Necrofagia

Sergio Baratto



Predatori carnivori che mangiano cadaveri

«Per necrofagia si intende il comportamento alimentare di organismi predatori carnivori che consumano carne di cadaveri o carogne di altri organismi morti di morte naturale (per vecchiaia o malattia) o uccisi a scopo non alimentare da altri predatori, o ancora sottratti con la forza ai predatori originari.» (Fonte: Wikipedia)

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Negri, sciacalli e avvoltoi

La cronaca dei fatti la conosciamo tutti: sabato 11 maggio 2013 all’alba, un cittadino ghanese, Mada Kabobo, forse in preda a un raptus di follia, ha ucciso a picconate tre passanti nel quartiere milanese di Niguarda.
Un episodio terribile, che lascia sgomenti.
Si vorrebbe poter semplicemente piangere le vittime. Invece, siccome l’assassino è un negro, ci tocca assistere allo spettacolo ributtante e ignominioso degli sciacalli e degli avvoltoi che subito si affollano intorno ai tre cadaveri.

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Dichiarazioni ispirate al senso di lutto

Matteo Salvini: «I clandestini che il ministro di colore vuole regolarizzare ammazzano a picconate: Cécile Kyenge rischia di istigare alla violenza nel momento in cui dice che la clandestinità non è reato, istiga a delinquere».

Mario Borghezio: «Boldrini e sinistra assassini morali».

Matteo Salvini 2: «Chi coccola e aiuta le persone come Kabobo? In Italia ci sono un sacco di associazioni che campano e lucrano su questi poveri disperati. Guadagnano, infatti, fior di quattrini assistendo gli immigrati. Chiederemo ai sindaci della Lega Nord di non dare più contributi pubblici di denaro alle associazioni che si occupano dell’assistenza agli immigrati».

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Soldati semplici dell’esercito razzista italiano

«Perché arrestarli? Tanto dopo due giorni escono.»
«Bisognerebbe lasciarlo alla gente, ai parenti delle vittime. Poi vedi come lo conciano.»
«Bisognerebbe processare anche gli avvocati difensori.»
«Ma che giustizia e giustizia, con tutti i soldi dei cittadini che sono stati spesi per quella stronzata del processo Ruby, e intanto questi sono a piede libero.»
«Ormai bisogna aver paura a uscir di casa.»
«Altro che processo, impiccarli a un albero, bisognerebbe. («E se poi si scopre che l’impiccato era innocente?» «Eh, pazienza! uno sul numero ci può stare, pazienza!»)
«E intanto Pisapia regala ventimila euro e la villetta agli zingari!»

(Non ho inventato nulla: tutte le frasi sono state raccolte in rete o dalla viva voce di chi le ha pronunciate.)

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Sono sempre gli anni Zero

L’impressione – non da oggi, non dai fatti di Niguarda, anche se certamente il putiferio e la schiuma retorica cresciuta intorno a quei fatti contribuisce ad acuirla – è che l’Italia sia rimasta bloccata agli anni Zero.
Anzi, più precisamente ancora, mi sembra – ed è una sensazione molto simile a un incubo – che per una perversa modificazione del tessuto spazio-temporale siamo tornati/rimasti al 2007: l’anno cruciale prima del ritorno al potere della destra dopo la sua non-sconfitta. L’anno in cui è iniziata la grande mobilitazione emotiva del Paese in senso xenofobo. L’anticamera delle leggi razziali, delle emergenze inventate, delle persecuzioni istituzionali contro immigrati e rom cvon il plauso dell’opinione pubblica.
Anche allora quanti sciacalli hanno pasteggiato sull’agghiacciante omicidio di Giovanna Reggiani?

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La destra italiana è

Esiste un limite oltre il quale persino la già di per sé ignobile strumentalizzazione si trasforma in qualcosa di peggio.
Qui, per esempio, non si è nemmeno più in presenza dell’uso biecamente strumentale di un fatto di cronaca a fini di propaganda.
La mancanza di rispetto per le vittime manifestata dai politici dell’estrema destra, dai suoi giornali-spazzatura e da diversi suoi simpatizzanti assurge a livelli tali che è esattamente come se questi esseri infami che ammorbano la vita del Paese si stessero cibando di quei poveri morti.
Sono necrofagi.








pubblicato da s.baratto nella rubrica emergenza di specie il 15 maggio 2013