in teoria

“Ti amo” – ovvero della scrittura e della lettura

“Scrivere è un atto d’amore”.

pubblicato da j.costantino il 13 agosto 2017


Due o tre cose che so della bellezza

Variazioni in anteprima.

pubblicato da j.costantino il 12 giugno 2017


Preferirei essere il campione dei pesi massimi che il presidente degli Stati Uniti

Due brani dai reportage pugilistici dello scrittore di "John Barleycorn" e "Star Rover".

pubblicato da j.costantino il 14 novembre 2016


Dylan Bob

Ovvietà da antologia tra cesso e cantina (con un quinto pensiero da spostare al tre).

pubblicato da a.amerio il 3 novembre 2016


Quel frocione di Leopardi...

I frocioni della poesia, i maschioni del romanzo, il magnaccia della morte: divagazioni tra Roberto Bolaño e Jean Genet, Iceberg Slim e Nell Kimball.

pubblicato da j.costantino il 21 luglio 2016


Il baricentro dell’attualità

Chi ha detto che la realtà supera la fantasia? Il caso di un giovane romanziere costretto a spararle grosse: da chi? Dal mercato? Dalla propria immaturità? Dalla cronaca?

pubblicato da t.scarpa il 21 giugno 2016


Kill Bill

23 aprile. Quattrocento anni fa moriva un tizio da allora molto vivo. Un pezzo esageratamente lungo per celebrare il più esagerato autore della letteratura mondiale. Buon anniversario, fiorellino.

pubblicato da a.amerio il 23 aprile 2016


Amores perros

22 aprile. Quattrocento anni fa moriva un tizio da allora molto vivo. Un pezzo esageratamente smilzo per celebrare il creatore del personaggio più smilzo della letteratura mondiale, senza citarlo. Buon anniversario, galgo.

pubblicato da a.amerio il 22 aprile 2016


La corsa del book jockey, dieci anni dopo

Cronisti culturali e critici letterari.

pubblicato da t.scarpa il 6 settembre 2015


Se l’italiano diventa un dialetto, #1

Dove sta andando la lingua italiana? Di quale potere parliamo quando parliamo? Una letteratura nazionale è ancora possibile? Un libro appena uscito e una polemica millenaria. Il nostro congenito gregarismo intellettuale. I torti e le ragioni di Pier Paolo Pasolini.

pubblicato da r.gerace il 23 marzo 2015


A che punto è la violenza

Sette tipi di violenze fatte in questi anni con le parole, e anche contro le parole stesse.

pubblicato da t.scarpa il 26 gennaio 2015


Un altro cinema

I video di David Claerbout e altre cose che a malapena si trovano nei film.

pubblicato da t.scarpa il 7 gennaio 2015


Le bande nere di Mommy

È abbastanza raro in questi anni che un film metta in discussione i presupposti del cinema.

pubblicato da t.scarpa il 16 dicembre 2014


Raccontare l’Italia: un compito immane, un’ambizione artistica piccina

La versione completa del Dialogo fra me e le parole uscita su Lo straniero di ottobre 2014.

pubblicato da t.scarpa il 17 novembre 2014


Dialogo tra me e le parole

Abbiamo raccontato l’Italia nei nostri libri? Ce l’ha chiesto la rivista Lo Straniero.

pubblicato da t.scarpa il 20 ottobre 2014


Corso di scrittura avanzato: il bene visto dal male

Anche nei romanzi italiani usciti quest’anno sembra che uno dei temi più ricorrenti sia: quali sono le ragioni del male? Perché si compiono azioni malvagie? In questo intervento analizzo i principali romanzi pubblicati in Italia nel 2014.

pubblicato da t.scarpa il 5 ottobre 2014


Barbaropa #4

Di fronte alla mobilitazione degli "intellettuali" di Francia, Inghilterra e Russia, l’irlandese Yeats vince facile. Ma c’è la pattumiera del portoghese Pessoa...

pubblicato da a.amerio il 28 agosto 2014


“Barbaropa”

Cento anni fa, oggi, il fischio d’inizio d’un tragico match.

pubblicato da a.amerio il 1 agosto 2014


Don Torta e Giorgio Napolitano: l’andirivieni tra realtà e immaginazione

Fantasia e attualità a confronto in Straccioni, la mia pièce in scena a Milano dall’1 al 13 aprile al Teatro Litta, e a Torino il 16 e 17 aprile al Teatro Gobetti.

pubblicato da t.scarpa il 28 marzo 2014


Il mendicante in giacca e cravatta

Scrivi un testo teatrale che ha qualche intento satirico, poi scoppia la crisi economica e i tuoi personaggi acquistano un nuovo significato. Una riflessione in vista di “Straccioni”, che andrà in scena dall’1 al 13 aprile a Milano al Teatro Litta.

pubblicato da t.scarpa il 25 marzo 2014


La formazione della scrittrice

Segnalo questo intervento sul blog di Giulio Mozzi, Vibrisse, il nono di una bella serie a cui stanno partecipando autrici di romanzi, saggi e poesie.

pubblicato da t.scarpa il 13 marzo 2014


L’ideologia del protagonista

In questi giorni, cose che ho vissuto e visto e letto e visitato sembravano mandarmi tutte lo stesso messaggio. L’alluvione in Sardegna, un laboratorio con dei bambini, un decalogo di scrittura creativa, la Biennale di Venezia... La trionfante ideologia della narrazione ci addestra a sottovalutare lo sfondo delle nostre vicende, a non guardare la situazione reale.

pubblicato da t.scarpa il 21 novembre 2013


Tre cose che ho imparato scrivendo in rete

Il testo che ho letto sabato 23 marzo alla festa per i dieci anni di Nazione Indiana.

pubblicato da s.baratto il 29 marzo 2013


Il voyeur e il dominio della letteratura

Il primo segnale, a ben vedere, è spesso dato dalle copertine: generalmente, anche se non è una regola, vi è ritratto un volto ripreso di taglio, che nella mezzaluce punta lo sguardo in basso, verso il marchio dell’editore. Di solito si tratta di un volto maschile, con almeno un tatuaggio sul collo o una mezza sigaretta ficcata tra le labbra, ma può anche essere disegnato o perfettamente frontale e riconoscibile: l’importante è che si tratti del volto dell’autore.

pubblicato da a.tarabbia il 20 settembre 2012


Betty Boop. Critica “en travesti”

Il discorso contro critici, pedanti, eruditi, teorici è un topos letterario antico e inesauribile, da Zoilo al manzoniano Don Ferrante, da Sainte-Beuve a Longanesi. Fra le molte diramazioni che ne costituiscono il frastagliato profilo, una conduce diritta al mito romantico dell’artista “per natura”, genio innato e in una qualche misura inconsapevole.

pubblicato da a.amerio il 15 settembre 2012


Come ho scritto “Tutti i colori del mondo”

Un giorno ho chiesto al fotografo Paolo Della Corte qual è il posto più straordinario che abbia mai visto. “Gheel”, mi ha risposto, e tutto nasce da lì. Dalla scoperta di questo piccolo straordinario villaggio nel Belgio, che non è un villaggio come tutti gli altri.

pubblicato da t.scarpa il 30 agosto 2012


L’uso consapevole della punteggiatura

Questo è il punto. Istruzioni per l’uso della punteggiatura (Laterza 2012), di Francesca Serafini, è un libro curioso, affascinante, dal sapore zuccherino: il che non vuol dire assolutamente niente, ma l’espediente sinestetico passerà almeno qualcosa sul piano del sentimento.

pubblicato da s.baratto il 9 agosto 2012


Addio Anni 70

Installazioni, dipinti, manifesti, riviste d’epoca, fotografie, assemblaggi, videoregistrazioni: la mostra Addio anni 70 – Arte a Milano 1969-1980 (Palazzo Reale, fino al 2 settembre) ambisce a documentare il ruolo centrale che Milano ricoprì nel panorama artistico europeo nello stesso decennio in cui la città veniva travolta dalla violenza di Stato della strategia della tensione prima e della lotta armata poi.

pubblicato da t.lorini il 6 luglio 2012


Il cammino degli infermi

Prima si camminava, adesso si telefona o si vaga nella rete. Nella civiltà contadina per vivere bisognava camminare molte ore al giorno. Al mio paese il fazzoletto di terra, che poi era un fazzoletto di pietre, poteva distare anche dieci chilometri. E in un giorno se ne facevano venti, insieme al mulo e alla zappa.

pubblicato da s.nelli il 4 luglio 2012


Il creativo e l’artigiano

Cos’è la creatività? Se volete una risposta concreta e illuminante non cercatela nei trattati sull’arte o sulla poesia. Cercatela nella teoria della pubblicità. Perché questo sembra oggi l’unico settore, assieme al design e alla tecnologia, che esalti e dia davvero valore a quella particolare disposizione detta “creatività” – ma che in passato ebbe altri nomi: ispirazione, genio, invenzione, innovazione, originalità, capacità di dar vita a qualcosa di inaspettato.

pubblicato da c.benedetti il 25 marzo 2012


Una lettura di “Teoria del romanzo” di Guido Mazzoni

Quello che segue è un attacco. Mi sono chiesto come mai io senta il bisogno di attaccare un libro che ho amato e che mi ha dato moltissimo. Dopo alcuni giorni di intensa confusione, ho trovato la più banale e forse più vera delle risposte: ho la necessità di attaccare questo libro proprio perché l’ho amato e mi ha dato moltissimo e, ogni volta che credeva io non vedessi, lui mi ha tradito con i miei peggiori nemici. (Il saggio di Mazzoni è uscito nel 2011 per l’editore Il Mulino)

pubblicato da c.benedetti il 23 marzo 2012


Chi si ricorda di György Lukács?

Praticamente ignorate nel quarantennale della morte, la figura e le opere del pensatore ungherese sono sempre più sepolte nelle biblioteche che, fra l’altro, dalle nostre parti sembrano autorizzate a disfarsi di volumi che non vengono consultati da più di dieci anni.

pubblicato da t.scarpa il 18 marzo 2012


La lingua, la trama e il resto

Non sono d’accordo con l’impostazione che Paolo Nori, nella sua recensione al romanzo Il bambino indaco di Marco Franzoso, dà a questa domanda: “e mi viene da chiedermi, e mi verrebbe da chiederlo a Franzoso, e a chiunque sappia la risposta, se l’attenzione rigorosa, maniacale, alla trama debba necessariamente andare a scapito della ricchezza della lingua e della varietà dei suoi colori, e viceversa”.

pubblicato da t.scarpa il 25 febbraio 2012


Siviglia mi uccide

Un intervento scelto e tradotto da Vincenzo Latronico.

pubblicato da m.rossari il 28 aprile 2011


Libri inclassificabili

Né romanzi né saggi, eppure indispensabili.

pubblicato da t.scarpa il 8 marzo 2011


Rassegna stampa

In esclusiva.

pubblicato da m.rossari il 8 marzo 2011


Il tedesco è per me come una zia

Genesi di un traduttore

pubblicato da m.cerino il 7 febbraio 2011


L’autore, l’untore, l’attore

Il rapporto che si stabilisce fra autore a lettore, attraverso il curioso medium di un parallelepipedo di carta trafilata di tratti neri, è uno dei più sconcertanti che si possano osservare tra organismi viventi, e sembra prescindere dalla logica, dall’estetica e dall’etica.

pubblicato da t.scarpa il 21 ottobre 2010


Immaginazione, Immagine, Immaginario

Nella sezione Biblioteca mettiamo a disposizione in formato PDF – così chi vorrà potrà scaricarselo – uno scritto (una tesi di dottorato su Giambattista Vico) di Giovanni Spadaccini.

pubblicato da a.moresco il 10 marzo 2010


Gli scrittori e le stelle

Breve stralcio dell’intervento tenuto alla facoltà di Lingue dell’Università di Bari per il convegno "Scrivere il veleno", organizzato dal gruppo di ricerca sull’estremo contemporaneo coordinato da Matteo Majorano. Il testo integrale – assieme agli interventi dei due presentatori Matteo Majorano ed Enzo Mansueto e agli altri interventi e domande – uscirà per i tipi di B.A. Graphis, in corso di stampa.

pubblicato da a.moresco il 25 dicembre 2009


Editing e scrittura

La figura recentemente salita alla ribalta, per qualche giorno, dell’editor merita non molte riflessioni, ma un sacco di precisazioni. Io vorrei farne qualcuna, di precisazione.

pubblicato da d.voltolini il 18 luglio 2009


“Editing” è un falso nome

Caro Vincenzo Latronico,

le tue osservazioni mi invitano a tornare sull’argomento e a cercare di sbrogliare un equivoco terminologico.

Noi abbiamo solo tre termini per indicare la terra in rapporto all’altitudine: pianura, collina, montagna. Ma in Perù, dove le terre abitate si innalzano fino ai 5.000 metri, ce ne sono molti di più. Ecco quelli che mi ricordo: "puna", "quechua", "junka", "suni", "chala", "ripa ripa", "omalga"… scendendo dalla terra più alta alla più bassa. Ognuna ha clima e coltivazioni differenti.

pubblicato da c.benedetti il 17 luglio 2009


L’editing e la mia esperienza

Ricevo e volentieri pubblico questo intervento di Vincenzo Latronico, che ha esordito nel 2008 con il romanzo "Ginnastica e rivoluzione", Bompiani (C.B.)

pubblicato da c.benedetti il 16 luglio 2009


La superbia degli editor

"Diciamolo, scrivere è un duro lavoro. E proprio quando pensi di aver raggiunto qualcosa comincia una nuova sfida: non solo come pubblicarlo ma come renderlo pubblicabile. L’idea è buona, i personaggi sono credibili, i dialoghi convincenti, ma la narrazione pencola, la struttura manca di drammaticità… Fa’ un viaggio da noi, troverai professionisti affidabili!".

pubblicato da c.benedetti il 13 luglio 2009


A proposito di Carver. Cosa facciamo quando facciamo editing?

La scorsa estate sono stata in pellegrinaggio alla Lilly Library, a Bloomington nell’Indiana. Non potevo resistere alla curiosità di consultare e avere tra le mani quelle carte così controverse di Carver violentemente editate da Gordon Lish, il Captain Fiction della narrativa americana.

pubblicato da b.centovalli il 8 luglio 2009


La magia degli esordi

Per Calvino il primo libro è addirittura il solo che conti: "il grande strappo lo dai solo in quel momento, il nodo che hai dentro o lo sciogli quella volta o mai più". Lo scrive nella prefazione del 1964 alla ristampa del suo romanzo di esordio Il sentiero dei nidi di ragno. Aggiunge anche che dopo il primo libro "non riuscirai più a dire una parola vera, insostituibile". Questo non è vero e le biografie di tanti scrittori lo confermano. Però sull’esordio dice qualcosa di profondamente vero.

pubblicato da c.benedetti il 8 giugno 2009


Io divulgo

David Lindley è un giornalista e editor scientifico con un passato a "Nature", "Science" e "Science News" – tre delle riviste di divulgazione scientifica più conosciute e più citate – e studi da astrofisico. Come molti suoi colleghi americani e inglesi (ma anche italiani) ha pubblicato vari volumi di divulgazione scientifica, i cui temi sono Einstein (con Darwin quasi una tappa obbligata, pare, se si vuole fare carriera nell’editoria di settore), Boltzmann e Heisenberg. Io ho letto il suo ultimo lavoro, Incertezza. Einstein, Heisenberg, Bohr e il principio di indeterminazione.

pubblicato da a.tarabbia il 30 marzo 2009


Wu Ming / Tiziano Scarpa: Face Off (3a e ultima parte)

Ocio, ché arriva un capoverso tosto.

C’è un limite oltre il quale non si spingono nemmeno i più convinti decostruzionisti, neo-pragmatisti e fautori dell’interpretazione libera. O meglio, c’è una direzione che nemmeno secondo loro andrebbe mai presa.

pubblicato da t.scarpa il 29 marzo 2009


Wu Ming / Tiziano Scarpa: Face Off (2a parte)

La via scelta da Tiziano Scarpa è quella della presenza-esibizione (il contrario dell’inibizione). L’autore è l’uomo nudo sotto l’impermeabile, figura "gloriosa e tragica", quello che all’uscita della scuola si mette di fronte a mia figlia e, zap!, le mostra il corpo sessuato. L’esibizionista deve esporsi, esporsi anche al rischio (molto concreto) di mazzate da parte mia.

pubblicato da t.scarpa il 23 marzo 2009


Wu Ming / Tiziano Scarpa: Face Off (1a parte)

Ringrazio Tiziano Scarpa per il suo intervento su New Italian Epic, anni Novanta e parresìa. È un testo ponderato, argomentato, non banale, pungolante. Una mosca bianca, tra le prese di posizione critiche sull’argomento. Mosca bianca che sfugge alle tele di ragno.

pubblicato da t.scarpa il 16 marzo 2009


Free Italian Epic

Passano gli anni e la domanda resta: cosa succede nella letteratura italiana? Fino a poco tempo fa la maggior parte dei critici diceva che non succedeva niente e nemmeno poteva succedere più niente, essendo venute meno le condizioni storiche.

pubblicato da c.benedetti il 11 marzo 2009


Parresia, cura del sé, moltitudine. Un punto di vista sul New Italian Epic

Nell’articolo L’epica popular, gli anni Novanta, la parresìa, Tiziano Scarpa esprime le sue perplessità sul New Italian Epic, articolandole in vari punti. Mi interessa riprendere la sua osservazione sulla parresìa di Gomorra, caratteristica che lo separerebbe dalle opere della nebulosa NIE - e da qui provare a fare un altro tipo di discorso.

pubblicato da t.scarpa il 9 marzo 2009


L’epica-popular, gli anni Novanta, la parresìa

Nei suoi tre saggi contenuti in New Italian Epic, Wu Ming 1 dice alcune cose che trovo condivisibili. Prima di lui, parecchie delle stesse cose le hanno dette Carla Benedetti in Pasolini contro Calvino e L’ombra lunga dell’autore e Il tradimento dei critici e in vari interventi, Alberto Casadei in Romanzi di Finisterre, Valerio Evangelisti in Alla periferia di Alphaville e Distruggere Alphaville e in vari interventi, Tommaso Labranca in Andy Warhol era un coatto, Antonio Moresco in Lettere a Nessuno e Il vulcano e L’invasione e in vari interventi, per non parlare di altre scrittrici e scrittori stranieri nelle loro riflessioni sulla letteratura.

pubblicato da t.scarpa il 2 marzo 2009


Paolo Febbraro risponde a Davide Brullo

Ricevo da Paolo Febbraro questa risposta alla lettera di Davide Brullo pubblicata sul "Primo amore" il 21 gennaio (CB).

pubblicato da c.benedetti il 2 febbraio 2009


Scorretto Paolo Febbraro

Ricevo da Davide Brullo questa lettera a Paolo Febbraro. E’ una protesta contro le semplificicazioni e le facili etichette di "clerico-fascista" e di "squadrismo" lanciate contro l’autore di un libro senza confrontarsi con i contenuti (CB)

pubblicato da c.benedetti il 21 gennaio 2009


Scrittore ti faccio a pezzi

La quantità di antologie di racconti prodotta da editori grandi, piccoli e piccolissimi, è impressionante. Negli ultimi anni ne sono uscite talmente tante che un elenco approssimativo di quelle italiane si mangerebbe da solo tutto lo spazio di questo articolo.

pubblicato da c.benedetti il 7 gennaio 2009


Pensare visivo

Mi è capitato di scrivere (o di voler scrivere senza riuscirci, causa le mie insufficienti competenze informatiche) dei racconti con una certa evidenza grafica.

pubblicato da s.nelli il 5 ottobre 2008


Bambole

Nel gioco della bambina con la bambola si è creduto a lungo di vedere precocemente all’opera l’“istinto materno”. Ma che dire allora delle modelle, delle “veline” e delle conduttrici televisive sempre più simili alle Barbies, e viceversa?

pubblicato da a.tarabbia il 5 agosto 2008


Il congegno

Ogni amore ha impiantato al proprio interno un congegno che lo regola e ne misura le frequenze e gli umori. È un congegno dal funzionamento elementare, biologico, si direbbe.

pubblicato da s.baratto il 9 luglio 2008


Il traboccamento

Ci sono state epoche in cui gli scrittori -o perlomeno molti di essi- sono riusciti a sottrarsi a queste o ad altre "leggi", hanno forzato il gioco chiuso di tempo e spazio chiusi dentro il loro piccolo potere e la loro piccola storia.

pubblicato da a.moresco il 2 luglio 2008


Il traboccamento #5

Esiste una differenza enorme tra questi due romanzi che attraversano la Storia.

pubblicato da a.moresco il 24 giugno 2008


Il traboccamento #4

Una bravura fuori dal comune. Una diligenza fuori dal comune. Ma allora… che cosa manca?

pubblicato da a.moresco il 22 giugno 2008


Il traboccamento #3

È passato quasi un secolo e mezzo da quando Tolstoj ha scritto il suo formidabile libro. Adesso siamo nel Duemila. E c’è qui un altro grande romanzo scritto anch’esso -come ho già detto- a poco più di una cinquantina d’anni di distanza dai fatti narrati, da due scrittori pressappoco della stessa età, che racconta, oltre tutto, una successiva migrazione (di nuovo da Occidente a Oriente) con le sue ancora più abominevoli ideologie di supporto, e che si presenta anch’esso come una grande narrazione che attraversa la storia.

pubblicato da a.moresco il 20 giugno 2008


Il traboccamento #2

E veniamo adesso all’altro volto del libro, alle grandi battaglie, alla guerra, che non è mai vista come antitesi rispetto alla "pace" ma che fa un tutt’uno con il resto e con la sua immobilità dentro il movimento della storia e del tempo.

pubblicato da a.moresco il 18 giugno 2008


Il traboccamento #1

Ho appena finito di leggere Le benevole. E’ un romanzo di cui ho rinviato per mesi la lettura, un po’ per ragioni di tempo, un po’ per un preconcetto negativo.

pubblicato da a.moresco il 16 giugno 2008


Le quattro forze di "Gomorra"

In tempi recenti si è affermata la tendenza a dividere il sistema letteratura in due super-generi: fiction e non-fiction. Questa partizione, che non si dà da sempre, ed è stata chiaramente "prodotta", è forse una delle semplificazioni più barbare che si siano fatte in questi anni nel campo del pensiero e dell’invenzione.

pubblicato da c.benedetti il 20 maggio 2008


Un biglietto per Valerio Evangelisti

Caro Valerio,
ho letto con interesse il tuo intervento intorno alla "nuova epica italiana" degli anni Duemila. Francamente mi sfugge in che senso essa costituirebbe una novità o una discontinuità rispetto alla letteratura italiana del recente passato.

pubblicato da t.scarpa il 18 maggio 2008


La parete di luce

Il testo del mio intervento al Seminario Internazionale sul Romanzo, coordinato da Massimo Rizzante, che si è tenuto all’Università di Trento nel corso del 2007, e che uscirà in volume, assieme agli altri interventi, nel 2008.

pubblicato da a.moresco il 10 dicembre 2007


Romanzi d’eccellenza

Siamo sempre di più. Scriviamo romanzi, oppure romanzi o, qualche volta, romanzi. Parecchi di noi riescono a pubblicare.

pubblicato da t.scarpa il 27 novembre 2007


Gli scrittori-scienziati

Mi capita sempre più spesso di leggere libri “scientifici” (e collocati in libreria nel settore “Scienze”) che -oltre a essere straordinariamente interessanti e avvincenti per i loro contenuti- hanno anche forza letteraria, chiarezza argomentativa, forma, tenuta.

pubblicato da a.moresco il 5 novembre 2007


Ghingheri

Sulla rivista in rete ’tina, Matteo B. Bianchi presenta la versione 1.0 del Dizionario affettivo della lingua italiana: "L’idea alla base è molto semplice: ho chiesto a ogni scrittore di indicare la sua parola preferita del vocabolario italiano e di spiegarne il perché".

pubblicato da t.scarpa il 19 settembre 2007


Il web e il “piccolo mondo”

A volte le conseguenze di un messaggio arrivato troppo tardi possono essere drammatiche. Shakespeare ci racconta la tragedia che si compie quando Romeo vede Giulietta nella bara, ignaro che la sua morte è solo apparente. Il messaggio che spiega le proprietà del filtro con cui Giulietta simula la morte non è giunto a Romeo

pubblicato da c.benedetti il 12 giugno 2007


Imprendibili corpi

Amo quella scrittura e quegli scrittori che cercano disperatamente nella pagina di catturare l’oralità del vivere. Naturalmente senza mai riuscirci.

pubblicato da c.benedetti il 13 marzo 2007


La "scrittura assistita"

Caro Massimiliano,
visto che parli di Proust, voglio riportare il responso che il lettore della casa editrice Ollendorf dette della prima sezione della Recherche du temps perdu. E’ molto noto, ma fa effetto rileggerlo ora.

pubblicato da c.benedetti il 1 marzo 2007


L’editor, il peggior amico dello scrittore

Cara Carla Benedetti. Che sull’Espresso hai non-recensito il romanzino di Sergio Claudio Perroni, noto editor e agente di libri da premio, noto operatore dell’antitesi della letteratura che conta. Hai ragione...

pubblicato da c.benedetti il 1 marzo 2007


L’editor e lo scrittore

Questa volta, caro lettore di romanzi, recensisco un risvolto di copertina. Sì, la striscetta di carta che si ripiega, dove stanno i brevi testi di contorno, marginali ma non superflui. Il libro è Non muore nessuno, romanzo di esordio di Sergio Claudio Perroni, editor, agente letterario e traduttore (Bompiani, p. 217, E. 15,00).

pubblicato da c.benedetti il 27 febbraio 2007


Il nostro bisogno di inesperienza #2

“Ora sono nato: da circa sette mesi sono nato. Se in più di mille pagine ho prodotto un sosia, era perché io non c’ero, non ci volevo essere: adesso ci sono. (…) Le mie idiosincrasie si scontreranno con quelle degli altri in campo aperto; se avrò qualcosa da raccontare, non sarà su di me.”

pubblicato da s.baratto il 6 gennaio 2007


Quanta arroganza! Quanta paura!

Gli scrittori di oggi hanno dei padri o non hanno dei padri? Si stenta a crederlo ma è su questa riciclata e inconsistente questione che si è dibattuto nei giorni scorsi al Premio Mondello, così almeno parrebbe dai giornali.

pubblicato da a.moresco il 1 dicembre 2006


Che cos’è un dispositivo?

Vi propongo nulla di meno che una generale e massiccia partizione dell’esistente in due grandi gruppi o classi: da una parte gli esseri viventi (o le sostanze) e dall’altra i dispositivi in cui essi vengono incessantemente catturati.

pubblicato da t.scarpa il 24 novembre 2006


I segreti di Google

Chi abbia avuto l’opportunità di cimentarsi con ricerche sul World Wide Web (la ragnatela grande come il mondo) prima dell’esistenza di Google, cioè più di dieci anni fa, è perfettamente consapevole del cambiamento radicale dovuto all’uso del nuovo strumento. Una vera e propria rivoluzione.

pubblicato da c.benedetti il 24 ottobre 2006


Il nostro bisogno di inesperienza

Questa mattina inaspettatamente vuota è stata l’occasione per leggere l’ultima cosa pubblicata da Scurati, un bompianino che prende il nome di La letteratura dell’inesperienza – scrivere romanzi al tempo della televisione. Si tratta di un micro saggio, davvero poco più di un lungo articolo, distribuito in un’ottantina di pagine tirate allo spasimo che mi ha stimolato alcune riflessioni che mi va di metter giù. (Dico subito che ho molte cose da scrivere e che per questioni di tempo in molti passaggi userò l’ascia).

pubblicato da s.baratto il 12 ottobre 2006


Libri e barbarie

Perché leggere un libro di critica letteraria? Perché la critica, quando è grande – e non un "passatempo per iniziati"– non arricchisce solo la nostra conoscenza della letteratura. Fa qualcosa di più.

pubblicato da c.benedetti il 30 giugno 2006


Le mistificazioni dei Wu Ming

Cos’hanno in comune Gomorra di Roberto Saviano e Asce di guerra dei Wu Ming?

pubblicato da ilprimoamore il 22 giugno 2006


Influire sul corso del mondo

Perché leggere un libro di critica letteraria?
Perché la critica, quando è grande – e non un "passatempo per iniziati"– non arricchisce solo la nostra conoscenza della letteratura. Fa qualcosa di più.

pubblicato da c.benedetti il 15 giugno 2006


Distruggere Alphaville

Segnalo questo importante intervento di Valerio Evangelisti su Carmilla, tratto dall’introduzione alla sua nuova raccolta di saggi Distruggere Alphaville (edita da L’Ancora del Mediterraneo). Ne riporto il primo paragrafo:

pubblicato da t.scarpa il 8 giugno 2006


Sesso in tivù
pubblicato da t.scarpa il 9 maggio 2006


Batticuore fuorilegge

Se la società nascesse oggi, non sono sicuro che ai singoli verrebbe concesso questo varco di espressione pubblica che è stato chiamato letteratura. Inventata e difesa dai nostri antenati, la letteratura è un’eredità inestimabile: e non sto parlando soltanto delle opere del passato, ma proprio della sua pratica attuale, viva.

pubblicato da t.scarpa il 23 marzo 2006


Il mondo sostituito

Il mondo non può essere pensato come finito. Perché nel momento in cui lo pensiamo tale subito si spalanca il suo esterno, che continua, all’infinito.

pubblicato da c.benedetti il 1 marzo 2006


L’aria che tira

E’ una cosa piccola piccola, ma significativa. Finalmente l’hanno detta fuori dai denti, hanno mostrato quello che li rode! Hanno fatto un passo avanti davvero chiaro, dopo un uso tanto grottesco delle pagine culturali e delle loro sinergie, che va avanti da tempo.

pubblicato da a.moresco il 24 febbraio 2006


Qualità quantità. Perché scrivi?

Capita spesso che a uno scrittore venga rivolta questa domanda, in questi anni. Comincerò a rispondere col criticare la domanda stessa e ponendo un’altra domanda.

pubblicato da a.moresco il 6 febbraio 2006


Aboliamo i giovani scrittori

Contro un’etichetta che indebolisce la letteratura.

pubblicato da t.scarpa il 6 febbraio 2006


Gli alchimisti del brutto

La bruttezza ha successo. Difetti fisici e debolezze caratteriali sono ostentate con orgoglio per accrescere il potere dell’immagine. I metodi dei media per trasformare il negativo in valore culturale: i casi di Maurizio Ferrini, Marco Baldini, Maria Giovanna Elmi, Karol Wojtyla, Gialappa’s Band.

pubblicato da t.scarpa il 31 gennaio 2006


Il sogno della letteratura

Solo per me è nato Don Chisciotte, e io per lui; egli ha saputo agire, e io scrivere; tutti e due non siamo che una cosa sola.

pubblicato da a.moresco il 28 gennaio 2006