Oggetti preziosi: palloni

Roberto Michilli



Per avere in regalo il pallone di plastica ci voleva un album pieno di figurine. Per quello di cuoio, addirittura cinque. Mai nessuno riuscì ad averlo: era già così difficile riuscire a completarne uno. Le figurine uscivano con i prodotti Ferrero. Quando l’album era pieno, bisognava riconsegnarlo al negoziante il quale, a sua volta, lo dava al rappresentante della ditta, che passava il giovedì per i rifornimenti. Iniziava poi la lunga attesa. Ogni settimana spiavamo l’arrivo del furgone marrone e crema, ma ci volevano mesi interi perché il sospirato premio arrivasse.

Il pallone non durava mai tanto. Era leggerissimo. Bastava un calcio appena più forte per farlo volare lontano. Col paese adagiato per lungo sopra una rupe, era un continuo andarlo a ritrovare nei fossi. Immancabilmente accadeva che un brutto giorno non riuscissimo più a ritrovarlo, oppure che andasse a finire su un chiodo, un coccio di vetro o un filo spinato e si bucasse. Ricominciava, allora, la nostra lunga attesa.


Roberto Michilli (Campli, 1949) vive a Teramo. Ha pubblicato alcune raccolte di poesie, i romanzi Desideri (Fernandel 2005), Fate il vostro gioco (Fernandel 2008), La più bella del reame (Galaad 2011) e La chiarezza enigmatica. Conversazione su Giuseppe Pontiggia (con Simone Gambacorta, Galaad 2009). Il suo blog è qui.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica racconti il 1 giugno 2012