FRISBEES (POESIE DA LANCIARE)

Giulia Niccolai



Questo scrive nel 1984 Giulia Niccolai, nella premessa alla raccolta Frisbees in Facoltà.
Aggiungendo: "Gioco, ma anche esercizio (fisico) e sport. Uno dei meno costosi, praticabile ovunque e pieno di grazia a vedersi". Parlando, per le proprie poesie da lanciare, di un lavoro poetico dal "sapore quasi diaristico". Per dimostrare "il vantaggio pratico di lasciare che la poesia invada il quotidiano".
In altre parole: "vivere il quotidiano lasciandolo sconfinare e immergersi nell’ampio fiume parallelo della poesia che ci scorre accanto". Un esercizio "fisico e mentale (gli orientali direbbero Meditazione)".

FRISBEES

DELLA VECCHIAIA

*

Diversi amici o conoscenti
mi correggono sempre quando
parlo di "vecchiaia" o mi
definisco "vecchia".
Con una certa severità
mi suggeriscono di usare
i sinonimi più neutri
e impersonali di "anzianità"
o di "terza età". Ci rido sopra.
Mi giustifico dicendo loro
che tali termini-palliativo che
alleggeriscono il fenomeno
fino a farlo apparire secondario,
quasi inesistente - un semplice
e momentaneo incidente
di percorso - non mi vengono
mai in mente.

*

Non serve dire a costoro
che se hanno una tale allergia
nei confronti del termine "vecchiaia",
è probabile che ne abbiano una gran paura.

*

Non lo ammetterebbero mai.
La non-paura, l’accettazione
della vecchiaia - e della morte -
richiede un lavoro interiore subdolo,
sotterraneo e molto lento,
che dura tutta la vita.
È da giovani che si deve cominciare
a fare i conti con la vecchiaia.

*

Notato che
se non ci si veste in maniera
elegante, accurata e "firmata",
se non si ha un tono, un atteggiamento
sicuro, compiaciuto, autoritario
e vincente, in altre parole: se non si è
un pallone gonfiato che sgomita
per farsi valere, da vecchi
(ma solo da vecchi?),
non si conta niente.

*

Un vecchio amico che cammina col bastone,
sorridendo complice, mi chiede per strada
se sono consapevole anch’io di tutti i dislivelli
e le imperfezioni dei marciapiedi milanesi.
Altroché! gli rispondo io divertita
e in un certo senso, commossa.
Il vecchio amico - ora in pensione -
è un noto giornalista. Noi ci vediamo
di rado, non più di una volta l’anno,
e questa sua disarmata confessione
ci fa tornare giovani: cancella di colpo
tutta l’autorità e il prestigio da lui
accumulati negli anni con il successo
avuto nella professione.

*

A questo punto vorrei suggerire un minuto di silenzio.

Giulia Niccolai è nata nel 1934 a Milano, dove quasi sempre vive e lavora. Negli anni Settanta ha fondato e diretto, con Adriano Spatola, la rivista di poesia "Tam Tam". Nel 1985 ha incontrato il Buddismo tibetano Mahayana, del quale è monaca dal 1990.
Opere principali Harry’s Bar e altre poesie (1969-1980), Feltrinelli, 1981; Frisbees (poesie da lanciare), Campanotto, 1994; La misura del respiro, Anterem, 2002; Orienti, Fondazione Franco Beltrametti, Joseph Weiss Edizioni, 2004, CH (poesia). Il grande angolo, Feltrinelli, 1966; Esoterico biliardo,Archinto, 2001 (prosa).

Ringrazio l’Autrice che mi ha autorizzata a riprodurre alcuni dei suoi testi in questo luogo.








pubblicato da g.fuschini nella rubrica poesia il 30 marzo 2006