Anticipazione

Onorato Balzac



"La vita letteraria ha i suoi retroscena. Il successo usurpato o meritato, ecco quello che vuole la platea; i mezzi sempre ignobili, le comparse imbellettate, la claque, i servi di scena, ecco quello che si cela tra le quinte. Voi siete ancora in platea. Siete ancora in tempo, rinunciate prima di mettere il piede sul primo gradino del trono disputato da tante ambizioni e non disonoratevi come faccio io per vivere."

"E’ ignobile, ma io vivo di questo mestiere, io come cento altri! Non crediate che il mondo politico sia molto migliore di questo mondo letterario: tutto in questi due ambienti è corruzione, e ognuno diventa o corruttore o corrotto. Quando si tratta di un’impresa editoriale di una certa importanza, l’editore mi paga per paura di essere attaccato. Perciò le mie rendite sono in rapporto con le novità librarie. Quando le novità proliferano, il denaro mi entra a fiumi nelle tasche e io faccio l’anfitrione con i miei amici. Poche novità in libreria, e io ceno da Flicoteaux. (…) Con questo mestiere di spadaccino delle idee e delle reputazioni industriali, letterarie e teatrali, io guadagno cinquanta scudi al mese, posso vendere un romanzo per cinquecento franchi e comincio a passare per un uomo terribile. Quando, invece di vivere da Florine, alle spalle di un droghiere che si dà le arie di milord, avrò messo su casa e sarò passato in un grande giornale dove avrò una mia rubrica fissa, quel giorno, mio caro, Florine diventerà una grande attrice; quanto a me, non so che cosa potrò diventare allora."

"’Al di fuori del mondo letterario’", disse il giornalista alzandosi e dirigendosi verso il gran viale dell’Osservatorio, dove i due poeti si misero a passeggiare per dare più aria ai loro polmoni, "’non esiste una sola persona che conosca l’orribile odissea attraverso la quale si arriva a ciò che bisogna chiamare, a seconda dei talenti, l’infatuazione, la moda, la reputazione, la rinomanza, la celebrità, il favore pubblico, tutti gradini che portano alla gloria e che non la sostituiscono mai. Questo fenomeno morale, così brillante, si compone di mille accidenti che variano con tanta rapidità che non si dà il caso di due uomini giunti per la medesima via. Canalis e Nathan costituiscono due esempi dissimili che non si ripeteranno. D’Arthez che si sfianca a lavorare diventerà celebre in altro modo. Questa reputazione tanto desiderata è quasi sempre una prostituta. Sì, per le basse opere della letteratura essa rappresenta la povera ragazza che trema di freddo agli angoli dei portoni; per la letteratura di secondo piano è la mantenuta che esce dalle case di tolleranza del giornalismo e alla quale io servo da magnaccia; per la letteratura fortunata è la brillante cortigiana insolente, che ha una casa arredata, che paga le tasse allo stato, riceve i grandi signori, li tratta e li maltratta, ha servitori in livrea, una carrozza e può permettersi di fare attendere i creditori assetati. Ah, coloro per i quali essa è, come per me ieri e come per voi oggi, un angelo dalle ali screziate, rivestito da una tunica bianca, con una verde palma in una mano e una spada fiammeggiante nell’altra, simile al tempo stesso all’astrazione mitologica che vive in fondo a un pozzo e a una povera ragazza virtuosa, esiliata in un sobborgo, che si arricchisce solo alla luce della virtù con gli sforzi di un nobile coraggio, e che ritorna al cielo con l’anima immacolata, quando non muoia insozzata, frugata, violata, dimenticata sul carro dei poveri; ebbene questi uomini dalla testa dura, dal cuore ancora caldo sotto la coltre di neve dell’esperienza, sono rari nel paese che vedete ai vostri piedi’, disse indicando la grande città che fumava al tramonto."

Onorato Balzac, Le illusioni perdute.








pubblicato da a.moresco nella rubrica libri il 26 febbraio 2006