“Le cose fondamentali” in edizione tascabile

Tiziano Scarpa



Sono uscito a fare due passi in riva al mare, da solo. Cercavo le creature di spuma, ma oggi non ce n’erano. Sulla spiaggia non si accumulava nulla. Intorno non c’erano esseri inanimati che fingessero di essere vivi, nessun oggetto immortale che invidiasse la mia mortalità. Al contrario, ho visto qualcosa che faceva di tutto per mostrare che cos’era. Un albero colossale si era incagliato a una ventina di metri dalla riva. Era disteso in tutta la sua lunghezza, appoggiato al fondale molto basso. L’acqua era così poco profonda che non solo le radici e i rami, anche il tronco emergeva.

Ho pensato agli alberi, che stanno fermi sempre nello stesso posto. Deve arrivare qualcuno che li abbatta, per farli andare altrove. Allora vengono fatti traslocare lontano da dove sono nati e cresciuti, si spostano in forma di travi, sedie, stuzzicadenti; ma può anche succedere che siano loro a viaggiare personalmente, se diventano chiglie, barche. Questo invece si era estirpato da solo, aveva voluto galleggiare così com’era, senza diventare qualcosa di diverso da sé: provare l’esperienza del viaggio in qualità di albero, viverla completamente, navigando fino a naufragare.

Poi ho pensato che tutte queste cose erano mie fantasticherie, e quell’albero andava pensato per quello che era, non significava niente di più di ciò che mostrava di sé. Era un albero disteso in acque poco profonde, che veniva da chissà dove, forse era stato sradicato da una tempesta, il vento lo aveva fatto rotolare in mare, aveva galleggiato finché la corrente l’aveva portato a riva dove si era incagliato, e questo era tutto, e io dovevo essere forte abbastanza da non scappare via da lui col mio pensiero, dovevo avere il coraggio di guardarlo e considerarlo per quello che era, un albero morto, nient’altro che un albero morto.

da Le cose fondamentali, Einaudi Tascabili, pagg.58-59. La copertina è di Filippo Scòzzari.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica annunci il 1 giugno 2012