Stella d’Italia

ilprimoamore



L’Italia è tramortita. L’Italia ha bisogno di risorgere. Ha bisogno di tirare fuori dalla sua testa, dalla sua pancia e dal suo cuore le energie che pure conserva dentro di sé e che -come è successo altre volte in passato- possono farla risorgere.

C’è bisogno di gesti, individuali e collettivi, che diano una spinta verso questa rigenerazione. C’è bisogno di unire sentimento e visione. C’è bisogno di mettere al mondo e rendere visibile questa urgente necessità e questo desiderio diffuso attraverso gesti significativi e prefiguranti da compiere insieme. C’è bisogno di un incontro non solo mentale e ideale ma anche fisico, che renda visibile e che faccia vivere l’immagine e la possibilità di un’unione dinamica riconquistata, dopo anni di intossicazione, di avvilimento e di mancanza di prospettive, di lacerazioni e di divisioni, territoriali e sociali, in cui c’è stato chi ha creduto di prosperare agitando e acuendo proprio queste divisioni e queste lacerazioni, fino a portarci nel vicolo cieco in cui ci troviamo e da cui è questione di vita o di morte uscire per poter finalmente imboccare altre strade.

Chi vi invita a compiere uno di questi gesti (la rivista "Il primo amore", le Tribù d’Italia e tutte le donne e gli uomini che hanno dato vita a Cammina Cammina) ha già compiuto, dal 20 maggio al 3 luglio del 2011, un viaggio a piedi, da Milano a Napoli passando attraverso Roma, per ricucire l’Italia coi nostri passi, seguendo l’antica via Francigena dei pellegrini, dormendo in ostelli, palestre, chiese, teatri, campeggi e conventi. A questo viaggio, che ha superato per partecipazione ogni previsione iniziale, si sono unite via via molte camminatrici e camminatori di tutte le parti d’Italia, fino a raggiungere un totale di circa settecento persone.

Ora proponiamo un’impresa che sembra più impossibile ancora e che abbiamo chiamato Stella d’Italia: un grande spostamento a piedi, di menti e di corpi, da compiere in date ancora da definire nella primavera del 2012, che parta dalle varie zone geografiche del nostro Paese, dal nord, dal centro e dal sud, con percorsi che verranno definiti con precisione più avanti sulla base delle adesioni attive all’iniziativa, che verrà ad assumere la forma dei bracci di una stella e che convergerà verso il centro. Come meta finale abbiamo scelto L’Aquila, che, oltre a trovarsi in una posizione centrale nel nostro Paese, rappresenta anche il nostro stato attuale ma anche il nostro bisogno e desiderio di ricostruzione.

Attraverseremo durante questo cammino molti comuni grandi e piccoli e cercheremo, in dialogo con Associazioni e Amministrazioni sensibili a questo bisogno di rigenerazione, di far vivere -anche attraverso incontri pubblici da tenere alla fine di ogni tappa- tutta la forza antica e nuova del tessuto comunale del nostro Paese, che proprio in questo momento viene così duramente misconosciuto e colpito ma che costituisce invece uno dei possibili motori per una ricostruzione della nostra vita su basi nuove.

Ci rivolgiamo alle Associazioni che operano nel campo del volontariato culturale e sociale. Ci rivolgiamo alle Associazioni che si battono in condizioni difficili contro l’invasiva penetrazione criminale e per la difesa del nostro territorio. Ci rivolgiamo alle Associazioni che hanno fatto del camminare e dello sfondamento avventuroso di orizzonti e della libertà che si attua con lo spostamento in avanti delle menti e dei corpi il loro modo di essere e di stare nel mondo. Ci rivolgiamo alle Associazioni che hanno nell’Italia e nella sua unità, integrità e libertà all’intero della nuova Europa e del mondo il loro fondamento e la loro meta. Ci rivolgiamo alle organizzazioni e ai gruppi di scrittori, di intellettuali e studiosi che intendono portare nel nostro Paese un rinnovamento culturale, invitandoli a superare anche, se necessario, piccole rivalità e incomprensioni senza futuro, per unirci in uno sforzo comune di prefigurazione e visione. Ci rivolgiamo ai grandi mezzi di comunicazione, perché siano sensibili non solo al già visto ma anche a ciò che si muove in direzioni inaspettate e perché lo facciano conoscere a un maggior numero di persone e lo valorizzino. Ci rivolgiamo ai Comuni e alle loro Associazioni, senza nasconderci che, a volte, è proprio attraverso questo tessuto, le sue istituzioni e le sue sinergie, che si attua un’ espropriazione del bene pubblico e l’esplosione di interessi economici personali e di piccoli gruppi, ma con la consapevolezza che ci sono al loro interno anche molte forze sane, pulite e aperte a una prospettiva di rinnovamento e rigenerazione, che desiderano conoscersi tra di loro per fare qualcosa di impegnativo e significativo che li accomuni in una moltiplicazione di forze.

Proponiamo di incontrarci nelle prossime settimane e nei prossimi mesi con chi si mostrerà sensibile all’urgenza di questo appello, per cominciare a configurare insieme e a organizzare i tempi, i modi e le forme di questa nuova impresa e di questo sogno.

Per informazioni:
Cammina cammina
tribuditalia@gmail.com








pubblicato da ilprimoamore nella rubrica stella d’Italia il 14 settembre 2011