La mia Cristina Campo

Antonio Moresco



Desidero dare anch’io il mio piccolo contributo a questa improvvisa celebrazione di Cristina Campo in occasione del novantesimo anniversario della sua nascita. Ho letto questa indefinibile scrittrice solo pochi mesi fa per la prima volta, ed è stato amore a prima vista. Inutile appesantire le sue parole con dei discorsi. Ne trascrivo qui alcune, prese dalle meravigliose pagine sulla fiaba e sull’amore contenute negli Imperdonabili:

“Il cammino della fiaba s’inizia senza speranza terrena.”

“L’impossibile è aperto all’eroe di fiaba. Ma all’impossibile come arrivare se non attraverso, appunto, l’impossibile?”

“La caparbia, inesausta lezione delle fiabe è dunque la vittoria sulla legge di necessità, il passaggio costante a un nuovo ordine di rapporti e assolutamente nient’altro, perché assolutamente niente altro c’è da imparare su questa terra.”

“Pesa su ogni fiaba -pesa su ogni vita- l’enigma impenetrabile e centrale: la sorte, l’elezione, la colpa.”

“A chi va nelle fiabe la sorte meravigliosa? A colui che senza speranza si affida all’insperabile.”

“Amatore di destini, il popolo predilesse e creò sempre di nuovo quel campo magnetico di visioni, di prodigiose economie simboliche: la fiaba.”

“L’amore è per essenza tragico perché da esso -solo da esso- la freccia del nostro presente vola istantaneamente a configgersi nel futuro: superando di colpo lo spazio che noi dovremmo lentamente percorrere, fissando un termine ignoto a cui non potremo in alcun modo sottrarre la nostra anima.”

“… Soltanto a simili sentimenti o pensieri, ai quali non è dato il tempo di corrompersi nel risultato, è concesso durare e svilupparsi nella loro purezza. L’urto continuo e armonioso dei contrari conduce l’animo a una sorta di ardente immobilità, lo colma fino all’orlo di una vita che non trabocca perché il suo stesso muoversi lo frena. ‘Dal centro al cerchio e sì dal cerchio al centro / mòvesi l’acqua in un ritondo vaso / seconda ch’è percossa fuori o dentro’.”








pubblicato da a.moresco nella rubrica libri il 5 maggio 2013