Marco Rossari

TitolAzioni

Due righe in cronaca.

pubblicato nella rubrica giornalismo e verità il 26 luglio 2011


Variazioni di luce

There’s a certain Slant of light, Winter afternoons –

pubblicato nella rubrica poesia il 17 luglio 2011


Il fantasma delle opere

"Il nome giusto" di Sergio Garufi.

pubblicato nella rubrica libri il 30 giugno 2011


L’ultima spiaggia

Un paccolavoro di Thomas Pynchon.

pubblicato nella rubrica libri il 11 giugno 2011


Un esperimento

Un bambino di nome Stefano aveva cinque anni.

pubblicato nella rubrica poesia il 8 giugno 2011


Appunti per un giorno abbastanza felice

Oggi dev’esserci già a spasso per Milano un’idra tutta moderna a cinque teste

pubblicato nella rubrica democrazia il 30 maggio 2011


Ingratitudine

Due passaggi cruciali da un nuovo libro.

pubblicato nella rubrica libri il 26 maggio 2011


Non è mai troppo tardi

(per scoprire Federico Fiumani)

pubblicato nella rubrica musica il 24 maggio 2011


Senza titolo

Me se regordi pü se chí, a Milan,
ghe sia ’na piassa cun l’aria sensa temp,
che dré ’n cantun me sun pruâ de andà
e i gent ne l’aqua passàven cume ’l vent.

pubblicato nella rubrica poesia il 17 maggio 2011


Sorriso manifesto

Letizia e la sincerità.

pubblicato nella rubrica democrazia il 12 maggio 2011


Siviglia mi uccide

Un intervento scelto e tradotto da Vincenzo Latronico.

pubblicato nella rubrica in teoria il 28 aprile 2011


Il mio personale buio

Ancora su Marcinelle. Un’intervista a Giacomo Guarneri.

pubblicato nella rubrica a voce il 8 aprile 2011


Un paese troppo sano

In una scena memorabile di L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Oliver Sacks racconta di un irrefrenabile scroscio di risa proveniente dal reparto afasici che desta l’allarme nella clinica dove lavora.

pubblicato nella rubrica democrazia il 2 aprile 2011


L’uomo dimidiato

Una pagina tagliente, affilata, puntuta.

pubblicato nella rubrica il dolore animale il 28 marzo 2011


Lo stato del crocifisso

Torchiare sinistramente un libro di Sergio Luzzatto.

pubblicato nella rubrica democrazia il 19 marzo 2011


Rassegna stampa

In esclusiva.

pubblicato nella rubrica in teoria il 8 marzo 2011


Il contrabbasso e la rosa

Un nuovo inizio.

pubblicato nella rubrica libri il 6 marzo 2011


Chiamami nemesi

L’ennesima fatica di Philip "Rotativa" Roth.

pubblicato nella rubrica libri il 26 febbraio 2011


Porco Rosso, avrai il mio scalpo!

Ode al partito d’animazione.

pubblicato nella rubrica cinema il 20 febbraio 2011


La cultura underground a Milano

Presentiamo La cultura underground di Mario Maffi (Odoya, 2009) stasera, giovedì 17 febbraio, alle 21,30 all’Arci Scighera di via Candiani 131, Milano (ingresso libero con tessera Arci).

pubblicato nella rubrica locandina il 17 febbraio 2011


La città dell’alfabeto

Breve sillabario intorno alla necropoli che passa sotto il nome di New York.

pubblicato nella rubrica a voce il 4 febbraio 2011


Una poesia da "Che cosa è per me la tua bocca"

Cinquanta poesie d’amore carnale e tredici disegni, Ponte alle Grazie

pubblicato nella rubrica poesia il 29 gennaio 2011


Il corpo senza

In data 26 *** 2010 lo scrivente capitano G. Pietro della compagnia del corpo dei Carabinieri di ***, su segnalazione in pari data dei sigg. F. Matteo e G. Roberto dipendenti in qualità di carpentieri presso la ditta di demolizioni *** Srl, rinveniva presso il capannone sito in *** (prov. di ***), via *** n. 12,

il cadavere

di un uomo di età imprecisata

pubblicato nella rubrica il dolore animale il 22 dicembre 2010


L’impronta della carne

Cinque uomini dai tratti orientali, lo sguardo assorto, seduti in circolo dentro uno stanzone vuoto, parlano con tono di voce monocorde, prendendo a turno la parola in una lingua sconosciuta. Parrebbe quasi una seduta di meditazione, se lo sguardo non corresse ai sottotitoli.

pubblicato nella rubrica democrazia il 10 dicembre 2010


Il virile amore dei camerati

Pianterò folta la fratellanza, come alberi lungo tutti i fiumi dell’America, lungo le rive dei grandi laghi, per tutte le praterie,
Renderò le città inseparabili, con le braccia l’una al collo dell’altra,
Con l’amore dei camerati,
Con il virile amore dei camerati.

Walt Whitman

pubblicato nella rubrica libri il 28 novembre 2010


Mammuthgrafia

"La bibita più piccola che avete, grazie." "Con soli 5 euro in più le do i nachos e la sour cream." "No, grazie." "Con soli 3 euro in più le do i popcorn multimaxi." "No, grazie." "Con un solo euro in più le regalo il bambolotto cineplex che fa ciao con la mano." "No, grazie." "Se mi risponde di sì anche solo una volta tutto il cinema è suo." "No, grazie."

pubblicato nella rubrica libri il 6 novembre 2010


Un popolo fra virgolette

A margine di un omicidio. Nella foto pubblicata sul sito di un quotidiano, leggo uno striscione sorretto da alcuni sconosciuti: Pena di morte x lo "zio" animale, dice testuale.

pubblicato nella rubrica democrazia il 28 ottobre 2010


Morire senza ordine personale

E improvvisamente, il cinque marzo, Stalin morì. Quella morte venne a intrufolarsi nel gigantesco sistema di entusiasmo meccanizzato, d’ira e d’amore popolare, stabiliti su ordine del comitato di rione.

pubblicato nella rubrica libri il 22 ottobre 2010


Le parole in comodato

Mentre aspetto un amico per la strada, dal locale accanto escono due ventenni e uno fa all’altro: "Aspetta, mi fumo un cicco in tranquillanza". Corro in bici, accanto a un portone intravedo un cartello dove una mano con bomboletta ha aggiunto una lettera facendo diventare l’entrata uno "spasso carrabile".

pubblicato nella rubrica democrazia il 22 ottobre 2010


Le viscere del rock

Avevo sedici anni e dovevo trovare il sacro fuoco del rock’n’roll. Non l’avevo rintracciato sui palchi maggiori, così mi ero inoltrato nei sentieri meno battuti della festa, trovando una discreta folla che si aggirava davanti a un palchetto defilato.

pubblicato nella rubrica musica il 10 ottobre 2010


Quartina per Lord Chandos

Mancano le parole
si dice per il lutto
ma cosa dire quando
si dice per il tutto?

pubblicato nella rubrica poesia il 28 settembre 2010


Giacomo, hai dimenticato la carabina!

Oggi è cominciata la scuola. Dopo un bacio sul nasino, papà mi ha messo in spalla lo zaino colorato con dentro pastelli e quaderni. Sono trotterellato verso il grosso edifico verde, quando mi ha richiamato: "Giacomo, dove corri? Hai dimenticato la carabina!"

pubblicato nella rubrica democrazia il 24 settembre 2010


Chissà se riuscirò mai a scrivere come prima

Tanto per dimostrare a me stesso che non è vero, non è vero che sono incapace di avere rapporti affettivi con altri esseri umani, oggi parlerò dei due amici che mi sono fatto qui, Rambo e Remigio.

pubblicato nella rubrica racconti il 22 settembre 2010


Divorare un cucciolo vivo

(Qualche tempo fa ho letto un romanzo molto bello, "Le mie cose", di Marco Lazzarotto, Instar. Ne propongo una pagina con l’autorizzazione dell’autore, che ringrazio. mr.)

pubblicato nella rubrica libri il 15 settembre 2010


Dell’immagine tesa

Dell’immagine tesa
Vigilo l’istante
Con imminenza di attesa -
E non aspetto nessuno:

pubblicato nella rubrica poesia il 12 settembre 2010


Il mondo sommerso

Sul principiare degli anni Sessanta un giovanissimo James G. Ballard si cimentò in una serie di romanzi d’umore catastrofico. Libri che immaginavano scenari di un futuro più o meno venturo nel quale il nostro pianeta veniva sottoposto a supplizi di origine naturale.

pubblicato nella rubrica libri il 9 settembre 2010


Le parole

Le mie parole ti bagnano:
a fior di labbra come
l’acqua languono e
modellano il tuo angolo
di corpo. Sei la sponda
sulla quale l’onda
della lingua scivola.
Le mie parole ti amano
timida, lasciva.

pubblicato nella rubrica poesia il 2 settembre 2010


Ci hai provato, James

Appena messa insieme la raccoltina di racconti, lo scrittore si sentì appagato. I protagonisti delle storie erano persone comuni alle prese con faccende di vita quotidiana. Una bella trovata era stata quella di dividere le novelle in quattro sezioni, una per ogni fase della vita: infanzia, adolescenza, maturità e vita pubblica.

pubblicato nella rubrica racconti il 6 luglio 2010


Hai mai visto un animaletto putrefatto?

Non amo necessariamente i corpi in decomposizione, ma nella loro struttura fisica c’è qualcosa di incredibile. Hai mai visto un animaletto putrefatto?

pubblicato nella rubrica emergenza di specie il 28 giugno 2010


Un pugno di uomini sfocati

Ci sono libri che si affacciano senza clamore, se ne stanno lì acquattati in un angolo della libreria ed escono di scena senza avere sollevato polemiche, senza pretese generazionali e senza visioni del mondo (anche se, in fondo in fondo, un libro – per quanto modesto – una visione del mondo ce l’ha in ogni caso).

pubblicato nella rubrica libri il 9 giugno 2010


Fama

All’entrata dell’aeroporto di Catania mi accoglie un grosso cartellone pubblicitario con una foto: c’è un traghetto attraccato sullo sfondo, in attesa di far salire i passeggeri. Solo che qui i passeggeri sono una fila di ragazze discinte lungo il molo d’imbarco

pubblicato nella rubrica dal vivo il 7 giugno 2010


EditoriaEdintorni

Solo cinque anni fa chi avrebbe mai detto che la migliore frase di lancio per un thriller avrebbe potuto essere: "Roslund & Hellström sono tra i migliori scrittori di crime in circolazione." Parola di Maj Sjöwall, autrice con Per Wahlöö delle storie di Martin Beck.

pubblicato nella rubrica libri il 12 maggio 2010


Variazioni sull’albatro

A volte, quando l’albatro "sta con l’uragano" e poi è "avvezzo alla tempesta", quando le "ciurme" diventano "marinai" e poi "uomini d’equipaggio", mi chiedo quale poesia leggiamo abitualmente in traduzione. Ma forse come il principe delle nuvole è il traduttore e via dicendo.

pubblicato nella rubrica poesia il 2 maggio 2010


I due passanti

I due passanti: quello distinto con il vestito grigio
e quello distinto con il vestito grigio, quello con un certo
portamento elegante e l’altro con un certo portamento
elegante, uno che rideva con uno che rideva

pubblicato nella rubrica il dolore animale il 24 aprile 2010


Alla ricerca dello sballo supremo

"15 gennaio 1953. Hotel Colón, Panama. Caro Allen, sono solo di passaggio per farmi togliere le emorroidi. Non mi sembrava il caso di tornare fra gli indios con le emorroidi." Così, a dir poco in medias res, William S. Burroughs apriva il leggendario epistolario dello yage con Allen Ginsberg, oggi ripubblicato da Adelphi (pp. 215, € 12,00, a cura e con un’introduzione di Oliver Harris, nella splendida traduzione di Andrew Tanzi).
Ma che ci faceva da quelle parti, il mefitico tossico metropolitano?

pubblicato nella rubrica libri il 12 aprile 2010


All’angolo

Ogni tanto, nel corso di questo lungo inverno, mi è capitato di andare in una biblioteca che si trova a un angolo di strada abbastanza trafficato: studenti di ingegneria o giurisprudenza si mescolano agli immigrati in cerca di riparo (o di una cuffia dove ascoltare le lezioni di italiano), oltre che alle vecchiette a caccia di un quotidiano e ai classici mattocchi da luogo pubblico. Questi sei sketches nascono da lì. (m.r.)

pubblicato nella rubrica poesia il 22 marzo 2010


The Kappler Inside You

Sono in un bar a mangiare un panino. Una gestione alla buona, padre e madre con i due figli. Molte discussioni di calcio, pochi giornali (al massimo, free-press).

pubblicato nella rubrica dal vivo il 11 marzo 2010


Monk

– Monk,
ti scrivo una poesia
che non conta e costa
niente dietro un vetro
dove speculo e rispecchio
monkagente in un pomeriggio di
silenzio (come tutti i
pomeriggi del pianeta).
Tra una nota e l’altra
– esita il profeta.

pubblicato nella rubrica musica il 17 dicembre 2009


Due labbra di una piaga semplice.

La "realtà" è una specie di sogno, più spesso incubo, che ci accomuna; comunemente, supinamente accetto. Specie nelle sfere applicate, e poi imposte. Guarda alla storia, al denaro, all’arte, alla politica. Applicarle è dell’uomo; imporle ha del diabolico, ma sempre e solo con umani hai a che fare.

pubblicato nella rubrica poesia il 22 ottobre 2009


Due labbra di una piaga semplice.

Se possiamo dire che la vera poesia è quella che si nega alla traduzione (anche se il nostro non sarebbe d’accordo), allora l’esordio di Ottavio Fatica si impone in questo senso tra i più autorevoli, per la cura del dettato e per la mobilità della lingua.

pubblicato nella rubrica poesia il 22 ottobre 2009