Honolulu (e altri racconti)

Teo Lorini



Ogni libro di Somerset Maugham stupisce per il talento con cui il romanziere inglese è in grado, in poche righe, di evocare dinnanzi al lettore atmosfere e panorami sui quali poi intesse, con altrettanta maestria, la trama delle sue narrazioni. Non fanno eccezione questi racconti, ambientati negli Stati malesi federati, su piroscafi in viaggio tra i porti americani e il Giappone, nella solitudine degli avamposti samoani o nelle lunghe notti di Honolulu "dove Oriente e Occidente si incontrano". In questa scacchiera vasta ed esotica, dove la presenza incombente della giungla fa da contraltare ai vacui rituali di un impero ormai alle soglie della dissoluzione, si muovono i personaggi di Maugham. In fatiscenti clubs affacciati sul mare, con le copie del Times vecchie di settimane sparse fra le poltrone e gli eterni giri di bridge a puntate ridicole, s’incontrano milionari falliti e nobili sul lastrico che nella partenza alla volta dell’Oriente hanno identificato l’estrema chance d’una vita dissipata, avventurieri in fuga, proprietari di piantagioni in disarmo, ufficiali distrettuali in rappresentanza della Corona.

Come nei racconti più celebri (si pensi all’immenso "Pioggia") anche nei testi che compongono Honolulu la mera trama viene costantemente arricchita e sfaccettata dal gioco dei punti di vista. Un esempio fra tutti: in "Mackintosh" l’eponimo governatore dell’isola di Talua viene presentato al lettore come un uomo rozzo, negligente e brutale, pronto a sfruttare e umiliare gli indigeni che non si piegano ai capricci della sua volontà. Ma a raccontare le nefandezze di Mackintosh, mettendone in risalto la meschina disonestà, è sempre e unicamente la voce del suo sottoposto Walker. Solo all’ultima pagina Maugham rivela, in un finale sbalorditivo, l’autentica natura del dilaniante rapporto tra Walker e il suo superiore e insieme la vera e propria mistificazione causata dalla scelta di un punto di vista sin lì sapientemente occultato. Al lettore non resta allora che chiedersi: Cosa resta di questa vita consumata e spenta così lontano da casa? Chi era davvero quest’uomo?

Ma Mackintosh, Tim Hardy, Mrs. Bronson e ciascuno dei personaggi di questi splendidi racconti porterà con sé il suo mistero, proprio come, alla fine, faremo tutti noi.

W. Somerset Maugham, Honolulu (trad. di Vanni Bianconi), Adelphi, pp. 237, euro 18

Pubblicato su «Pulp Libri», n. 88 (novembre-dicembre 2010)








pubblicato da t.lorini nella rubrica libri il 6 dicembre 2010