Esercizi di cronaca

Giuseppe Granieri



Il 21 gennaio 2012 moriva a Milano, dopo una lunga malattia, Vincenzo Consolo, uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento. Consolo, però, non è stato solo uno scrittore, ma nel corso della sua vita ha saputo distinguersi egregiamente anche come giornalista, saggista, poeta e romanziere. Amato e osteggiato, ha diviso la critica come solo i grandi sanno fare. A poco più di un anno dalla sua scomparsa, grazie all’editore palermitano Sellerio, esce Esercizi di cronaca: una raccolta di articoli, interviste, inchieste, recensioni e conversazioni che Consolo pubblicò, negli anni Sessanta e Settanta, sul giornale palermitano “L’Ora”.

Il volume è diviso in tre sezioni: nella prima trovano spazio i resoconti che, da inviato sul posto a Trapani, Consolo mandava al giornale sul processo Vinci (Mostro di Marsala); nella seconda ci sono le conversazioni/interviste in giro per gli uffici pubblici di Palermo; nella terza sono raccolti, invece, i pezzi di cronaca nera avvenuti nella periferia milanese o in Sicilia. In coda, poi, un’appendice chiamata “Fuori casa” – oggi, forse, diremmo “In trasferta” – che contiene gli articoli inviati allo storico quotidiano come corrispondente. Completano il volume la prefazione di Salvatore Silvano Nigro e la nota “Cronachistiche peregrinazioni” del curatore Salvatore Grassia.

È un testo che restituisce un Consolo diverso, con uno stampo da giornalista/osservatore/indagatore rispetto al romanziere e saggista cui siamo abituati. Ma è una piacevole scoperta, così come è informativo rileggere – a distanza di tanti anni – questi scritti che rappresentano una fotografia dell’Italia di trenta/quaranta anni fa: e si mastica amaro quando a leggere i fatti di cronaca nera o i disservizi della pubblica amministrazione, solo per fare degli esempi, l’Italia non sembra essere davvero cambiata in nulla rispetto a quegli anni.

Sono pagine che possono essere lette da chiunque, sia da chi già conosce Consolo e magari vuol capire ancor meglio le origini dello scrittore siciliano, sia da chi non lo conosce ancora: ed è davvero un bel modo per fare conoscenza di “Enzo”. Raccomandato, soprattutto, a chi vuol fare il giornalista e a chi vuole impratichirsi/confrontarsi con la scrittura, anche perché a leggere certi passi, come ad esempio questo:

“Trapani ha l’aspetto e la fragile trasparenza di una città lagunare, allungata com’è su una lingua di terra in mezzo al mare e con tutti gli specchi d’acqua delle saline alle sue spalle. Ha una luce tagliente che solo le numerose palme e le volute dei palazzi barocchi riescono a mitigare e modulare. Una città bella, comunque. La più bella della Sicilia secondo lo scrittore Fernandez. Una città chiara e ventosa”,

ci si domanda: quando abbiamo smesso di scrivere in questo modo? E, soprattutto, perché? C’è una bellezza lineare in queste righe, e anche negli altri articoli. Un certo ordine che, forse, si è perso nel giornalismo di oggi. I perché potrebbero essere tanti e vari (web, link and company…): ma siamo proprio sicuri di avere, oggi, un giornalismo migliore rispetto a quello di qualche anno addietro? Perché abbiamo barattato il sensazionalismo (“È stata la culona”, il Giornale; “Fate presto”, Il Sole 24 Ore) e l’intrattenimento con l’informazione?

Vincenzo Consolo, Esercizi di cronaca, Sellerio, pp. 256, euro 13.

Giuseppe Granieri (Galatina, 1981), vive a Copertino. Scrive per www.fcinternews.it. Ha pubblicato una raccolta di interviste sportive, Dal calcio giocato al calcio parlato (Grasso 2008), e la la sua tesi di laurea, Giorgio Faletti e la riscoperta del noir in Italia (Sacco 2009).








pubblicato da t.scarpa nella rubrica giornalismo e verità il 17 aprile 2013