L’agenda migliore? I pensieri di Simmel

Tiziano Scarpa



È stata colpa della copertina. Non dell’immagine, visto che è tutta nera, ma delle parole che ci sono scritte sopra. Come resistere alla tentazione di acquistare un libro di Georg Simmel? All’inizio del Novecento, il filosofo berlinese è stato uno dei primi a prendere sul serio tutti i fenomeni sociali, per capire com’è organizzata la vita. Ha spalancato alla cultura un abisso orizzontale, in cui si rischia di precipitare per dispersione, per sparpagliamento: dopo Simmel, qualunque cosa è interessante e degna di analisi.

E poi il titolo: Diario postumo. Ero proprio curioso di leggere che cosa annotava per sé il filosofo dei soldi, della moda e della metropoli. Che cosa tratteneva delle sue giornate, come elaborava gli avvenimenti grandi e piccoli. Se applicava la filosofia alle esperienze, ed eventualmente se spremeva succo filosofico dai fatti suoi.

Invece ho preso una fregatura. Ma la fregatura più bella degli ultimi tempi. Il libro infatti non racconta nemmeno un episodio. È una raccolta di aforismi, non un diario. Ma la tensione che ciò crea con il titolo Diario (più adeguato sarebbe stato chiamarlo Taccuino) è preziosa: che rapporto c’è, fra vita quotidiana e legge di vita? Qual è la distanza fra quel che ci capita davvero e le norme che lo regolano? Ci è dato vivere l’universale? Lo possiamo ricavare da ciò che ci succede?

Le frasi precedenti possono sembrare un po’ altisonanti, ma la sostanza è semplice.

Prima di tutto, anche i pensieri sono eventi: si può dire che oggi quel che ho pensato mi ha segnato più di quel che ho visto e delle persone che ho incontrato. Perciò, il titolo Diario va bene.

Poi, il libro è impaginato mettendo un aforisma per ogni pagina. Così i tre quarti dello spazio restano bianchi: le pagine semivuote reclamano la riflessione del lettore, esigono il suo riempimento. In effetti, ho passato due giorni a ricoprirle di commenti a matita. Vi suggerisco di fare altrettanto. È settembre, sono tornati tutti dalle ferie, ricominciano le scuole. È il vero inizio dell’anno. Il mercato editoriale lo celebra con diari, agende, almanacchi e lunari. Voi invece prendete Simmel e fatene la vostra agenda, commentandolo giorno per giorno. Che cosa scrivereste, sotto questa frase? "L’uomo è l’essere in sé inadeguato, smarrito, inquieto. In quanto essere razionale, egli ha troppa natura, in quanto essere naturale troppa ragione – cosa mai ne deve risultare?". E sotto quest’altra? "L’anima umana è il più grande tentativo cosmico, condotto con mezzi inadeguati". E questa: "Ciò che è determinante e distintivo dell’uomo sta lì dove giacciono le sue disperazioni". E questa: "La vetta più alta dell’arte di vivere: adattarsi senza fare concessioni. La più infelice disposizione naturale: fare sempre concessioni, senza sapersi adattare."

Georg Simmel, Diario postumo, a cura di Massimo Cacciari, Aragno editore, pagg. 173, euro 10.

Questo articolo è uscito su Saturno, il supplemento culturale del Fatto Quotidiano, il 2 settembre 2011.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica libri il 6 settembre 2011