Pensione "da Beppe"

Andrea Amerio



Lo so, lo so che mi ero promesso, niente politica, mai più, mai una riga, un pensiero, una battuta, una riflessione. Lo so che avevo detto pesciolino zitto, morditi la lingua, stai nel tuo pozzetto d’acqua, fottitene, scappa dal paese, esiliati, dimenticati, fatti dimenticare, non dargli un secondo del tuo tempo, elevati, sprofonda, fai quel che cazzo che ti pare ma sparisci dal dibattito pubblico, dalle idee, dalla schiuma, dalla rabbia.

Ma sono un miserabile e ci sono ricascato.

Il fatto é che sono questi parlamentari italiani, Cecile Kyenge Kashetu e Khalid Chaouki, che il 21 marzo scorso hanno depositato alla Camera dei Deputati la proposta di legge “Disposizioni in tema di acquisto della cittadinanza italiana”. Affrontano un problema importante, serio, che renderebbe il bel paese un po’ meno brutto e i belpaesani un po’ meno barbari e buffoni.

Intanto sul blog più letto d’Italia del partito più "in" del momento leggo di continuo che anche senza un governo il parlamento può parlamentare e, eventualmente, legiferare. Ammesso e non concesso che sia vero (persino gli zombie se gli spari al cranio s’accasciano), in questo caso specifico al dinamico duo grilletto e taleggio si chiedeva di decidere nel merito, ovvero di legiferare. Ma Adriano Zaccagnini scrive, non in merito a questo caso specifico, beninteso, che "non abbiamo il personale adeguato per espletare le nostre attività. In particolare la presentazione delle proposte di legge ci è stata difficile senza adeguato personale legislativo". Che foglia, cazzo cazzo, e che fico! Ecco, visto che dite sempre "valuteremo volta per volta", almeno questa volta, procuratevi il personale, le competenze, un bel chilo di materia grigia autonoma pensante, e poi votate, perdio! Smentite questo vecchiaccio prezzolato della casta, foraggiato con i soldi pubblici per l’editoria rubati dalle tasche dell’onesto cittadino (come tutti quelli restii a saltare sul cybercarro del vostro trionfo). Altrimenti finisce qualche bilioso malfidente poi dietrologizza che volete evitare di far frignare i nipotini di nonno Ezra; sapete, quei razzisti fascistoidi di casa Pound cui non avete mai sbattuto la porta in faccia. E soprattutto i tanti affiliati al movimento che nella zona grigia del non detto ci sguazzano; che della paura delle politiche multiculturali hanno fatto un silente vessillo. Lo denunciò a suo tempo su queste stesse pagine il nostro Giovanni Giovannetti e ora, a quanto pare, i nodi vengono al pettine. E adesso torno a mordermi la lingua, a recitare il miserere ascoltando le immortali parole di quella vecchia canzone di Ambra ove, vent’anni or sono, risuonava il monito: "se prometto poi mantengo/ m’appartieni e se ci tieni / tu prometti e poi mantieni".

Buona Pasqua a tout le monde








pubblicato da a.amerio nella rubrica democrazia il 30 marzo 2013