La commissione Darwin

Sergio Nelli



Che sia stato nominata dal Ministero della pubblica istruzione una "commissione Darwin" nel nostro paese perché si pronunciasse sulla legittimità dell’insegnamento dell’evoluzionismo in ogni ordine e grado di scuole è già un bruttissimo segno. Non c’era certo bisogno di Rubbia o della Montalcini per dare legittimità a una teoria che trova un consenso pressoché unanime nel mondo scientifico.
La commissione si è pronunciata come doveva, eppure nella vicenda ci sono innumerevoli risvolti preoccupanti che provo a riassumere, stimolato in ciò da una bella intervista al filosofo della scienza Telmo Pievani comparsa sulla straordinaria rivista Una città (n. 35, Gennaio 2006) col titolo L’evoluzione e i minori di 14 anni .
Sembra che la sospensione dell’evoluzionismo non sia mai partita dalla Moratti bensì da funzionari del Ministero. Chi sono dunque questi funzionari del Ministero che hanno tanto potere e che armati di uno spirito censorio hanno bisogno di un ripasso insieme a Rubbia e compagnia bella?
Dunque ormai i programmi scolastici sono condizionati da burocrati invisibili, tanto ignoranti e tanto ideologicamente orientati?
Dov’è finito il testo che si è espresso sulla "questione Darwin"? Si può leggere o ci sono ragioni superiori che ne consigliano la clandestinità?
L’annuncio della Moratti che l’evoluzionismo si può insegnare nella scuola di ogni ordine e grado è stato dato, ma il pronunciamento dei saggi datato 23 febbraio 2005 è finito nell’ombra, anche se, assolutamente marginalizzato, è ora finalmente rintracciabile (si può leggere in qualche sito internet come in Italia Laica, in Pianeta scuola, o nei numeri 6 e 7, ottobre e novembre 2005, di Micromega).
Nel frattempo, è capitato di incontrare qua e là notizie impressionanti. E’ il caso del parere del ministro Buttiglione che consigliava di non cominciare dalle elementari con l’evoluzionismo per non scioccare i bambini. Insomma, come dire, la ferita narcisistica inflitta dal sistema copernicano non è ancora risarcita; aspettiamo a parlare ai fanciulli di scimmie! La cosa sarebbe da ridere se non fosse tutto così triste, com’è triste che orami ci sia bisogno di un’investitura mediatica per essere ascoltati ed anche nel bene si debbano mobilitare i Nobel o convocare i Cavalli Sforza dalla Stantford University per fargli dire ciò che ogni buon professore sa.
L’atteggiamento che troviamo in certe persone è sconcertante e infantile: se facciamo l’evoluzionismo, dobbiamo fare anche il creazionismo. Ma l’evoluzionismo è una teoria scientifica mentre il creazionismo è una credenza! Non c’è bisogno d’essere scienziati o filosofi professionisti per capire una cosa come questa; basta il lume naturale che abbiamo in dotazione tutti.
I tentativi patetici di aggirare questo fatto, per esempio con presunte teorie come quella del disegno intelligente, sono solo un gioco delle tre carte perché ci ritroviamo di fronte a una credenza contrabbandata come teoria scientifica.
Telmo Pievani ammonisce i laici a non sottovalutare la "questione Darwin", a uscire da una incomprensibile timidezza e a non sminuire la maturità dei cattolici democratici italiani ove si abbia paura di ricadute negative dal punto di vista elettorale. Ricorda altresì come fede e darwinismo non si escludano e, infine, che perfino Woytila si era espresso nel 1996 per un’accettazione dell’evoluzionismo e non l’aveva fatto biascicando prima di dormire bensì impegnativamente rivolto alla Pontificia Accademia delle scienze.
Se negli Stati Uniti proliferano cose di diverso segno, come il tentativo di rendere scientifico un puro desiderio (vedi l’intelligent design, una cosa che in filosofia esiste da sempre), o, peggio, assai peggio, manifestazioni ottuse e oscurantiste (vedi il fenomeno dell’home schooling, perché i rigurgiti di fondamentalismo vogliono che si insegni letteralisticamente la Bibbia) c’è da dire che lì prolifera tutto e il contrario di tutto (perfino un Movimento della terra piatta), che la legislazione americana si difende benissimo da queste cose, e, infine, soprattutto, che non per questo dobbiamo patire i riverberi di tali esasperazioni per colpa della destra nostrana o del moderatismo cattolico in crisi di derealizzazione e alla ricerca di linfa nel populismo stregonesco del neoconservatorismo USA.








pubblicato da s.nelli nella rubrica giornalismo e verità il 15 febbraio 2006