Oggetti preziosi: musica classica

di Roberto Michilli



Ebbi il primo contatto con la musica classica quando avevo una decina d’anni. Ogni tanto andavo, di pomeriggio, a casa di un mio compagno. Suo padre era il medico condotto del paese, e s’adattava anche a fare da cavadenti. La casa era piena di oggetti misteriosi e interessanti. Il mio amico, però, vigilava a che non ne toccassi nessuno. Mi mostrava le cose, ma non mi permetteva di maneggiarle. Un giorno, in sala da pranzo, aprì un grosso mobile di legno chiaro. Rimasi senza fiato. Sembrava avesse acceso un lampadario dalle mille luci. L’interno del mobile risplendeva come uno scrigno di pietre preziose e la sala era tutta rischiarata da quel luccichio. Mi accostai e vidi che la luce di alcune lampade nascoste era riflessa e moltiplicata dagli specchietti rettangolari di cui era rivestito l’interno. L’ampio vano era diviso in due ripiani. Su quello superiore, c’erano la radio e il giradischi; in basso, tante bottiglie di liquore e bicchieri di cristallo d’ogni foggia e dimensione.

Quando s’è goduto sino in fondo il mio stupore, l’amico, maneggiandolo con estrema cura, toglie dalla sua fodera di carta col buco al centro questo grosso disco nero e lo mette sul piatto. Ecco, le prime note: ta-ta-ta-taaaaa; ta-ta-ta-taaaaaa… Il figlio del medico mi guarda con un’espressione che dice: Senti che roba! Io sto immobile, folgorato. La musica è un’onda che mi viene addosso mi travolge e quasi mi toglie il respiro.


Roberto Michilli (Campli, 1949) vive a Teramo. Ha pubblicato alcune raccolte di poesie, i romanzi Desideri (Fernandel 2005), Fate il vostro gioco (Fernandel 2008), La più bella del reame (Galaad 2011) e La chiarezza enigmatica. Conversazione su Giuseppe Pontiggia (con Simone Gambacorta, Galaad 2009). Il suo blog è qui.

UN PENSIERO SU “OGGETTI PREZIOSI: MUSICA CLASSICA”
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pubblicato da t.scarpa nella rubrica racconti il 18 maggio 2012