Una città: è uscito il numero 138

ilprimoamore



E’ uscito il numero 138 di "Una città" di cui riportiamo, di seguito, il sommario. E’ possibile farsi un’idea della rivista (mensile di interviste e foto, di 28 pagine in grande formato, senza pubblicità) andando al sito www.unacitta.it (completamente rinnovato in questi giorni) o richiedendo copia saggio a unacitta@unacitta.it.

LA MOGLIE DI... è quello che resterà sempre una donna di mafia, anche se svolge nuovi ruoli quando il marito è in carcere; l’organizzazione mafiosa resta profondamente totalitaria, fondata sul potere di vita e di morte; l’intervista, in seconda e terza, è a Renate Siebert.

UNA SINISTRA SENZA FUTURO è quella che ha perso il contatto con i cambiamenti sociali epocali che hanno comportato la fine del modello fordista, in cui il posto fisso, normato e salariato, insieme a uno Stato centrale redistributore e protettore, erano la regola ferrea; la sinistra è stata subalterna al Berlusconi "che aveva governato male", tutto lì... ed è poco e la gente lo sente; l’intervista è a Enzo Rullani; in quarta e quinta.
http://www.unacitta.it/paginepoliticaecc/apppolrul.html

LA VULNERABILITA’ è il racconto di come è nata la rivolta delle banlieues francesi e di come questi giovani, che desiderano integrarsi, misurino quotidianamente, nella ricerca del lavoro e nel comportamento della polizia, il fatto di non essere "sullo stesso piano" degli altri, di essere "vulnerabili" appunto; a parlare è Henri Eckert, in sesta e settima.

SOPRA LE VASCHE in cui sono sepolte le case di Seveso più esposte alla diossina, con tutto il loro contenuto, oggi c’è un bellissimo parco che, grazie ad associazioni che hanno lavorato perché non si dimenticasse, è diventato un luogo della memoria che accoglie ragazzi da tutta la Lombardia e dall’Europa; l’intervista è agli attivisti grazie ai quali un simile risultato è stato possibile; in ottava e nona.

IL MERCATO DELL’ULTIMO MINUTO è la buona pratica di recuperare dai negozi e dai supermercati le rimanenze di cibo, e non solo, che andrebbero in discarica o all’inceneritore, per distribuirle a coloro che non hanno più possibilità di accedere al mercato; un circolo virtuoso fra associazioni di volontari, una cooperativa di giovani volonterosi, l’ente locale e le imprese profit che traggono un vantaggio pratico, ma anche etico, da una simile collaborazione; l’intervista è ad Andrea Segré, in decima e undicesima.
http://www.unacitta.it/paginebuonepratiche/bpmercato.html

MI PORTO LE MELE è il racconto, di Sergio Angrisani, della vita di un agente di commercio di beni durevoli, che non corrisponde affatto allo stereotipo del "venditore"; in tredicesima.

SE UNO FA TARDI è il racconto di un gruppo di ragazzi romani, perlopiù precari, che non coabitano, ma convivono proprio nello stesso appartamento; in dodicesima.

HUAXI, grazie a un mix micidiale di dittatura feudale e sviluppo economico moderno, è la cittadina più opulenta della Cina; la foto e il racconto, nelle centrali, sono di Martin Goettske.

L’INDIO PRESIDENTE è Evo Morales, già sindacalista degli indios costretti dalla crisi a diventare coltivatori di coca; oggi come presidente della repubblica sta seguendo la strada a suo tempo tracciata da Marcelo Quiroga Santa Cruz, intellettuale trucidato dai golpisti, per far tornare la Bolivia padrona del proprio destino e non in balia delle multinazionali; l’intervista, in sedicesima e diciassettesima, è al grande regista teatrale César Brie.

IL PRIMO A SION... era il kibbutz marxista dove nacque Mordechai Bar-On, che fin dall’impegno da ragazzo nel Battaglione della gioventù, e poi nel ’48, partecipò a tutte le guerre che hanno scandito la storia di Israele, maturando l’idea dell’inevitabilità della restituzione dei territori ai palestinesi; fra i fondatori di Peace Now, Bar-On rivendica la sua adesione al sogno sionista della madrepatria ebraica; dalla diciottesima alla ventunesima.
http://www.unacitta.it/paginestorie/stbar-on.html

IL CANTO, LA LOTTA E LA MONDA, è l’intervista in cui Emilio Jona ci racconta delle mondine e dei loro canti; un esercito di donne che per quaranta giorni si radunava attorno alle risaie italiane per fare un lavoro durissimo, sempre chinate e con le gambe nell’acqua; un momento di emancipazione femminile grazie al quale, per la prima volta, si conquistarono le otto ore; in ventiduesima e ventitreesima.

IL BISOGNO DI UTOPIA è l’intervento di Fabrizio Tonello sui risultati elettorali, con cui continuiamo a discutere di "Berlusconi e noi"; in venticinquesima, insieme a una lettera di Fulvio Papi.

APPUNTI DI UN MESE, in ventiseiesima e ventisettesima, sono il nostro "editoriale", con un ricordo di Aldo Moro, una citazione di Castoriadis su come funzionari integerrimi fecero la fortuna del capitalismo, notizie dall’Iraq ridotto a un inferno e dai Territori ridotti a un ghetto, e poi una prima buona notizia per le oche care a Dumas, e discussioni sull’anticomunismo di Berlusconi, se è fondato o meno, se lo statalismo resta il problema dei problemi della sinistra, se il numero scorso, con il servizio sui martiri era sbagliato, eccetera eccetera.

IL RITORNO, UN TRAUMA... è il racconto di Silvia Tamassia, giovane cooperante, che racconta la sua esperienza in Benin, e le speranze e le disillusioni sulla cooperazione governativa; in ultima.

***
Nel sito è consultabile gratuitamente (previa iscrizione) anche l’intero archivio di interviste di "Una Città" (1350 circa).
http://www.unacitta.it/intervaccess.asp








pubblicato da t.scarpa nella rubrica locandina il 26 maggio 2006