La vita, non il mondo

Tiziano Scarpa



Qui di seguito riporto i testi del risvolto di copertina e della breve premessa a La vita, non il mondo (157 pagine, 10 euro), edito da Laterza nella collana Contromano, il libreria da oggi.


Che valore hanno le esperienze personali? La nostra epoca le umilia in tutti i modi. L’io è tacciato dei peggiori vizi sociali: narcisismo, egoismo, invidia; gli si riserva il ruolo di puro spettatore e commentatore dei media. Eppure, dove altro può accadere qualcosa, se non in noi stessi?

Un giorno, l’autore di queste pagine ha deciso di partire: si è inviato da sé nella vita. Per più di un anno ha prestato attenzione a tutti quei momenti in cui l’esperienza personale tocca qualcosa di importante. Un incontro, un viaggio, una malattia, un’opera d’arte, un amore, un sogno. Catturandoli nella scrittura, con non più di mille caratteri, per cogliere l’essenziale.


Quanto conta per gli altri ciò che conta per me? Non posso fare a meno di chiedermelo al momento di pubblicare un libro che raccoglie un centinaio di esperienze personali che ho vissuto in un paio d’anni, descritte in modo sintetico (max 1.000 caratteri; questa premessa non fa eccezione).

Non sarebbe più interessante per tutti che chi scrive si occupasse soltanto dei grandi miti collettivi, di un evento storico importante? Sui media, il contributo che i singoli individui propongono alla comunità è quasi sempre un commento ai fatti raccontati dai media stessi. È ciò che nel titolo di questo libro ho chiamato «mondo».

Per esempio, apro il giornale di oggi e leggo: «Guardando in televisione quel ministro, ho pensato che…». Va bene, ti permetti di disturbarci solo per commentare ciò che hai visto in tivù. Ma la vita? Che valore hanno le cose che ci capitano? Siamo soltanto spettatori dei media, o anche a noi succede qualcosa che meriti di essere reso pubblico, di venire pubblicato?








pubblicato da t.scarpa nella rubrica a voce il 14 gennaio 2010