmato quel gel sul ventre. Ha capito di che parlo? Sì, è un medico, avrà capito di certo.

pubblicato da s.nelli il 29 ottobre 2009


L’orso

Alcune settimane fa, ad Ancona, durante "Racconto alla rovescia", una manifestazione organizzata dalla rivista Argo alla quale sono stato invitato come ospite d’onore, mi è capitato di ascoltare dalla viva voce della sua autrice questo racconto, che mi ha colpito e che ripropongo ai nostri lettori.
A.M.

pubblicato da a.moresco il 20 ottobre 2009


La moto

Ero in moto e mi stringevo alla sua pancia, toccavo i muscoli intorno all’addome, erano così duri. La moto quando va e tu sei dietro e ti fidi di chi ti guida, e in discesa schiacci il suo corpo in mezzo alle tue gambe ed è come se qualcuno ti entrasse dentro o tu dentro di lui, il frena, curva, distendi della moto, quello sì che è un movimento che ti fa venir voglia.

pubblicato da d.voltolini il 14 settembre 2009


Il bacio

A me dare baci non è mai piaciuto. Ho la lingua corta rispetto al normale, se la allungo tutta davanti alle labbra non arriva più in là di un centimetro anche se sento la pellicina sotto tirare. Eppure c’è gente che con la lingua si tocca il naso, mia cugina per esempio, lei sì, mi dicevo a tredici anni, che un ragazzo vorrebbe baciare, con la lingua lunga così chissà che cosa non fa. Io invece sinceramente non ero contenta quando un ragazzo mi chiedeva un bacio.

pubblicato da d.voltolini il 13 settembre 2009


Un altro mare

"I meno romantici dicono che il mare è lo stesso ovunque. Un unico mare immenso con centinaia di nomi e un solo volto d’acqua. E mentre tutto intorno cambia, dicono che il mare resti sempre uguale a se stesso, miracolosamente ringiovanito dalla grazia di ogni nuovo sole".

pubblicato da a.tarabbia il 10 settembre 2009


I pescatori di Cork

"Nuvole di pioggia".
"Come sarebbe a dire nuvole di pioggia?".
"Azzurre, dense e senza forma. Sembra il cielo e invece sono nuvole".

pubblicato da a.tarabbia il 29 luglio 2009


Il Gatto con gli stivali di Fabio Visintin e Angela Carter

Questa è la mia postfazione al graphic novel di Fabio Visintin, Vita, amori, avventure veneziane di messer Gatto con gli stivali, tratto da una commedia radiofonica di Angela Carter. Nella sezione Biblioteca è possibile leggerne un estratto. Alle ore 18 di martedì 9 giugno, nella libreria Feltrinelli di Mestre, presenterò il libro insieme all’autore.

pubblicato da t.scarpa il 9 giugno 2009


Due o tre cose che ho da dirti sul mondo

Voi non ci sarete è un’antologia di cronache della fine del mondo uscita di recente per Agenzia X e curata da Alessandro Bertante. Include racconti di Violetta Bellocchio, Alessandro Beretta, Giorgio Fontana, Peppe Fiore, Vincenzo Latronico, Giusi Marchetta, Flavia Piccinni, Simone Sarasso e Andrea Scarabelli.

pubblicato da a.moresco il 9 giugno 2009


Scrittori giovani e giovanissimi #1

Negli ultimi tempi ho letto alcuni libri di scrittori giovani e giovanissimi che mi hanno in un modo o nell’altro colpito e che segnalo ai lettori di questo sito.

pubblicato da a.moresco il 6 maggio 2009


I sospiri dei ragazzi in amore

Dopo il secondo pozzo si apre, a sinistra, via del Laberinto, l’ingresso alla vecchia fornace e alla "piccola Russia". Dai muri silenziosi delle case occhieggiano, nella penombra, volti barbuti e animali fantastici in terracotta. Sono le copie in soprannumero o gli scarti di lavorazione della fornace, molto attiva a Perugia e dintorni dalla fine dell’Ottocento agli anni Trenta. Benetti cammina piano, quasi in punta di piedi. In fondo alla via, dietro a un cancello chiuso, stanno sparpagliati nell’erba altri busti, lapidi, vasi mortuari.

pubblicato da s.nelli il 24 aprile 2009


Il fotografo #4

(4 - fine)

pubblicato da t.scarpa il 31 marzo 2009


Il fotografo #3

(3 - continua)

pubblicato da t.scarpa il 30 marzo 2009


Il fotografo #2

(2 - continua)

pubblicato da t.scarpa il 29 marzo 2009


Il fotografo

Questa è la prima tavola.
(1-continua)

pubblicato da t.scarpa il 29 marzo 2009


Libera-mente tratto

tutti questi flash negli occhi… pugni di riso per gli sposi… fotografati io e la bara; io senza la bara; io e la mamma; io senza la mamma… sempre io al centro… altrimenti io e la mamma abbracciati

pubblicato da a.tarabbia il 25 marzo 2009


Ladra di bambini

Quando sono ancora a letto, dallo sgocciolio dell’acquaio percepisco ch’è domenica perché non è stata la sveglia a svegliarmi. Cerco di restare sotto le coperte il più possibile.

pubblicato da g.giovannetti il 15 febbraio 2009


Eva e Adamo

E siamo goffi. Incredibilmente, terribilmente (goffi).

pubblicato da s.nelli il 14 febbraio 2009


Don Mentira

Mi chiamo Leo, detto “Il Don”.
Ho trentadue anni.
Sono italo-argentino.
Mi sento più argentino, però.

pubblicato da c.benedetti il 29 gennaio 2009


Il 6 di Rue Fromentin

L’ampio divano sul quale quattro prostitute dal viso animalesco si annoiano con professionalità è un fegato ardente, i suoi cuscini come tranci irregolari di carne enfiata trasudano di umori. Ce n’è una quinta, di mezza età e ben conservata, che alla noia ha sostituito la calma.

pubblicato da s.nelli il 29 gennaio 2009


Shozo e le morti

Conobbi Shozo Doi per caso, un pomeriggio d’estate. Leggeva sul prato sotto i platani, accanto alla siepe di sempreverdi, là dove, lontano dal frastuono delle auto, si sentivano frinire le cicale. Leggeva Saba, era completamente assorto nella lettura, estraneo a quel che accadeva intorno.

pubblicato da s.nelli il 17 dicembre 2008


Storia tenera e bella di emigrazione e speranza

Questa è la storia di un papà povero che deve emigrare separandosi dalla moglie e dalla figliola. Raggiunge dopo un viaggio misterioso un paese molto strano. Qui cerca lavoro ed è in ciò aiutato da alcuni abitanti locali. Incontra enigmatici animali, frutti mai visti, alfabeti illeggibili.

pubblicato da d.voltolini il 16 dicembre 2008


La scoperta del tempo

Questa storia dura tre minuti, anche se ci mette qualche giorno a succedere tutta. Comincia nella stanza di una bambina. La luce è già spenta quando Michela si accorge che le dà fastidio deglutire. A sei anni ha già una certa esperienza di malattie.

pubblicato da t.scarpa il 28 novembre 2008


Pettegolezzi

"Toglimi le mani di dosso."
"Tu mi vuoi rovinare!"
"Io? Che ho fatto?!"
"Vai a dire in giro che se a gennaio espongo al museo di Summalonga è perché sono andato a letto con Frenzonetti…"
"Ah ah! E mi vorresti menare per questo?"

pubblicato da t.scarpa il 23 novembre 2008


Sotto una pioggia di comete

Dovevo acquistare un biglietto. Davanti alla stazione, ho visto un barbone cacare a schizzo col culo in alto ben rivolto verso i passanti. La scarica ha imbrattato il selciato scuro. La cosa impressionante, a parte il luogo, l’esposizione e l’ora, era che non aveva un buco bensì un rigonfiamento sanguinolento. Il genere umano ha capacità di resistenza inaudite.

pubblicato da s.nelli il 9 novembre 2008


Have fun!

"Fun è la parola magica. Quella che trasfonde significato in ciascuna esperienza".
Nella sezione Biblioteca, il reportage di un viaggio nel Paese dei Bambini.

pubblicato da t.lorini il 4 novembre 2008


Fantasie di allunati

Chiudo le tende. Oggi resto in casa. Mi faccio far le carte da un’amica per telefono. Esce una carta brutta e lei me la rigira come può. Ma io ho capito.

pubblicato da a.tarabbia il 3 ottobre 2008


Una circostanza/Un incidente

Un errore imperdonabile, pensavo entrando in macchina dopo aver lasciato il pacco dei fogli, sui quali avevo fotocopiato il libro di Aldo Giorgio Gargani, Sguardo e destino, davanti al portone della casa dove viveva, e vive, il mio amico Andrea Benati, in assoluto la persona più geniale che abbia mai conosciuto, anzi, l’amico più geniale che abbia mai avuto e che non vedevo ormai da tre anni.

pubblicato da s.baratto il 26 settembre 2008


La notte che mi sono spezzato

"Avendo tempo non c’è cosa che non diventi possibile, pensavo".
Nella sezione Biblioteca, il racconto di Massimo Magon su un incontro che cambia il corso di una vita.

pubblicato da t.lorini il 24 settembre 2008


Fantasie di condannati

Un giorno mi troverò, m’hanno spiegato, a metà strada fra i polmoni e il cuore (una specie di traffico interrotto fra i polmoni morti e il cuore vivo…), così m’han detto, per l’espansione del tumore inoperabile.

pubblicato da a.tarabbia il 18 settembre 2008


Il mare di un altro colore

Corre, e quando cerca di accelerare il passo, le borse – quante?

pubblicato da t.scarpa il 16 settembre 2008


Trattative riservate

Nella sezione Biblioteca, il racconto di un agente immobiliare che non riesce a vendere una casa bellissima.

pubblicato da t.scarpa il 26 agosto 2008


Lula dice

Lula dice che da quel momento in poi non sarebbe più stato possibile tornare indietro.

pubblicato da a.tarabbia il 3 agosto 2008


Cartoline dai morti #12

Una mosca che non conoscevo si è posata sulla mia faccia sudata. Io stavo morendo e lei si godeva il mio cattivo odore.

pubblicato da t.scarpa il 16 luglio 2008


Vanessa

Voglio vedere se in frigo ci sono le uova per fare la crema pasticciera che piace tanto ai miei bambini che piace tanto a mia moglie che… non è vero, piace soltanto a me o tutt’al più a mio figlio più grande

pubblicato da s.nelli il 28 giugno 2008


Cartoline dai morti #11

Io ero un autista in pensione. Non potevo più guidare il pullman e allora guidavo la mia macchina. Volevo che la gente mi ammirasse, che mi dicesse che ero ancora un bravo autista.

pubblicato da t.scarpa il 26 giugno 2008


Dicono la verità

Massimo Magon narra la quieta indifferenza con cui la ferocia e la sopraffazione diventano norma.

pubblicato da t.lorini il 22 giugno 2008


Cartoline dai morti #10

Mio marito si era suicidato quando io ero giovane. Ho vissuto senza di lui ancora trent’anni. Poi ho fatto la stessa cosa. Mi sono sentita come un serpente che scivola indifferente davanti alla sua vecchia pelle.

pubblicato da t.scarpa il 17 giugno 2008


Cartoline dai morti #9

Stavo togliendo di mezzo le maglie dell’inverno. Piegarle una ad una e trovare un posto dove nasconderle mi ha stancato. Nella mia casa c’erano troppe cose. Troppe maglie, troppe scarpe, troppi cappotti, troppe sciarpe.

pubblicato da t.scarpa il 4 giugno 2008


Quasi una voliera

Da studente abitavo in una casa dietro la stazione. La mattina lavoravo, il pomeriggio studiavo: ogni tot mi alzavo a sgranchire le gambe, fumarmi una sigaretta. Il mio arrivo alla portafinestra era salutato immancabilmente dagli squèck! terrorizzati dei diamantini che tenevo in una gabbia molto grande, quasi una voliera, vicino al termosifone.

pubblicato da s.nelli il 18 maggio 2008


Cartoline dai morti #8

Mangiavo molta carne e camminavo poco. Già due volte mi era venuto un giramento di testa. Sono caduto a terra, in cucina. Mi hanno portato all’ospedale. Mi hanno operato.

pubblicato da t.scarpa il 21 aprile 2008


Padri e figli

P. Potresti aiutarmi a inventare un titolo per un libro?
F. Sì, babbo.

pubblicato da s.nelli il 19 aprile 2008


Cartoline dai morti #7

Quando si è morti non succede più a niente al nostro essere, ma solo al nostro avere. E allora avevo le scarpe e sono marcite, avevo gli occhi e li ho perduti.

pubblicato da t.scarpa il 3 aprile 2008


Cartoline dai morti #6

Io camminavo per strada. Sono stato investito da una macchina. Mi sono trovato con la faccia a terra. Ho fatto solo in tempo a capire che il sangue per terra era mio.

pubblicato da t.scarpa il 17 marzo 2008


Cartoline dai morti #5

Mangiavo molta carne arrostita e adesso mia moglie è convinta che per questo è venuta la malattia nell’intestino. Io ero stato malato molte volte, ma un po’ per finta. Poi quando la malattia arriva veramente non va più via.

pubblicato da t.scarpa il 3 marzo 2008


Cartoline dai morti #4

Compravo caramelle, giornali. Parlavo di quello che si parla in giro. A un certo punto ho pensato che potevo diventare un uomo importante. Sentivo che la morte mi dava tempo.

pubblicato da t.scarpa il 23 febbraio 2008


Cartoline dai morti #3

Avevo cinquantasette anni e mi è venuto il cancro ai polmoni. La malattia è durata pochi mesi. Ho sofferto molto, ma non è stato un periodo peggiore degli altri.

pubblicato da t.scarpa il 20 febbraio 2008


Cartoline dai morti #2

Stavo bene anche se avevo ottantadue anni. Poi sono caduto, mi sono rotto il femore. Ho smesso di uscire, non sono più andato al centro anziani a giocare a carte. Quando la gamba è guarita hanno scoperto che avevo un brutto male nella pancia.

pubblicato da t.scarpa il 7 febbraio 2008


Cartoline dai morti

Io avevo cinquantasei anni. Vivevo da solo, ero tornato al paese dopo vent’anni di Svizzera. La mattina uscivo in piazza, passeggiavo o stavo seduto sulle panchine. Il pomeriggio non uscivo e la sera nemmeno. Mi mettevo nel letto e aspettavo il sonno senza pensare a niente.

pubblicato da t.scarpa il 4 febbraio 2008


Io vorrei restarle in contatto

Caro Babbo Natale,
mi chiamo Giacomo e non sono un bambino, perché ho 55 anni. Ti scrivo per farti una richiesta che, immagino, sembrerà inconsueta pure a te, che pure devi essere abituato a sentirti chiedere di tutto e di più.

pubblicato da s.nelli il 23 dicembre 2007


Pelle di vetro

Io ho visto tutto.
A testa in giù, ma ho visto tutto.

pubblicato da s.nelli il 19 dicembre 2007


Tra gli uccelli invisibili delle pampas

Nel sottoscala ristagna la nebbia. Quaggiù c’è quasi sempre, dal giorno di San Francesco almeno fino a Pasqua. Il nonno di Alba Chiara abita in pianura in una periferia di pozzanghere, carcasse arrugginite d’auto, capannoni prefabbricati.

pubblicato da s.nelli il 3 dicembre 2007


Adesso

Adesso non trovo grande compagnia nella lettura e neppure negli umani (agli animali davo retta da bambino, adesso ho ripreso a guardarli con attenzione, ma non posso dire che mi prendano e mi scollino dalla melma dei miei umori).

pubblicato da t.scarpa il 2 dicembre 2007


L’ultima parola

Avevo covato quel libro per anni. Per tutto quel tempo l’avevo sentito crescere, senza riuscire a scrivere una sola parola.

pubblicato da t.scarpa il 29 novembre 2007


Il ricovero delle storie sbagliate

1. LA STORIA BASSA
C’era una volta una storia bassa che voleva una riga ancora.

2. LA STORIA BIANCA
C’era una volta una storia bianca, così bianca, che l’ho persa nel foglio.

pubblicato da a.tarabbia il 12 ottobre 2007


Lo scultore dei sensi di colpa

È uscito Uno, il nuovo disco dei Marlene Kuntz. Prima di pubblicarlo, i Marlene hanno proposto a vari autori il testo di una canzone del disco, chiedendo a ciascuno un miniracconto ispirato a quei versi.

pubblicato da t.scarpa il 7 ottobre 2007


Un ateneo per il fashion

Inaugurata a Milano la prima Università della Moda. Ospiterà anche un museo dedicato alle opere dei grandi maestri stilisti del secolo scorso. Polemiche, contestazioni e una certezza: per una volta, l’Italia torna all’avanguardia nel mondo.

pubblicato da s.baratto il 27 settembre 2007


La vita semplice

Ormai vivo murato in casa. Esco solo per depositare il sacchetto con l’immondizia e già mi pare un viaggio. Sono una trentina di metri. Tanto basta per tornare a casa disgustato.

pubblicato da t.scarpa il 5 settembre 2007


Il coraggio di amare

Dalla raccolta I nuovi sentimenti, curata da Romolo Bugaro e Marco Franzoso, ecco un brano del mio intervento intitolato Coraggio.

pubblicato da t.scarpa il 27 agosto 2007


Una voce antichissima

I bambini si rincorrevano nel grande giardino recintato, salivano e scendevano dagli scivoli, dalle altalene, formavano gruppetti mobili e chiassosi nella luce accecante della mattina di luglio, ma lei non vedeva niente, assorbita dai pensieri.

pubblicato da t.scarpa il 3 agosto 2007


Il tramonto è bello

Nella sezione BIBLIOTECA, il mio racconto presente nel libro a cura di Giuseppe Montesano e Vincenzo Trione Napoli assediata (edito da Tullio Pironti), che raccoglie fotogrammi e documentazione del video degli Underworld, e testi di Maurizio Braucci, Peppe Lanzetta, Giuseppe Montesano, Antonio Scurati, Roberto Saviano, Tiziano Scarpa, Piero Sorrentino, Vincenzo Trione. Eccone alcuni brani.

pubblicato da t.scarpa il 16 maggio 2007


L’inseguimento

Non perdete, nella sezione BIBLIOTECA, lo splendido racconto di Roberto Michilli, scaricabile in formato pdf. Ecco l’inizio.

pubblicato da t.scarpa il 11 maggio 2007


La morte di Tonino

Nella sezione Altre letture il racconto di Franco Arminio, scaricabile in formato pdf. Eccone un brano.

pubblicato da t.scarpa il 30 aprile 2007


Pluriverse

Nella sezione BIBLIOTECA, in formato pdf il racconto Pluriverse di Tiziano Scarpa, ispirato alle opere di Mauro Ceolin, e pubblicato nella monografia edita da Johan & Levi nel 2006.

pubblicato da t.scarpa il 7 marzo 2007


Perché il mondo è pieno di stronzi?

Perché il mondo è pieno di stronzi? Questo proprio non lo so. Però è vero: pieno zeppo di stronzi. Per esempio quelli che si comprano i fuoristrada di ultima generazione, le cosiddette jeep Suv, gigantesche, adatte alle grandi traversate nel deserto del Sahara: Toyota Land Cruiser, Hyundai Tucson, BMW X3, Mercedes Benz 200 GE, Nissan Patron TR… Però non ci vanno nel deserto, ma a fare la spesa dietro casa. Parcheggiano in doppia fila, oppure di traverso sul marciapiede. Veri stronzi.

pubblicato da c.benedetti il 16 gennaio 2007


L’uomo che parla con i download

A Milano c’è un uomo che parla con i download. Anzi, con uno in particolare. Parla con quello. Perché guardare la barra del download mentre stai scaricando qualcosa da internet è la nuova emozione più comoda e caratteristica di questi ultimi anni. È un’emozione che conosce chiunque pratichi lo sharing.

pubblicato da t.scarpa il 24 novembre 2006


Una fantasia compensativa (III)

Può darsi che Sayel Jabara – quarantasei anni ma ne dimostrava qualcuno in più – fosse uno stronzo, che avesse alle spalle una storia di soprusi e prevaricazioni inflitte a mogli e figli. Può darsi invece che fosse un fiore d’uomo.

pubblicato da s.baratto il 5 novembre 2006


Una fantasia compensativa (II)

Ormai mi sarò stancato di materializzare simulacri di donne bellissime. Ecco che torno in camera, accendo la tele, c’è il notiziario, come sempre mi viene da vomitare. Mi concentro, aiutandomi con un’enciclopedia trovata in casa individuo una piccola area periferica del sistema solare, molto oltre l’orbita di Plutone. È una zona lontana, meglio essere cauti.

pubblicato da s.baratto il 2 novembre 2006


Temi svolti d’italiano

Tema n° 1: "Ieri sera, mentre in Vespa tornavi a casa, hai messo sotto un gatto. Descrivi le tue emozioni e racconta in quale modo sei riuscito, poi, a dormire tranquillamente".

pubblicato da c.benedetti il 2 novembre 2006


Una fantasia compensativa (I)

Farò un sogno. Sognerò che mi sveglierò e sarò dotato di superpoteri. Nulla di appariscente che possa giustificare l’utilizzo di tute attillate, maschere e mantelli. Non sarò un supereroe nel senso tradizionale del termine. Ecco, sto sognando.

pubblicato da s.baratto il 31 ottobre 2006


Disagio a New York
pubblicato da c.benedetti il 23 ottobre 2006


Io confidenziale

Oggi resto a casa, sicuro, mi proteggo, io non esco, consegno solo un pezzo di me stesso, sono più confidenziale, lavoro in mutande, accendo il computer aziendale, la stampante aziendale, il fax aziendale, digito il codice segreto aziendale, l’identificativo aziendale sono un io in mutande...

pubblicato da t.scarpa il 13 aprile 2006


Sei capace di fare una rana?

Più di un’ora che la stanno massacrando e ancora si muove, come se la vita, nel frastuono dei calci e delle grida, non trovasse il punto giusto da dove uscire.

pubblicato da g.fuschini il 7 marzo 2006


Cateteri e pupe

Oggi si muore soprattutto in ospedale.

pubblicato da t.scarpa il 27 febbraio 2006


Merce scaduta

Mi chiamo Vanessa, ho sedici anni, studio al liceo, faccio sesso col mio ragazzo e sono scaduta. Cioè, il mio corpo è scaduto.

pubblicato da g.fuschini il 25 febbraio 2006


I testi di "Altre letture"

La sezione Altre letture (BIBLIOTECA) contiene documenti in formato pdf.

pubblicato da t.scarpa il 19 febbraio 2006