Patria

Giovanni Giovannetti



L’esercito italiano conta più comandanti che comandati: 180.000 militari di cui circa 9.000 sono schierati nelle missioni militari all’estero. Armati ed armamenti nel 2011 ci costeranno 3.453 milioni di euro (+8,4 per cento rispetto al 2010, l’1,7 per cento del Pil!). Globalmente, le spese per la Difesa (ovvero il costo del personale – spesso in esubero – e del mantenimento di inutili obsoleti sistemi d’arma) nell’anno che verrà raggiungeranno la venerabile cifra di 24 miliardi di euro.
Aumenta il finanziamento delle missioni all’estero (750 milioni di euro per i primi sei mesi 2011: + 50 per cento rispetto a pochi anni fa; solo il 10 per cento di questo importo è destinato agli sbandierati aiuti umanitari). La racconta giusta "Famiglia cristiana". Come leggiamo, in Afghanistan «dopo 9 anni dall’inizio del conflitto si è costretti a mandare rinforzi (a fine anno 4.000 uomini), e mezzi sempre più pesanti; una strategia che solitamente si segue quando si sta perdendo una guerra e non quando la si sta vincendo» (16 novembre 2010).
Ma la ciliegina sulla torta arriva dalla Lockeed Martin (sì, quella dello scandalo annisettanta per la fornitura degli aerei C130 da trasporto militare) con cui il ministro alla Difesa Ignazio La Russa si accinge a firmare un contratto per la fornitura di 131 cacciabombardieri Joint-Strike F-35: 131 milioni ad esemplare, per un costo complessivo di 15 miliardi! Il nutrito programma di spese militari prevede anche l’acquisto di 10 elicotteri (200 milioni di euro dal 2010 al 2018), siluri per sommergibili (125 milioni) armamenti controcarro per elicotteri d’attacco (200 milioni), una nave di supporto subacqueo (125 milioni), mortai da 81 mm (22 milioni) e - tocco finale - il Dii (Defense Information Infrastructure, 236 milioni) ovvero un sistema di intelligence. Il totale fatelo voi.
Lo stesso Governo che aumenta le spese militari, prevede un taglio di circa 1.500 milioni di euro per le Università in cinque anni, una media annuale di 300 milioni: si conterà un’assunzione ogni cinque pensionamenti; gli scatti di carriera passeranno da biennali a triennali; le Università potranno trasformarsi in Fondazioni di diritto privato, ovvero assisteremo alla privatizzazione degli atenei, con minori possibilità di accesso per chi ha redditi bassi.
Al dunque, in tempi di vacche magre è più utile il libro o il moschetto? Cosa è "patriottico" e di interesse strategico per il futuro del Paese? L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha calcolato in almeno 11.512 dollari la spesa annuale ineludibile per ogni studente: gli Stati Uniti ne spendono 24.370; in Inghilterra 13.406; in Germania 12.446; in Italia 8.026...
E la scuola pubblica? (media Ocse della spesa pubblica annuale per studente: 8.400 dollari) Stati Uniti 8.400; Germania 10.200; Inghilterra 9.400; Italia... 5.400.
Cosa è dunque più patriottico? La risposta è scritta nei fatti: invece di investire sul futuro di intere generazioni, a lor signori sembra più utile finanziare la lobby degli armamenti che ha quale referente il ministro, il postfascista La Russa.








pubblicato da g.giovannetti nella rubrica democrazia il 23 dicembre 2010