Il nuovo futurismo

Andrea Amerio



Non ancora sedimentati i clamori centenari, già c’è chi s’ostina a tirar su altra polvere: così, tra chi con gesto smargiasso rossopigmentava la fontana di Trevi, e chi avrebbe voluto negare ai finiani il prestigioso appellativo (’atrovateve ’n artro nome’), l’inossidabile futurismo rispunta nelle cronache italiane, beatamente indifferenti di quanto Piergiorgio Bellocchio ebbe a scrivere sulle pagine della rivista "Diario" (ora in edizione anastatica per Quodlibet): "in un mondo sempre più simile a un’immane pattumeria, i cultori di Marinetti sono destinati a crescere".

Infatti imparo da un giornale vecchio di un mese che il futurismo è vivo e vegeto grazie agli sforzi di Luciano Inga Pin che già nel 1984 resuscitò il movimento dando vita al "nuovo futurismo" in questione. Oggi una grande esposizione di questo futurismo nuovo di pacca a cura dell’inossidabile Renato Barilli è in mostra a Tortona (altro che Londra!). Organizza l’evento l’associazione culturale Arcadia. Un capolavoro elettromagnetico di comicità involontaria degna di Fiederike Kempner e Ferdinado Incarriga, che mi fa venire in mente quella poesia di Montale sull’agenzia di pompe funebri, In Hoc Signo...:

A Roma un’agenzia di pompe funebri
si chiama L’AVVENIRE. E poi si dice
che l’umor nero è morto con Jean Paul,
Gionata Swift e Achille Campanile.

Si parva licet, di fronte all’evento avverto anch’io il bisogno impellente di celebrare i fausti avanguardistici di cotanto senno, assumendo a viatico gli immortali versi dell’incarrighiano Michele Testa: "La poesia è quella cosa | Che è diversa dalla prosa |È perciò che prosa e vers | Sono generi divers "

Ai nuovi futuristi

Rinasce il futurismo a Tortona
e già di futuro il picciol borgo risuona!
Pare svanito l’odor di vecchia madia:
l’evento è organizzato dall’Arcadia!

Ahi fossi più giovin’ anch’io, e ardito!
E potessi con voi pigliar partito
ne l’allegra brigata… "Oh Barilli!
Anch’io alla guerra! A me i fucilli!"

Ma reco il cor gonfio di lacrime e sgomento
C’è una voce che mi dice: "tu appartieni all’Ottocento!"

Buon Natale

***

Su Ferdinando Incarriga vedi I poeti minori dell’Ottocento a cura di Ettore Janni, vol. III, pp. 449 e sgg; di Michele Testa ho notizia da Fausto Nicolini, Figure e aspetti della napoli borbonica, "Bollettino dell’Archivio Storico del Banco di Napoli", 9-12 (1957); la poesia è a p. 540; vedi anche Paolo de Benedetti, La letteratura nonsensica, "Almanacco Letterario Bompiani" (1966).








pubblicato da a.amerio nella rubrica giornalismo e verità il 24 dicembre 2010